Quanti tipi di ADHD esistono e perché il DSM-5 parla di «presentazioni»?
Negli adulti i tipi di ADHD riconosciuti (le «tipologie» o «forme» di cui si legge in rete) sono tre, e il DSM-5 li chiama presentazioni: combinata, con disattenzione predominante e con iperattività-impulsività predominante. Si scelgono guardando i sintomi degli ultimi sei mesi (APA, 2013).
| Presentazione | Cosa deve esserci (da 17 anni, su 9 sintomi per area) | Come la trovi in rete |
|---|---|---|
| Combinata | Almeno 5 sintomi di disattenzione e almeno 5 di iperattività-impulsività | Tipo combinato, tipo misto |
| Disattenzione predominante | Almeno 5 sintomi di disattenzione e meno di 5 dell’altra area | Tipo disattento, inattentivo, ADD |
| Iperattività-impulsività predominante | Almeno 5 sintomi di iperattività-impulsività e meno di 5 di disattenzione | Tipo iperattivo-impulsivo |
Perché «presentazione» e non più «sottotipo»? Perché descrive come l’ADHD si mostra in questo periodo, mentre «sottotipo» faceva pensare a una caratteristica fissa, ma i sintomi cambiano nella vita (Epstein e Loren, 2013). Una meta-analisi di 546 studi concluse che i sottotipi del DSM-IV descrivono i sintomi del momento, ma non individuano gruppi abbastanza stabili da giustificare forme distinte del disturbo (Willcutt e colleghi, 2012).
Alla presentazione il manuale affianca la gravità attuale (lieve, moderata o grave) e, quando serve, «in remissione parziale»: un referto può dire «ADHD, presentazione combinata, gravità moderata». I 18 sintomi con esempi adulti sono nei criteri DSM-5 dell’ADHD negli adulti; le liste con 7 o più «tipi» non fanno parte né del DSM-5 né dell’ICD-11 (ne parliamo più avanti).
ADHD tipo combinato: come si presenta negli adulti ed è il più frequente?
Nella presentazione combinata ci sono entrambi i gruppi di sintomi. Per esempio: la bolletta resta sul tavolo per settimane (disattenzione) e, al telefono con la banca, si interrompe l’operatore a metà frase (impulsività).
È la più frequente? Dipende da chi si studia. In uno studio su 107 adulti con ADHD inviati a una clinica, con interviste strutturate e sintomi attuali secondo il DSM-IV, il 62% aveva il sottotipo combinato, il 31% solo la disattenzione e il 7% solo l’iperattività-impulsività (Wilens e colleghi, 2009). È un solo campione clinico: non dice come si distribuiscono i tipi nella popolazione generale, quindi va letto con prudenza. In quello studio chi aveva la presentazione combinata aveva più altre condizioni psichiatriche di chi aveva solo disattenzione, e per questo la valutazione guarda l’intero quadro.
Chi cerca «ADHD combinato grave» o «moderato» mette insieme due informazioni: la presentazione (combinata) e il livello di gravità, che trovi qui sotto.
ADHD tipo disattento: è l’ex ADD e perché si scopre tardi?
Sì: la presentazione con disattenzione predominante è quella che un tempo si chiamava ADD, come spiega la guida all’ADHD inattentivo e ADD negli adulti. Da adulti può essere l’allegato sbagliato in una mail, le chiavi che non si trovano, la visita prenotata e dimenticata.
Fa meno rumore delle altre. Per il consenso internazionale del 2021 la disattenzione si associa soprattutto a difficoltà di studio e di lavoro, iperattività e impulsività a rifiuto dei compagni, aggressività, guida rischiosa e incidenti (Faraone e colleghi, 2021). Capita di accorgersene solo da adulti, quando lavoro, casa e soldi chiedono più di quanto si riesca a compensare.
Le donne hanno più spesso il tipo disattento? Una rassegna della letteratura conclude che nelle ragazze e nelle donne con ADHD prevale la disattenzione, mentre ragazzi e uomini mostrano più iperattività-impulsività, ma che le differenze dipendono molto da come si scelgono i campioni, in clinica o nella popolazione generale (Hinshaw e colleghi, 2022). Nello studio su adulti citato sopra uomini e donne si presentavano in modo simile, e una rassegna di 73 studi attribuisce molte differenze di genere, almeno in parte, a limiti dei metodi o a influenze sociali e culturali (Williamson e Johnston, 2015). Una tendenza, quindi, non una regola: ne parla la guida all’ADHD nelle donne.
Ti riconosci in uno di questi tipi?
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ADHD iperattivo-impulsivo: esiste ancora negli adulti?
Esiste, ma nel campione clinico di Wilens era solo il 7% degli adulti. Nei bambini tende a non restare tale: seguendo per otto anni 118 bambini con ADHD, arruolati a 4-6 anni, chi era partito dalla presentazione iperattiva-impulsiva (23 bambini) raramente la manteneva, e chi continuava ad avere l’ADHD passava per lo più alla combinata (Lahey e colleghi, 2005).
Negli adulti l’iperattività cambia forma: il DSM-5 precisa che per adolescenti e adulti il bisogno di correre e arrampicarsi può ridursi a una sensazione di irrequietezza (APA, 2013). Esempi e altre cause, come ansia, tiroide, caffeina o poco sonno, sono nella guida all’iperattività negli adulti.
Il tipo di ADHD cambia con l’età?
Può cambiare, ed è la ragione per cui si parla di presentazioni. Nello studio di Lahey, 31 bambini su 83 con sottotipo combinato (37%) e 6 su 12 con sottotipo prevalentemente disattento (50%) hanno soddisfatto i criteri di un altro sottotipo almeno due volte nelle sei valutazioni successive.
Movimento e impulsività si attenuano più in fretta della disattenzione: in 128 maschi con ADHD seguiti per quattro anni i sintomi di iperattività e impulsività calavano più di quelli di disattenzione (Biederman e colleghi, 2000). Per questo molti bambini con presentazione combinata passano in seguito alla disattenzione predominante, senza che l’ADHD sia sparito (Epstein e Loren, 2013).
Il percorso non è lineare: nello studio MTA, su 558 bambini seguiti per 16 anni, solo il 9,1% era in remissione stabile e il 63,8% alternava periodi migliori e peggiori (Sibley e colleghi, 2022). E se ti chiedi se peggiora: in media i sintomi non crescono con l’età, cresce il carico di responsabilità; i numeri per fascia d’età sono nella guida sulla gravità.
ADHD lieve, moderato o grave: cosa significano i livelli?
I livelli di gravità sono un’informazione separata dalla presentazione, assegnata dallo specialista sulla situazione attuale. Il DSM-5 li descrive a parole, senza soglie numeriche, guardando sia a quanti sintomi ci sono oltre il minimo sia a quanto pesano sulla vita (APA, 2013; sintesi CHADD).
| Livello | Come lo descrive il DSM-5 (in sintesi) | Un esempio adulto (indicativo) |
|---|---|---|
| Lieve | Pochi o nessun sintomo oltre ai cinque necessari, compromissione lieve nel funzionamento sociale o lavorativo | Arrivi in orario con tre sveglie e un’agenda fitta, ma compensare ti lascia senza energie a sera |
| Moderato | Una situazione intermedia fra lieve e grave | Dimenticanze e ritardi costano soldi, ore di lavoro o discussioni, nonostante le strategie |
| Grave | Molti sintomi oltre il minimo, oppure alcuni particolarmente intensi, oppure compromissione marcata nel funzionamento sociale o lavorativo | Il lavoro, la relazione o le finanze sono a rischio a causa dei sintomi |
I livelli non sono un giudizio sulla persona. «Lieve» non vuol dire «non serve fare niente», perché la fatica di compensare può essere alta. Il livello fotografa la situazione attuale e può cambiare nel tempo (sintesi CHADD). Cosa fa salire o scendere l’impatto è nella guida su quanto è grave l’ADHD.
I «sintomi di un’ADHD leggera» sono gli stessi 18 dei criteri: pochi oltre i cinque richiesti e con difficoltà contenute. Se sono meno di cinque ma il costo è importante, lo specialista può considerare «altro ADHD specificato» (F90.8): non è l’ADHD lieve. Non esiste una «forma grave» come tipo a sé: il livello grave vale per qualunque presentazione.
Lieve, moderato o grave? Lo decide una valutazione, non un elenco online
Il livello di gravità e la presentazione li stabilisce uno specialista, guardando quanto i sintomi pesano oggi sulla tua vita. GAM Medical fa la valutazione ADHD online: il primo passo è una videochiamata gratuita di 10 minuti per capire se nel tuo caso ha senso.
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I codici registrano la diagnosi in referti e statistiche. Il DSM-5-TR usa solo quelli dell’ICD-10-CM, la versione americana dell’ICD-10 (APA, 2022; NCHS, 2026); l’ICD-11 dell’OMS ne ha di propri (OMS).
| Presentazione o categoria | DSM-5-TR (ICD-10-CM) | ICD-11 (OMS) |
|---|---|---|
| Combinata | F90.2 | 6A05.2 |
| Disattenzione predominante | F90.0 | 6A05.0 |
| Iperattività-impulsività predominante | F90.1 | 6A05.1 |
| Altro ADHD specificato (ICD-11: altra presentazione specificata) | F90.8 | 6A05.Y |
| ADHD non specificato (ICD-11: presentazione non specificata) | F90.9 | 6A05.Z |
Attenzione ai referti: nell’ICD-10 dell’OMS F90.0 è «disturbo dell’attività e dell’attenzione», F90.1 «disturbo ipercinetico della condotta» e F90.2 non esiste (OMS), quindi un «F90.0» da solo non dice se la presentazione è disattenta. L’ICD-11 definisce le presentazioni per predominanza, senza un numero minimo di sintomi (Gomez e colleghi, 2023).
I «7 tipi di ADHD» e i biotipi del 2026: cosa c’è di vero?
I «7 tipi di ADHD» sono un modello di Amen Clinics (classico, disattento, iperfocalizzato, del lobo temporale, limbico, «ring of fire», ansioso) che la clinica dice di riconoscere con le scansioni cerebrali SPECT, precisando però che la SPECT da sola non diagnostica l’ADHD (Amen Clinics). Non sono nel DSM-5-TR né nell’ICD-11, che descrivono tre presentazioni.
Le immagini del cervello non bastano per una diagnosi: per il consenso internazionale del 2021 l’ADHD non si diagnostica con le scale di valutazione da sole, con i test neuropsicologici o con le tecniche per immagini del cervello, e nelle risonanze dei bambini le differenze sono piccole o piccolissime (Faraone e colleghi, 2021). Sulla SPECT usata per diagnosticare e curare in psichiatria esiste anche una lettera del 2010 sull’American Journal of Psychiatry, il cui titolo parla di «affermazioni scientificamente infondate» (Adinoff e Devous, 2010). Per i sette tipi non abbiamo trovato una validazione indipendente.
Diverso è il caso dei biotipi, proposti da uno studio del 2026. JAMA Psychiatry ha pubblicato un’analisi di risonanze di bambini e adolescenti con ADHD (446 con ADHD e 708 senza nel gruppo principale, più 554 con ADHD in un gruppo di conferma) che ha individuato tre gruppi: uno con sintomi più marcati di disattenzione e di iperattività-impulsività e con difficoltà di regolazione emotiva, uno prevalentemente iperattivo-impulsivo e uno prevalentemente disattento (Pan e colleghi, 2026).
È ricerca, non pratica clinica: gli autori scrivono che le alterazioni cerebrali sono sottili e si sovrappongono a quelle dei controlli, che i gruppi potrebbero essere punti di un continuum più che categorie nette, e che nel gruppo di conferma le differenze di disattenzione non si sono riprodotte del tutto. Le persone studiate avevano in media 10-11 anni (nel gruppo principale da 6 a 18): lo studio non riguarda gli adulti. Sulla regolazione emotiva: guida alla disregolazione emotiva.
Chi stabilisce il tipo di ADHD e la terapia cambia in base al tipo?
Il tipo lo stabilisce uno specialista con un colloquio clinico, la storia dall’infanzia e i criteri del DSM-5, spesso con un’intervista come la DIVA-5. Un test online non può farlo, nemmeno il nostro: i limiti sono nella guida all’affidabilità dei test ADHD online.
E la terapia? Nella meta-analisi del 2012 sui sottotipi del DSM-IV il sostegno per distinguere il sottotipo disattento da quello combinato era minimo negli studi su cause, funzionamento cognitivo e scolastico e risposta al trattamento (Willcutt e colleghi, 2012). L’etichetta da sola non decide: la scelta spetta allo specialista, che guarda sintomi, impatto, altre condizioni e preferenze. Qui non diamo indicazioni su farmaci o terapie.
Nel pubblico si parte dal medico di base, che invia ai servizi della Regione (CPS/CSM o centri ADHD adulti): ticket se non sei esente, attese spesso lunghe. Strade e tempi: come ottenere la diagnosi di ADHD in Italia e guida alle ASL.
Che tipo di ADHD potresti avere? Il profilo è un indizio, lo specialista lo stabilisce
Non siamo una clinica e non facciamo diagnosi. Il percorso di screening ha cinque questionari gratuiti in italiano: l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica: infanzia, funzioni esecutive, profilo sensoriale e sintesi dei criteri DSM-5. Il primo dura 5 minuti e non chiede registrazione; dal secondo in poi ti chiediamo nome ed email. In tutto servono circa 30 minuti.
Alla fine dei cinque questionari vedi un profilo a video, che indica quale componente pesa di più. È un indizio da portare allo specialista, non la presentazione del DSM-5: nasce da questionari di screening, non da un colloquio.
| Profilo a video (non è una presentazione del DSM-5) | Cosa indica |
|---|---|
| Tipo Combinato | Disattenzione e iperattività-impulsività insieme |
| Tipo Disattento | Prevalgono difficoltà di attenzione, disorganizzazione e distrazioni |
| Tipo Iperattivo-Impulsivo | Prevalgono irrequietezza e impulsività |
| Profilo Sensoriale marcato | Forte reattività a luci, rumori e affollamento: il DSM-5 non la elenca fra i sintomi |
| Profilo Misto | Tratti distribuiti in modo non uniforme fra le aree; non è il «tipo misto» che in rete indica il combinato |
| Profilo Sotto Soglia | Punteggio sotto la soglia indicativa dei questionari: può riflettere un profilo attenuato o compensato |
Funzioni esecutive e profilo sensoriale sono aspetti che il DSM-5 non elenca fra i sintomi. Per le prime ha senso: in uno studio su tre campioni di adulti statunitensi la disfunzione esecutiva è risultata centrale nell’ADHD adulto quanto i sintomi del DSM-5 (Adler e colleghi, 2017); la guida alle funzioni esecutive negli adulti spiega di più.
Porta il profilo alla visita con esempi concreti: quando succede, in quali ambiti, con quali conseguenze. Presentazione e livello li stabilisce lo specialista, che decide anche se servono altri strumenti: lo screening è il primo passo, la valutazione il secondo, un’eventuale terapia viene dopo, decisa da chi ti segue. Per prepararti: guida alla prima visita per l’ADHD. Inizia dal primo questionario.
Domande frequenti
Quali sono le tre forme di ADHD? expand_more
Sono le tre presentazioni del DSM-5: combinata, con disattenzione predominante e con iperattività-impulsività predominante, decise sui sintomi degli ultimi 6 mesi. Il DSM-IV le chiamava sottotipi (APA, 2013).
Quali sono i livelli di ADHD? expand_more
Il DSM-5 prevede tre livelli di gravità attuale: lieve, moderato e grave, in base a quanti sintomi ci sono oltre il minimo e a quanto pesano sulla vita (APA, 2013). Non sono un giudizio sulla persona, e non esiste una «forma grave» come tipo a sé: il livello grave può riguardare qualunque presentazione. Cosa fa pesare di più i sintomi è nella guida su quanto è grave l’ADHD.
Quali sono i sintomi di un’ADHD leggera? expand_more
Sono gli stessi 18 sintomi dei criteri, ma pochi oltre i cinque richiesti e con difficoltà contenute (APA, 2013). Lieve non vuol dire irrilevante: la fatica di compensare può essere alta.
L’ADHD peggiora con l’età? expand_more
Di solito no: in 128 maschi con ADHD seguiti per quattro anni i sintomi calavano con l’età, e iperattività e impulsività calavano più della disattenzione (Biederman e colleghi, 2000). Può crescere l’impatto, perché aumentano le responsabilità: i dati per fascia d’età sono nella guida sulla gravità.
I «7 tipi di ADHD» esistono? expand_more
Sono un modello di Amen Clinics basato sulle scansioni cerebrali SPECT, non riconosciuto dal DSM-5-TR né dall’ICD-11. Per il consenso internazionale del 2021 l’ADHD non si diagnostica con le immagini del cervello (Faraone e colleghi, 2021).
Come faccio a sapere che tipo di ADHD ho? expand_more
Lo stabilisce uno specialista con colloquio e storia dall’infanzia, non un test online. Il nostro percorso gratuito ti dà un profilo da portare alla visita: non è la presentazione del DSM-5 né una diagnosi. Un primo confronto è il colloquio informativo gratuito di 10 minuti di GAM Medical: prenotalo qui.
Fonti
- American Psychiatric Association (2013). DSM-5, criteri diagnostici dell’ADHD. Fonte
- APA (2022). DSM-5-TR: Coding and Recording Procedures. Fonte
- Epstein JN, Loren REA (2013). Changes in the definition of ADHD in DSM-5. Neuropsychiatry, 3(5):455-458. Fonte
- Willcutt EG et al. (2012). Validity of DSM-IV ADHD symptom dimensions and subtypes. J Abnorm Psychol, 121(4):991-1010. Fonte
- Lahey BB et al. (2005). Instability of the DSM-IV subtypes of ADHD. Arch Gen Psychiatry, 62(8):896-902. Fonte
- Biederman J et al. (2000). Age-dependent decline of symptoms of ADHD. Am J Psychiatry, 157(5):816-818. Fonte
- Sibley MH et al. (2022). Variable patterns of remission from ADHD in the MTA. Am J Psychiatry, 179(2):142-151. Fonte
- Wilens TE et al. (2009). Presenting ADHD symptoms, subtypes, and comorbid disorders in clinically referred adults. J Clin Psychiatry, 70(11):1557-1562. Fonte
- Faraone SV et al. (2021). World Federation of ADHD International Consensus Statement. Neurosci Biobehav Rev, 128:789-818. Fonte
- Hinshaw SP et al. (2022). ADHD in girls and women: underrepresentation and key directions. J Child Psychol Psychiatry, 63(4):484-496. Fonte
- Williamson D, Johnston C (2015). Gender differences in adults with ADHD: a narrative review. Clin Psychol Rev, 40:15-27. Fonte
- Gomez R et al. (2023). DSM-5-TR and ICD-11 revisions of ADHD. World J Psychiatry, 13(5):138-143. Fonte
- Adler LA et al. (2017). The structure of adult ADHD. Int J Methods Psychiatr Res, 26(1). Fonte
- Pan N et al. (2026). Mapping ADHD heterogeneity and biotypes by topological deviations in morphometric similarity networks. JAMA Psychiatry, 83(5):478-490. Fonte
- Adinoff B, Devous M (2010). Scientifically unfounded claims in diagnosing and treating patients. Am J Psychiatry, 167(5):598. Fonte
- Amen Clinics. Can brain SPECT imaging help identify ADHD?, pagina sui «7 tipi». Fonte
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- CHADD. Overview for professionals, sintesi del DSM-5. Fonte