Una valutazione ADHD per adulti, anche a distanza. GAM Medical è un centro medico privato con psichiatri e psicologi che fa la valutazione ADHD online. Si comincia con un colloquio informativo gratuito di 10 minuti in videochiamata con un professionista dell’équipe: non è una diagnosi, serve a capire se nel tuo caso una valutazione ha senso, cosa comporta e quanto dura. La valutazione completa è a pagamento. Prenota i 10 minuti gratuiti →
Perché per l’ADHD adulto serve (anche) lo psichiatra
Sul portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità la divisione è netta: per l’accertamento dell’ADHD è competente il neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza nei ragazzi, lo psichiatra negli adulti, a cui il medico di famiglia può indirizzarti.
Le ragioni pratiche sono due. La prima sono i farmaci: dal 19 ottobre 2023 Medikinet, a base di metilfenidato, è rimborsato dal Servizio sanitario anche a chi riceve la diagnosi da adulto, e la sua scheda tecnica vuole la cura avviata e seguita da un medico specializzato nel trattamento dell’ADHD, come uno psichiatra dell’età adulta. Prescrizione e ricette sono nella guida su chi prescrive Ritalin e Medikinet agli adulti.
La seconda sono gli altri disturbi. Per il consenso europeo, tra il 60 e l’80% degli adulti con ADHD ha nella vita anche un altro disturbo psichiatrico, e prima di una cura vanno riconosciuti tutti (Kooij e colleghi, 2019, DOI 10.1016/j.eurpsy.2018.11.001). Ansia, depressione, disturbo bipolare, uso di sostanze: valutarli è il mestiere dello psichiatra.
Chi fa la diagnosi: psichiatra, psicologo, neurologo o neuropsichiatra?
Sono figure diverse, e confonderle fa perdere tempo:
- Psichiatra: medico specialista. Valuta l’ADHD e gli altri disturbi, prescrive e segue i farmaci; nel Servizio sanitario il Piano Terapeutico lo compilano i medici dei centri individuati dalle Regioni.
- Psicologo: per la legge 56 del 1989 la sua professione comprende la diagnosi in ambito psicologico; può condurre interviste e test e, se è psicoterapeuta, la psicoterapia. Non è un medico e non prescrive farmaci.
- Neuropsichiatra infantile: lo specialista di bambini e ragazzi. In Emilia-Romagna, nel 2024, seguiva ancora il 32,3% degli adulti con ADHD in carico al pubblico.
- Neurologo: si occupa delle malattie del sistema nervoso; l’ISS non lo indica per l’accertamento dell’ADHD.
- Medico di base: non fa la diagnosi, ma nel pubblico è il primo passo.
Tutte le figure, compresi psicoterapeuti e coach, sono nella guida su a chi rivolgersi per l’ADHD da adulto.
Perché non basta uno psichiatra qualsiasi
Fino al DSM-5 del 2013, spiega l’American Psychiatric Association, i criteri per l’ADHD non davano ai clinici indicazioni adatte agli adulti. Il consenso europeo del 2019, scritto da 63 esperti, aggiunge che negli adulti la diagnosi può sfuggire per la scarsa conoscenza del disturbo tra i professionisti, e chiede più formazione anche per gli psichiatri.
Per questo le linee guida britanniche NICE (NG87) vogliono che la diagnosi la faccia uno psichiatra specialista o un altro professionista qualificato, con formazione ed esperienza nella diagnosi dell’ADHD. In Italia una linea guida nazionale che copra anche gli adulti è ancora in progettazione: il Sistema nazionale linee guida dell’ISS l’ha accettata a marzo 2026, e la sua scheda descrive l’ADHD come «sotto diagnosticato e sotto trattato» nei ragazzi e negli adulti.
C’è poi una trappola: per il consenso europeo, negli adulti con intelligenza alta l’ADHD si diagnostica meno, perché le strategie di compenso nascondono i sintomi. Chi non conosce il disturbo rischia di fermarsi a una laurea o a un buon lavoro, senza chiedersi quanta fatica siano costati.
Come lavora uno psichiatra che conosce l’ADHD adulto
Le NICE chiedono una valutazione clinica e psicosociale completa, la storia dello sviluppo e psichiatrica, le osservazioni di altre persone e l’esame dello stato mentale; la scheda tecnica di Medikinet, negli adulti, un colloquio strutturato. In pratica:
- La storia dall’infanzia. Per il DSM-5 diversi sintomi devono esserci prima dei 12 anni; se quelli dell’infanzia restano incerti, dice la scheda tecnica di Medikinet, il farmaco non va iniziato.
- Chi ti conosce. Genitori, fratelli, partner: la DIVA-5 incoraggia a sentirli, soprattutto sull’infanzia.
- Un’intervista strutturata. Il consenso europeo consiglia un’intervista semistrutturata come la DIVA; la DIVA-5, l’intervista diagnostica per adulti, ha una versione italiana validata su 132 persone all’AUSL di Modena (Di Lorenzo e colleghi, 2025, DOI 10.3390/healthcare13030244).
- Questionari, come supporto. Per le NICE la diagnosi non si fa solo su scale di valutazione.
- Almeno due ambiti di vita in cui i sintomi pesano in modo almeno moderato, per esempio lavoro, casa e relazioni.
- Le altre cause. Per il DSM-5 i sintomi non devono essere spiegati meglio da un altro disturbo, come uno depressivo, bipolare o d’ansia.
Il consenso internazionale del 2021, approvato da 80 autori di 27 Paesi, è netto: l’ADHD si diagnostica solo con un clinico che raccoglie i criteri parlando con la persona o con chi la conosce, non con scale di valutazione da sole, test neuropsicologici o immagini del cervello (Faraone e colleghi, 2021, DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022).
Il nostro percorso di screening gratuito usa l’ASRS dell’OMS e moduli ispirati ad altri strumenti clinici: serve ad arrivare dallo specialista con i sintomi in ordine, non a sostituirlo.
Le domande da fare prima di prenotare
Queste domande, al telefono o nel primo colloquio, ti dicono come lavora uno specialista:
- «Valuta adulti con sospetto ADHD, e da quanto?» Essere bravi in altri campi non basta.
- «Che strumenti usa?» Aspettati un’intervista strutturata come la DIVA-5, oltre a colloqui e questionari.
- «Vuole sentire un familiare o vedere documenti dell’infanzia?» Se no, chiedi come verificherà i sintomi da bambino.
- «Valuta anche ansia, umore, sonno e uso di sostanze?»
- «Quanti incontri servono e quanto costa in tutto?» Chiedi il totale, non la sola prima visita.
- «Cosa ricevo alla fine?» Una relazione scritta, con i criteri e gli ambiti di vita coinvolti.
- «Se servono farmaci, li prescrive e li segue? Può fare il Piano Terapeutico per il SSN?» Senza Piano il Servizio sanitario non rimborsa il farmaco.
- «Cosa succede se non è ADHD?» Una risposta seria indica cosa approfondire.
I campanelli d’allarme
Senza fare nomi, questi segnali contraddicono le linee guida citate sopra:
- Diagnosi in un colloquio veloce o da un questionario online. Per le NICE e per il consenso internazionale le scale di valutazione, da sole, non bastano.
- Nessuna domanda sull’infanzia. Senza sintomi prima dei 12 anni i criteri del DSM-5 non sono soddisfatti.
- Esami che «confermano» l’ADHD. Per il consenso del 2021 immagini del cervello e test neuropsicologici non servono alla diagnosi, il rapporto theta/beta dell’elettroencefalogramma non è una misura diagnostica affidabile e i fattori genetici aiutano a capire le cause, non a diagnosticare. Sulla genetica c’è la guida su ADHD ereditario e genetica.
- Esito o farmaco promessi in anticipo. Per la scheda tecnica di Medikinet, uno stimolante in un adulto richiede una valutazione molto approfondita.
- Una «DIVA» da compilare da solo o con un chatbot. La DIVA Foundation precisa che deve restare un’intervista condotta da un clinico.
- Integratori o prodotti propri come cura. Per gli adulti le NICE indicano farmaci e interventi psicologici strutturati.
- Titoli non verificabili: sotto trovi come controllarli.
Vuoi arrivare dallo psichiatra con i sintomi in ordine?
Cinque questionari gratuiti in italiano: si parte dall’infanzia, circa 5 minuti senza registrazione; dal secondo ti chiediamo nome ed email. Alla fine hai un profilo per lo specialista, non una diagnosi.
Nel Servizio sanitario: dal medico di base al centro ADHD
Nel pubblico si parte dal medico di base o dal Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL, che per il Ministero della Salute è il «centro di primo riferimento» per chi vive un disagio psichico, con almeno uno psichiatra e uno psicologo nell’équipe.
Da lì, dove esiste, si arriva a un servizio per adulti: in Emilia-Romagna, dice il documento regionale del 17 aprile 2025, dagli ambulatori di salute mentale, preferibilmente su invio del medico di base, ai centri specialistici ADHD. Nel 2024 i servizi pubblici della regione hanno registrato 86 nuove diagnosi di ADHD negli adulti.
Sono servizi rari. L’ambulatorio per adulti dell’ASST Sette Laghi a Malnate, «uno dei pochi» in Italia secondo l’azienda, in dieci mesi ha ricevuto 135 invii da altri servizi e, dall’apertura, ha escluso 52 persone residenti fuori territorio; a luglio 2026 in 64 aspettavano la valutazione diagnostica. Dettagli nell’articolo sulle liste d’attesa per la diagnosi ADHD all’ASL.
Per orientarti parti dalla mappa dei centri ADHD per adulti regione per regione e da come arrivare alla diagnosi con l’ASL. Se non vuoi ricostruire tutto da solo, c’è la guida ASL della tua regione: 19 euro, due PDF via email, con a chi rivolgersi, come si accede e il kit documenti per la prima visita. Il percorso pubblico resta gratuito o a ticket.
In privato: come verificare chi hai davanti
In privato prenoti tu, senza impegnativa, e paghi. Prima verifica l’iscrizione all’Albo: la FNOMCeO, la federazione degli Ordini dei medici, indica la sezione «Anagrafica» del suo portale, dove con nome, cognome e città si vedono anche i titoli. Per gli psicologi c’è l’Albo unico nazionale del CNOP.
La specializzazione non dice quanta esperienza abbia sull’ADHD dell’adulto, e la FNOMCeO stessa ricorda che non tutti i titoli di formazione possono essere riportati sul suo sito: qui contano le domande viste sopra.
Le voci di costo, dalla prima visita alla relazione, sono nella guida su quanto costa la diagnosi ADHD da adulti. Ricorda: la diagnosi privata è una diagnosi clinica, ma per il metilfenidato a carico del Servizio sanitario serve il Piano Terapeutico di un centro individuato dalla Regione, e come usare la tua relazione lo decide il centro.
Online: cosa si può fare in videochiamata e cosa no
Alcuni centri privati permettono di fare tutto il percorso online, utile a chi vive lontano da un servizio per adulti. Uno è GAM Medical, di cui abbiamo raccontato percorso, tempi e limiti.
A distanza si possono fare colloqui e interviste. Le indicazioni nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni, 17 dicembre 2020) dicono che l’anamnesi si può raccogliere in videochiamata, mentre l’esame obiettivo è realizzabile «con significative limitazioni»; nel Servizio sanitario la televisita è limitata ai controlli di chi ha già una diagnosi fatta in presenza.
Il punto debole sono le misure. Prima di uno stimolante la scheda tecnica di Medikinet chiede una valutazione di base delle condizioni cardiovascolari, con pressione e frequenza cardiaca da registrare poi a ogni cambio di dose e almeno ogni 6 mesi; il peso va registrato prima della cura e, negli adulti, regolarmente. Chiedi al centro online come organizza questi controlli.
SSN, privato in studio e online a confronto
Le tre strade a confronto (tempi e costi cambiano da zona a zona):
| Aspetto | Servizio sanitario | Privato in studio | Privato online |
|---|---|---|---|
| Come si accede | Medico di base o Centro di Salute Mentale; poi, dove c’è, il centro ADHD per adulti | Prenoti tu, senza impegnativa | Prenoti tu, in videochiamata |
| Tempi | Liste d’attesa: i servizi per adulti sono ancora pochi | Dipendono dall’agenda dello specialista | Dipendono dall’agenda del centro |
| Costi | Gratuito o ticket, secondo le regole della tua Regione | A pagamento | A pagamento |
| Farmaco a carico del SSN | Sì, con il Piano Terapeutico di un centro individuato dalla Regione | Solo passando da un centro individuato dalla Regione | Solo passando da un centro individuato dalla Regione |
| Esame fisico e misure | In presenza | In presenza | Con limiti: pressione, frequenza e peso vanno misurati altrove |
Le strade si combinano: valutazione privata, poi centro pubblico per il Piano Terapeutico, chiedendo prima al centro come tratta le relazioni esterne.
La prima visita: come va e cosa portare
La prima visita serve a ricostruire la tua storia, non a darti un verdetto. Per il documento dell’Emilia-Romagna, nell’adulto servono anche informazioni da famiglia e amici e documenti dell’infanzia, come le pagelle. Porta con te:
- pagelle, giudizi degli insegnanti e documenti della scuola;
- diagnosi, relazioni e referti precedenti, anche su ansia, umore o sonno;
- l’elenco di farmaci e integratori;
- la storia della famiglia, compresi i disturbi psichiatrici e neurologici dei parenti, come consiglia il consenso europeo;
- il contatto di chi ti conosceva da bambino;
- esempi concreti di oggi, su lavoro, casa e relazioni.
Se hai fatto il nostro screening ADHD online gratuito, porta anche il profilo: non è una diagnosi, ma mette in ordine i sintomi. La lista completa è nella guida su cosa portare alla prima visita per l’ADHD, il percorso intero in quella su come ottenere la diagnosi ADHD in Italia.
Dopo la diagnosi: terapia, controlli e Piano Terapeutico
La diagnosi non chiude il percorso. Le NICE chiedono, a diagnosi fatta, un colloquio strutturato su come l’ADHD incide sulla tua vita e un piano di cura condiviso; il consenso europeo indica la psicoeducazione come primo passo, in un trattamento che può comprendere farmaci, terapia cognitivo-comportamentale e coaching.
Per gli adulti le NICE propongono i farmaci se i sintomi pesano ancora in almeno un ambito dopo gli adattamenti dell’ambiente, come meno distrazioni e pause programmate al lavoro; gli interventi psicologici strutturati per chi sceglie di non prenderli, non li tollera o non ne trae beneficio, e insieme ai farmaci quando restano difficoltà.
Con un farmaco, la scheda tecnica di Medikinet vuole la dose trovata per gradi, partendo dalla più bassa, e le NICE chiedono di rivalutare la terapia almeno una volta l’anno. Nel Servizio sanitario il Piano Terapeutico del metilfenidato copre da 1 a 6 cicli mensili, e ogni 6 cicli la scheda AIFA chiede una rivalutazione: il rinnovo passa dal centro.
Per un documento da usare al lavoro, allo studio o in una pratica, leggi la guida sulla certificazione ADHD negli adulti. E se la diagnosi non arriva, capire da dove vengono le difficoltà resta un risultato.
menu_bookFonti
Studi (PubMed): Kooij JJS et al., Eur Psychiatry 2019 (DOI 10.1016/j.eurpsy.2018.11.001); Faraone SV et al., Neurosci Biobehav Rev 2021 (DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022); Di Lorenzo R et al., Healthcare (Basel) 2025 (DOI 10.3390/healthcare13030244).
Documenti ufficiali, consultati il 24 settembre 2026: NICE, linea guida NG87 (2018, aggiornata nel 2019); APA, scheda DSM-5 sull’ADHD (2013); ISS, scheda ADHD di ISSalute e linea guida in progettazione; AIFA, scheda tecnica di Medikinet nella banca dati farmaci (31/03/2026), avviso sul Piano Terapeutico web (19/10/2023), scheda del Piano Terapeutico web del metilfenidato nell’elenco dei registri AIFA (05/06/2026) e determina 682/2026 (Ritalin a rilascio prolungato nei bambini, stessa regola sui centri individuati dalle Regioni); Gazzetta Ufficiale n. 244/2023; Accordo Stato-Regioni 215/CSR sulla telemedicina (2020, testo AGENAS); Regione Emilia-Romagna, documento PTR 355 (2025); ASST Sette Laghi (16/07/2026); Ministero della Salute, servizi per la salute mentale e Piano Terapeutico; legge 56/1989, articolo 1 e articolo 3; FNOMCeO (13/11/2024); CNOP, Albo unico nazionale; DIVA Foundation, istruzioni e FAQ della DIVA-5.
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Screening gratuito in italiano: il primo test, sull’infanzia, dura circa 5 minuti e non chiede registrazione; poi l’ASRS v1.1 dell’OMS e gli altri moduli, con nome ed email. Ne esce un profilo per lo specialista, non una diagnosi.
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