Quali sono i criteri diagnostici dell’ADHD secondo il DSM-5?
Il DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) è il manuale dell’American Psychiatric Association su cui si basano psichiatri e psicologi; in Italia lo pubblica Raffaello Cortina. Per l’ADHD elenca cinque criteri, dalla A alla E, che devono essere veri insieme. Il testo è protetto da copyright: li riassumiamo con parole nostre e con esempi adulti (APA, 2013; DSM-5-TR, 2022).
| Criterio | Cosa chiede | Cosa significa per un adulto | Come lo verifica lo specialista |
|---|---|---|---|
| A. Sintomi | Almeno 6 sintomi su 9 di disattenzione e/o di iperattività-impulsività (5 dai 17 anni), da almeno 6 mesi | Modi di funzionare frequenti e stabili, non episodi legati allo stress | Esamina i 18 sintomi con esempi concreti, per esempio con la DIVA-5 |
| B. Esordio | Diversi sintomi già prima dei 12 anni | Basta che ci fossero, anche se nessuno li aveva notati | Ricostruisce l’infanzia con ricordi, pagelle e racconti di chi ti conosce |
| C. Contesti | Sintomi in almeno due ambiti di vita | Per esempio lavoro e casa, non solo con una persona | Raccoglie esempi da ambiti diversi |
| D. Impatto | Segni chiari che i sintomi ostacolano relazioni, studio o lavoro | Il costo conta: scadenze, soldi, relazioni, fatica per compensare | Chiede cosa è successo davvero |
| E. Altre spiegazioni | Sintomi non spiegati meglio da un altro disturbo | Ansia, depressione, sostanze o poco sonno possono somigliare all’ADHD o affiancarlo | Valuta storia clinica e altre cause |
Il criterio A è solo il primo dei cinque: chi si riconosce in molte voci ma ha i sintomi in un solo ambito, o spiegati meglio da una depressione, non soddisfa tutti i criteri. L’elenco dei segnali con esempi è nella guida ai sintomi dell’ADHD negli adulti; qui il centro sono le regole.
Quanti sintomi servono a un adulto e cosa è cambiato dal DSM-IV al DSM-5?
Per bambini e adolescenti il DSM-5 chiede almeno 6 sintomi su 9 in una delle due aree. Da 17 anni in su ne bastano 5, presenti da almeno 6 mesi: la soglia è stata abbassata perché anche con meno sintomi gli adulti mostravano difficoltà clinicamente rilevanti (APA, 2013).
Un esempio è uno studio su 88 adulti con ADHD: quasi la metà di chi aveva un’iperattività-impulsività molto sopra la media non arrivava ai 6 sintomi richiesti in quell’area dal DSM-IV (Solanto e colleghi, 2012). Il consenso europeo del 2019 parla di prove solide a favore di 4 sintomi attuali (Kooij e colleghi, 2019), ma per la diagnosi si usa il numero scritto nel manuale: 5.
Ecco il confronto con il DSM-IV (APA, 2013; Epstein e Loren, 2013):
| Aspetto | DSM-IV | DSM-5 (2013) |
|---|---|---|
| Sintomi richiesti | 6 su 9 a ogni età | 6 su 9 sotto i 17 anni, 5 su 9 da 17 anni in su |
| Esordio | Sintomi con compromissione prima dei 7 anni | Diversi sintomi prima dei 12 anni |
| Esempi nei criteri | Pensati per i bambini | Aggiunti esempi per adolescenti e adulti |
| Autismo | Diagnosi di ADHD esclusa | Le due diagnosi possono coesistere |
| Nome dei gruppi | Sottotipi | Presentazioni |
| Collocazione | Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza | Disturbi del neurosviluppo |
Il DSM-5-TR (marzo 2022) è una revisione del testo: per l’ADHD i criteri sono rimasti identici a quelli del DSM-5, mentre sono cambiati il testo di accompagnamento e i codici, ora solo ICD-10-CM (Koutsoklenis e Honkasilta, 2023; APA, 2022).
I 9 sintomi di disattenzione, con esempi nella vita adulta
È il primo elenco del criterio A. Una voce conta se è un modo di funzionare stabile e fuori misura per l’età, non se capita sotto stress.
- Errori di distrazione. Invii una mail con l’allegato sbagliato o scrivi una cifra errata in un modulo.
- Attenzione che non regge. In una riunione lunga o davanti a un testo che non ti coinvolge la mente scivola altrove.
- Sembri non ascoltare. Chi ti parla ha l’impressione che tu sia altrove; tu ti accorgi di aver perso l’ultima frase.
- Compiti lasciati a metà. Parti con le migliori intenzioni, poi ti perdi: la pratica da inviare, il progetto quasi finito.
- Difficoltà a organizzarti. Scadenze mancate, tempi sottostimati, documenti ovunque.
- Evitare o rimandare ciò che chiede concentrazione a lungo. La pratica burocratica, il preventivo da confrontare e la dichiarazione dei redditi restano sul tavolo finché non scatta l’urgenza.
- Perdere le cose che servono. Chiavi, telefono, il documento che serviva proprio oggi: passi parte della giornata a cercarli.
- Farsi distrarre. Una notifica, un rumore o un pensiero improvviso ti portano via dal compito.
- Dimenticanze quotidiane. Il bonifico da fare, la persona da richiamare, la visita prenotata e poi scordata.
Quando solo questo elenco raggiunge la soglia, la presentazione è prevalentemente disattenta: ne parla la guida su ADD, l’ADHD inattentivo negli adulti.
I 9 sintomi di iperattività e impulsività, con esempi nella vita adulta
Il secondo elenco riunisce movimento e impulsività. Negli adulti il movimento visibile spesso si riduce: nel manuale la voce sul correre e arrampicarsi, negli adolescenti e negli adulti, può limitarsi a una sensazione di irrequietezza. Anche qui dai 17 anni valgono 5 voci su 9.
- Agitazione di mani e piedi. Tamburelli con la penna, scuoti la gamba, ti rigiri sulla sedia in videochiamata.
- Alzarsi quando si dovrebbe restare seduti. Lasci la scrivania a metà riunione o ti alzi più volte a cena.
- Irrequietezza. Da adulti non si corre più per i corridoi: resta una tensione interna, il bisogno di muoversi.
- Difficoltà a rilassarsi in silenzio. Un film o una serata tranquilla ti sembrano lunghi se non fai altro.
- Sempre in movimento. Al ristorante o in sala d’attesa è difficile stare fermi; gli altri faticano a starti dietro.
- Parlare troppo. Interventi lunghi, difficoltà a chiudere un discorso.
- Rispondere prima che la domanda sia finita. Completi le frasi degli altri, anche a un colloquio di lavoro.
- Fatica ad aspettare il turno. Al semaforo suoni appena scatta il verde, alla cassa cambi fila di continuo.
- Interrompere o invadere gli altri. Intervieni nei discorsi degli altri e ti intrometti in decisioni o attività che non ti riguardano.
Acquisti d’impulso e scatti di rabbia non sono tra queste 18 voci, anche se alcune persone con ADHD li riferiscono. Se prevale quest’area, leggi la guida sull’iperattività negli adulti.
Quali sono i sottotipi di ADHD? Presentazioni, gravità e remissione parziale
Il DSM-IV parlava di sottotipi; il DSM-5 di presentazioni, cioè gli stessi tre gruppi, scelti guardando gli ultimi 6 mesi (APA, 2013).
- Combinata: sono soddisfatti entrambi gli elenchi di sintomi.
- Prevalentemente disattenta: raggiunge la soglia solo la disattenzione, quella che un tempo si chiamava ADD.
- Prevalentemente iperattiva/impulsiva: raggiunge la soglia solo il secondo elenco.
Esempi di vita adulta per ciascuna presentazione, e come può cambiare con gli anni, sono nella guida ai tipi di ADHD negli adulti.
La presentazione può cambiare nel tempo, e il manuale prevede anche la gravità attuale (lieve, moderata o grave), decisa dallo specialista.
«In remissione parziale» vale quando un tempo erano soddisfatti tutti i criteri, negli ultimi 6 mesi non più, ma i sintomi pesano ancora. Non è una guarigione: seguendo nel tempo bambini con ADHD, a 25 anni il disturbo risultava presente nel 15% circa con i soli criteri completi e nel 65% circa includendo la remissione parziale (Faraone e colleghi, 2006).
Vuoi capire dove ti collochi rispetto ai criteri?
Cinque questionari gratuiti in italiano: l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica. Il primo dura 5 minuti e non chiede registrazione. Il profilo finale non è una diagnosi: è materiale da portare allo specialista.
Esordio, contesti, impatto e altre cause: i criteri da B a E
Gli altri quattro criteri distinguono l’ADHD da una fase difficile o da un altro disturbo.
B. Esordio: diversi sintomi prima dei 12 anni
Basta che diversi sintomi ci fossero già da piccoli, non che qualcuno li avesse riconosciuti: nessuna diagnosi, nessuna nota sul registro. Molti adulti però ricordano poco dell’infanzia, e il consenso europeo osserva che un informatore, di solito un genitore o il partner, è di grande valore (Kooij e colleghi, 2019). Può servire anche la scala WURS.
C. Contesti: più di un ambito
I sintomi devono comparire in almeno due ambiti, per esempio lavoro e casa: se ci sono solo con un capo o durante una crisi di coppia, il criterio non è soddisfatto.
D. Impatto: cosa ti costa davvero
Devono esserci segni chiari che i sintomi complicano le relazioni, lo studio o il lavoro: bollette e multe in ritardo, un contratto non rinnovato, discussioni ricorrenti in coppia, distrazioni alla guida. È ciò che il quinto questionario del percorso gratuito prova a descrivere.
E. Altre spiegazioni: ansia, depressione e non solo
I sintomi non devono comparire solo durante una schizofrenia o un altro disturbo psicotico, né essere spiegati meglio da un altro disturbo mentale: il manuale cita i disturbi dell’umore, d’ansia, dissociativi e di personalità e l’intossicazione o l’astinenza da sostanze. Spesso ansia e depressione stanno accanto all’ADHD, non al suo posto; dal DSM-5 anche l’autismo non lo esclude più, come spiega la guida su ADHD e autismo negli adulti.
Qual è il codice dell’ADHD? Da F90.0 a F90.9 e ICD-11
I codici registrano la diagnosi in referti e statistiche. Il DSM-5-TR usa quelli dell’ICD-10-CM, la versione americana dell’ICD-10 (APA, 2022; NCHS, 2026); il DSM-5 del 2013 riportava anche i codici numerici dell’ICD-9-CM (314.x), poi tolti.
| Codice | Significato nel DSM-5-TR |
|---|---|
| F90.2 | ADHD, presentazione combinata |
| F90.0 | ADHD, presentazione prevalentemente disattenta |
| F90.1 | ADHD, presentazione prevalentemente iperattiva/impulsiva |
| F90.8 | Altro ADHD specificato: sintomi con impatto che non soddisfano tutti i criteri, con il motivo indicato dal clinico |
| F90.9 | ADHD non specificato: gli stessi quadri, senza indicarne il motivo o con informazioni insufficienti |
Attenzione: nell’ICD-10 dell’OMS F90.0 è «disturbo dell’attività e dell’attenzione», F90.1 è «disturbo ipercinetico della condotta» e F90.2 non esiste (OMS, ICD-10). Un «F90.0» in un referto non dice da solo se la presentazione è disattenta: dipende dal sistema usato.
L’ICD-11 usa il codice 6A05, con 6A05.0 (prevalentemente disattenta), 6A05.1 (iperattiva-impulsiva) e 6A05.2 (combinata), più 6A05.Y e 6A05.Z per le presentazioni altre o non specificate. Descrive un andamento persistente di disattenzione e/o iperattività-impulsività, con sintomi già prima dei 12 anni, impatto sul funzionamento e presenza in più ambiti (OMS, ICD-11). A differenza del DSM-5 non indica un numero minimo di sintomi (Gomez e colleghi, 2023). Nell’ICD-11 l’ADHD ha sostituito i disturbi ipercinetici dell’ICD-10 ed è stato spostato fra i disturbi del neurosviluppo (Reed e colleghi, 2019).
Come usa davvero i criteri lo specialista? Intervista, scale e altre fonti
Il DSM-5 non è un test da compilare: è un elenco di criteri che uno specialista verifica con un colloquio. Le linee guida NICE chiedono una valutazione clinica e psicosociale completa, la storia dello sviluppo e il racconto di altre persone, e dicono che non basta il punteggio di una scala (NICE NG87). In pratica:
- Storia clinica: sintomi di oggi e dell’infanzia, scuola, lavoro, relazioni, salute fisica e mentale.
- Intervista strutturata: la DIVA-5 ripercorre i 18 sintomi del DSM-5, nel presente e nell’infanzia; esiste una validazione italiana su 132 persone (Di Lorenzo e colleghi, 2025). Cosa cambia rispetto alla DIVA 2.0 è in DIVA 2.0 e DIVA-5: le differenze.
- Scale e altre fonti: l’ASRS riprende i 18 sintomi del criterio A, rimasti gli stessi dal DSM-IV al DSM-5 (Kessler e colleghi, 2005; APA, 2013), la WURS i ricordi d’infanzia; familiari e pagelle completano il quadro. Aiutano il colloquio, non lo sostituiscono.
- Altre spiegazioni: ansia, depressione, sonno, sostanze e altri problemi di salute.
A condurre la valutazione è uno psichiatra o uno psicologo clinico con esperienza nell’adulto: a chi rivolgersi è nella guida allo psichiatra per l’ADHD negli adulti, strade e tempi in come ottenere la diagnosi di ADHD in Italia.
Errori comuni nel leggere i criteri DSM-5
- Contare i sintomi da soli. Cinque spunte non sono una diagnosi: contano durata, ambiti e che nulla li spieghi meglio. Uno screening ADHD gratuito guarda anche infanzia e impatto, cioè i criteri B e D.
- Ignorare il criterio D. Riconoscersi in un sintomo non basta se non pesa sulla vita.
- «Da piccoli nessuno se n’è accorto, quindi non può essere ADHD». Il criterio B chiede che diversi sintomi ci fossero, non che qualcuno li avesse notati o diagnosticati; chi compensava bene passa spesso inosservato, come spiega la guida sull’ADHD scoperto da adulti.
- Aspettarsi che i criteri descrivano tutto. Funzioni esecutive, sensibilità sensoriale e disregolazione emotiva non sono criteri del DSM-5, anche se alcune persone con ADHD le riferiscono: descrivono il tuo profilo (funzioni esecutive negli adulti).
- Pensare che con 4 sintomi non ci sia nulla. La diagnosi piena non c’è, ma se l’impatto è importante lo specialista può considerare «altro ADHD specificato».
Come si collega il nostro percorso di screening ai criteri DSM-5?
Non siamo una clinica e non facciamo diagnosi: il percorso di screening serve a mettere in ordine ciò che lo specialista ti chiederà. Cinque questionari gratuiti in italiano: l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica. Il primo dura 5 minuti e non chiede registrazione; dal secondo in poi ti chiediamo nome ed email.
| Criterio DSM-5 | Cosa se ne avvicina nel percorso |
|---|---|
| B. Esordio | Primo questionario: anamnesi nell’infanzia, basata sui criteri della WURS |
| A. Sintomi | Secondo: ASRS v1.1 dell’OMS, 18 domande che riprendono i 18 sintomi |
| D. Impatto e durata | Quinto: sintesi sui criteri DSM-5, 13 domande su lavoro e studio, relazioni, finanze, casa e salute, autostima, e sulla durata nel tempo |
| Non sono criteri DSM-5 | Terzo (funzioni esecutive, basato sul BRIEF-A) e quarto (sensibilità sensoriale, basato sull’Adult Sensory Profile): descrivono il tuo profilo |
Il percorso non può escludere altre spiegazioni (criterio E) e tocca solo in modo indiretto la presenza in più ambiti (C). Alla fine ottieni un profilo da portare allo specialista, non una diagnosi: inizia dal primo questionario e arriva alla visita con date ed esempi.
Domande frequenti
Quali sono i criteri diagnostici dell’ADHD secondo il DSM-5? expand_more
Cinque, dalla A alla E: almeno 6 sintomi su 9 di disattenzione e/o iperattività-impulsività (5 da 17 anni in su) da almeno 6 mesi; diversi prima dei 12 anni; in almeno due ambiti; con impatto chiaro; non spiegati meglio da un altro disturbo (APA, 2013).
Quanti sintomi servono per la diagnosi di ADHD in un adulto? expand_more
Dai 17 anni in su ne bastano 5 in almeno una delle due aree, contro i 6 di bambini e adolescenti (APA, 2013). Non basta il numero: servono esordio nell’infanzia, più ambiti, impatto ed esclusione di altre cause, verificati da uno specialista.
Quali sono i sottotipi di ADHD? expand_more
Il DSM-5 parla di presentazioni, non più di sottotipi: combinata, prevalentemente disattenta e prevalentemente iperattiva/impulsiva, decise sugli ultimi 6 mesi. Si aggiungono la gravità (lieve, moderata, grave) e «in remissione parziale» (APA, 2013).
Quali sono i 3 criteri diagnostici per l’ADHD? expand_more
Nel DSM-5 i criteri sono cinque. Di solito «tre» indica le tre aree di sintomi, disattenzione, iperattività e impulsività, riunite in due elenchi, oppure le tre presentazioni. Per la diagnosi servono tutti i criteri, dalla A alla E.
Il DSM-5-TR ha cambiato i criteri dell’ADHD? expand_more
No: i criteri sono identici a quelli del DSM-5 (Koutsoklenis e Honkasilta, 2023). Il DSM-5-TR, del 2022, ha aggiornato il testo e mantiene solo i codici ICD-10-CM (APA, 2022).
Qual è il codice dell’ADHD nel DSM-5 e nel DSM-5-TR? expand_more
Codici ICD-10-CM: F90.2 combinata, F90.0 prevalentemente disattenta, F90.1 prevalentemente iperattiva/impulsiva, F90.8 «altro specificato», F90.9 non specificato. L’ICD-11 dell’OMS usa il codice 6A05.
Posso verificare in autonomia se rientro nei criteri DSM-5? expand_more
Puoi usare i criteri per ordinare i tuoi esempi e il percorso di screening gratuito per capire se approfondire, ma contare i sintomi non è una diagnosi: servono un colloquio clinico e l’esclusione di altre cause.
Fonti
- American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5), criteri diagnostici dell’ADHD. Fonte
- APA (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision (DSM-5-TR). Fonte
- APA (2013). Highlights of Changes from DSM-IV-TR to DSM-5. Fonte
- APA (2022). Coding and Recording Procedures. Fonte
- Epstein JN, Loren REA (2013). Changes in the definition of ADHD in DSM-5: subtle but important. Neuropsychiatry, 3(5):455-458. Fonte
- Koutsoklenis A, Honkasilta J (2023). ADHD in the DSM-5-TR: what has changed and what has not. Frontiers in Psychiatry, 13:1064141. Fonte
- Kooij JJS, Bijlenga D, Salerno L et al. (2019). Updated European Consensus Statement on diagnosis and treatment of adult ADHD. European Psychiatry, 56:14-34. Fonte
- Solanto MV, Wasserstein J, Marks DJ, Mitchell KJ (2012). Diagnosis of ADHD in adults: what is the appropriate DSM-5 symptom threshold for hyperactivity-impulsivity? Journal of Attention Disorders, 16(8):631-634. Fonte
- Faraone SV, Biederman J, Mick E (2006). The age-dependent decline of attention deficit hyperactivity disorder: a meta-analysis of follow-up studies. Psychological Medicine, 36(2):159-165. Fonte
- Kessler RC, Adler L, Ames M et al. (2005). The World Health Organization Adult ADHD Self-Report Scale (ASRS): a short screening scale for use in the general population. Psychological Medicine, 35(2):245-256. Fonte
- Di Lorenzo R, Latella E, Gualtieri F et al. (2025). Validity of the Italian version of DIVA-5: semi-structured diagnostic interview for adult ADHD based on the DSM-5 criteria. Healthcare, 13(3):244. Fonte
- NICE (2018). Attention deficit hyperactivity disorder: diagnosis and management (NG87), aggiornata nel 2019. Fonte
- OMS (2022). ICD-11 per le statistiche di mortalità e morbilità, codice 6A05 (Attention deficit hyperactivity disorder). Fonte
- Reed GM, First MB, Kogan CS et al. (2019). Innovations and changes in the ICD-11 classification of mental, behavioural and neurodevelopmental disorders. World Psychiatry, 18(1):3-19. Fonte
- Gomez R, Chen W, Houghton S (2023). Differences between DSM-5-TR and ICD-11 revisions of attention deficit/hyperactivity disorder: a commentary on implications and opportunities. World Journal of Psychiatry, 13(5):138-143. Fonte
- NCHS (CDC) (2026). ICD-10-CM, descrizioni dei codici F90.0-F90.9. Fonte
- OMS (2016). ICD-10, capitolo V, F90 Hyperkinetic disorders (ICD-10, 5ª edizione, NHS). Fonte