Diagnosi 13 min lettura

Cosa Portare alla Prima Visita ADHD: la Guida Completa

Alla prima visita per l’ADHD porta documenti, lista dei farmaci, referti ed esami recenti, una timeline scritta dei sintomi dall’infanzia a oggi, un diario di osservazione con esempi concreti e, se le hai, le pagelle di scuola. Qui trovi anche come si svolge la valutazione, fase per fase, fino alla restituzione.

Scrivania ordinata con notebook, calendario, occhiali e cartella documenti: preparazione alla prima visita ADHD
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e organizzativo. Non sostituisce il giudizio del medico. Solo psichiatra, neuropsichiatra o psicologo clinico iscritto all’Albo può diagnosticare l’ADHD. Le indicazioni che seguono ti aiutano ad arrivare al colloquio preparato, non a fare un’autodiagnosi.

In breve: alla prima visita per l’ADHD porta documento, tessera sanitaria e impegnativa se la struttura la chiede, la lista dei farmaci e degli integratori, referti ed esami recenti, eventuali pagelle scolastiche, una timeline scritta dei sintomi dall’infanzia a oggi e un diario di osservazione di qualche settimana con esempi concreti. La diagnosi è clinica: nessun esame del sangue o risonanza basta a farla. Lo specialista la costruisce con colloqui, questionari e un’intervista semi-strutturata come la DIVA-5, che da sola richiede circa 60-90 minuti. Quello che porti non decide l’esito: aiuta chi ti valuta ad avere prima un quadro completo.

Il percorso SSN della tua regione, già ricostruito

Quello che leggi qui vale per tutta Italia. La guida scende nella tua regione: quali strutture prendono gli adulti, con che dicitura farti fare l’invio, che tempi aspettarti e quanto paghi di ticket. Con il Kit Documenti.

Vedi la guida →

Molte persone arrivano alla prima visita per l’ADHD con un sospetto forte e pochi elementi concreti da mostrare. Non è una colpa: spesso nessuno spiega prima cosa serve. Il risultato è che lo specialista deve ricostruire tutto da zero, e in un servizio con le agende piene ogni informazione che manca può voler dire un appuntamento in più.

Qui trovi cosa portare, fra documenti, esami, materiale personale e prove dell’infanzia, e come si svolge la valutazione fino alla restituzione. I riferimenti sono il consenso europeo sull’ADHD dell’adulto (Kooij et al., 2019) e la validazione italiana della DIVA-5 (Di Lorenzo et al., 2025).

Come si svolge la valutazione ADHD dell’adulto, fase per fase

La diagnosi di ADHD nell’adulto è clinica. Il consenso europeo lo dice in modo netto: finora non esiste un test neurobiologico o neuropsicologico abbastanza affidabile da stabilire la diagnosi sulla singola persona (Kooij et al., 2019). Per questo la valutazione mette insieme più strumenti, e la prima visita ne è solo l’inizio.

Il numero di incontri cambia da centro a centro, ma le fasi di solito sono queste.

Fase Cosa succede Cosa ti serve
1. Primo colloquio Storia clinica, motivo della richiesta, sintomi di oggi, farmaci, diagnosi precedenti Documenti, referti, timeline dei sintomi
2. Questionari Scale di autovalutazione come ASRS, WURS o BRIEF-A Risposte sincere, i punteggi di uno screening già fatto
3. Intervista DIVA-5 I 18 sintomi del DSM-5, oggi e nell’infanzia, con esempi di vita quotidiana: circa 60-90 minuti Esempi concreti, pagelle, un familiare se possibile
4. Eventuali test neuropsicologici Prove di attenzione come i Continuous Performance Test, se lo specialista li ritiene utili Una giornata senza altri impegni pesanti
5. Restituzione Esito, altre condizioni presenti, indicazioni, relazione scritta Domande preparate, qualcosa per prendere appunti

Sui test neuropsicologici, una revisione di dieci studi pubblicata nel 2023 da un gruppo dell’Università di Torino ha trovato che solo i Continuous Performance Test distinguono in modo affidabile l’ADHD da altri disturbi psichiatrici, e solo insieme all’intervista clinica (Rosso et al., 2023). Sono un aiuto, non una scorciatoia.

Tre domande da fare già alla prima visita

Annota le risposte: servono se cambi specialista o se devi spostarti tra SSN e privato.

I documenti da portare alla prima visita

Se manca qualcosa che la struttura chiede, la visita rischia di slittare.

Se la visita è tramite SSN

Se la visita è privata

In entrambi i casi

Gli esami che lo specialista può chiederti, e a cosa servono

Nessun esame diagnostica l’ADHD, ma alcune condizioni mediche danno disturbi simili, come stanchezza o difficoltà di concentrazione. Il consenso europeo chiede una storia medica completa, non solo psichiatrica (Kooij et al., 2019). Quali esami servono lo decide lo specialista: se li hai già fatti di recente, porta i risultati.

Esame Cosa controlla Perché può servire
TSH, FT3, FT4 Funzione della tiroide L’ipotiroidismo può dare fatica, alterazioni della memoria e depressione (ISSalute)
Emocromo e ferritina Anemia e riserve di ferro L’anemia da carenza di ferro dà spesso affaticamento anche a riposo e, meno spesso, difficoltà di concentrazione (ISSalute)
Vitamina B12 e folati Carenze vitaminiche L’anemia da carenza di vitamina B12 o di folati può dare difficoltà di concentrazione e di memoria (ISSalute)
Valutazione del sonno, se russi forte o sei molto stanco durante il giorno Apnee ostruttive nel sonno (ISSalute) Le apnee si associano a deficit di attenzione, memoria a lungo termine e funzioni esecutive (Bucks et al., 2013)
Pressione e frequenza cardiaca Il punto di partenza cardiovascolare Si valutano prima di un’eventuale terapia con farmaci stimolanti e si ricontrollano durante (Kooij et al., 2019). Se serve anche un ECG lo decide lo specialista

Sulla parte che riguarda i farmaci trovi di più nella guida ai farmaci per l’ADHD negli adulti in Italia.

La timeline scritta dei sintomi: come costruirla

Una timeline scritta è una o due pagine in cui ricostruisci come i sintomi si sono presentati nelle diverse fasi della vita. Non è un’autodiagnosi: è una raccolta ordinata di informazioni che lo specialista chiederebbe comunque, e che così trova già in fila.

Una struttura che funziona:

  1. Infanzia (fino a 12 anni): cosa dicevano genitori e insegnanti. «Distratto», «non finisce i compiti», «sempre in movimento». Riporta anche i commenti che sembravano positivi, come «intelligente ma svogliato»: lo specialista saprà come leggerli.
  2. Adolescenza (13-18 anni): rendimento scolastico, gestione del tempo, bocciature o cambi di scuola, rapporti con i coetanei, primi periodi di ansia o di demotivazione.
  3. Vita adulta: lavoro (ritardi, dimenticanze, cambi frequenti), relazioni, soldi (spese impulsive, scadenze saltate), salute mentale (ansia, umore, esaurimento).
  4. Strategie di compenso: liste, promemoria, sveglie multiple, un partner che ricorda tutto, molto caffè. Sono dati clinici: il consenso europeo avverte che nell’adulto con un buon livello di funzionamento le strategie di compenso possono mascherare i problemi più evidenti (Kooij et al., 2019).

Scrivila in prima persona: bastano tre-cinque esempi concreti per fase, anche con date approssimative.

Il diario di osservazione di quattro settimane

Se la visita non è domani, puoi iniziare oggi un diario di osservazione. Quattro settimane sono un buon compromesso: abbastanza per vedere cosa si ripete, non così tante da farti mollare a metà.

Basta una griglia, anche nelle note del telefono, come questa (gli esempi sono inventati):

Data Sintomo osservato Contesto Conseguenza Strategia tentata
15/04 Rimandata una pratica scaduta da tre settimane Lavoro da casa, mattina Una multa, ansia per due giorni Sveglia e lista, ho aperto la mail quattro volte senza agire
17/04 Dimenticato un appuntamento medico Calendario non aggiornato Settimane di attesa per riprenotare Nessuna
20/04 Sei ore di fila su un progetto personale Domenica, hobby Saltato il pranzo, mal di testa, lavoro urgente rimasto fermo Nessuna

Quello che conta è la concretezza: sintomo, contesto, conseguenza. È l’informazione che serve per valutare il criterio del DSM-5 sulla compromissione del funzionamento, cioè quanto i sintomi pesano davvero sulla tua vita.

Pagelle, familiari e ricordi dell’infanzia

Il DSM-5 chiede che diversi sintomi fossero presenti prima dei 12 anni. Non serve che qualcuno li abbia diagnosticati allora, ma vanno ricostruiti. Ed è spesso la parte più difficile: il consenso europeo ricorda che gli adulti con ADHD spesso non riescono a ricordare come si comportavano da bambini (Kooij et al., 2019).

Materiale utile, se ce l’hai:

Se non hai conservato nulla, non è un ostacolo: il racconto in colloquio resta la base, i documenti servono a completarlo. Per chi sospetta l’ADHD al femminile un osservatore esterno è ancora più utile: secondo il consenso europeo le donne con ADHD sembrano sviluppare strategie di compenso migliori degli uomini e riescono di più a mascherare i sintomi durante l’infanzia (Kooij et al., 2019).

Come si svolge la DIVA-5 e come renderla utile

La DIVA-5 (Diagnostic Interview for ADHD in Adults) è un’intervista semi-strutturata basata sui criteri del DSM-5, che il clinico conduce con te. La versione italiana è stata validata al Centro di screening ADHD adulti dell’AUSL di Modena, su 132 persone (Di Lorenzo et al., 2025). Dura circa 60-90 minuti ed è divisa in tre parti:

  1. Disattenzione: i 9 sintomi di disattenzione del DSM-5.
  2. Iperattività e impulsività: i 9 sintomi corrispondenti.
  3. Esordio e compromissione: da quando ci sono i sintomi e in quali ambiti, personale, sociale o lavorativo, creano problemi.

Per ogni sintomo lo specialista chiede prima se è presente oggi, cioè negli ultimi sei mesi o da più tempo, poi se c’era da bambino, fra i 5 e i 12 anni. Le domande sono accompagnate da esempi di situazioni quotidiane (Di Lorenzo et al., 2025).

Come arrivarci preparato

Come parlare con lo specialista: sincerità e preparazione emotiva

Se tendi a minimizzare i sintomi

Molti adulti arrivano alla valutazione dopo anni passati a compensare e a sentirsi dire che bastava impegnarsi di più. Il riflesso è minimizzare: «capita a tutti», «non è così grave». Non è una bugia, è un’abitudine. Il problema è che il quadro che arriva allo specialista resta incompleto, e nell’adulto i sintomi di disattenzione possono essere già coperti dall’ansia o da strategie di compenso quasi ossessive (Weibel et al., 2019).

Prepararti anche emotivamente

La valutazione può essere intensa. Si torna all’infanzia, si raccontano difficoltà mai dette, si rileggono anni di fatica. Qualche accorgimento aiuta:

Cosa NON serve portare

Per togliere un po’ di ansia, ecco cosa non ti serve preparare:

Un test ADHD online gratis fatto prima non è una prova, perché lo specialista userà i suoi strumenti, ma resta utile: ti aiuta a dare un nome preciso ai sintomi. Cosa può dirti e cosa no lo spiega la guida sulla validità scientifica dei test ADHD online.

La restituzione: cosa contiene e quali domande fare

Alla fine della valutazione c’è il colloquio di restituzione, in cui lo specialista ti spiega le conclusioni. Di solito contiene:

  1. Esito: ADHD confermato, quadro sotto soglia, diagnosi diversa o nessuna diagnosi.
  2. Presentazione: prevalentemente disattenta, prevalentemente iperattivo-impulsiva o combinata.
  3. Gravità: lieve, moderata o grave, anche in base a quanto i sintomi pesano sul funzionamento.
  4. Altre condizioni presenti insieme all’ADHD, come ansia, depressione o disturbi del sonno.
  5. Indicazioni: psicoeducazione, psicoterapia, eventuale terapia farmacologica, cambiamenti pratici. Cosa è adatto a te lo decide lo specialista.
  6. Relazione scritta, utile per il medico di base e per eventuali pratiche, come la domanda di invalidità civile o gli accomodamenti sul lavoro.

È un incontro denso. Arriva con le domande scritte:

Prendi appunti, o chiedi se puoi registrare il colloquio: molte informazioni arrivano tutte insieme.

E se alla fine non è ADHD?

Può succedere, e fa parte di una valutazione fatta bene. Serve proprio a dare il nome giusto a quello che vivi: se non è ADHD, capire cos’è apre la strada a un aiuto adatto.

Fra le condizioni che lo specialista considera ci sono i disturbi d’ansia (vedi ADHD e ansia), la depressione, il disturbo bipolare, il disturbo borderline di personalità, i disturbi del sonno, gli altri disturbi del neurosviluppo e le condizioni mediche viste sopra. A volte l’ADHD c’è insieme a una di queste: negli adulti l’associazione con altri disturbi psichiatrici è frequente (Weibel et al., 2019).

Se l’esito non ti convince, puoi chiedere un secondo parere a un centro con esperienza sull’adulto: la mappa dei centri ADHD adulti per regione ti aiuta a orientarti.

Il punto pratico

La prima visita per l’ADHD non è un esame da superare. È l’inizio di una valutazione che si costruisce con materiale reale: documenti, esami, timeline, diario, ricordi dell’infanzia, strategie di compenso. Più quel materiale è ordinato, più il colloquio può concentrarsi su di te invece che sulla raccolta dei dati.

Se non hai ancora prenotato e sospetti l’ADHD, puoi partire da uno screening online basato su questionari come l’ASRS dell’OMS. Non è una diagnosi, ma è un dato in più da portare in studio e ti aiuta a capire se vale la pena prenotare.

Non hai ancora fissato la visita? Il colloquio informativo è gratuito

Dieci minuti in videochiamata, senza impegno, con GAM Medical, centro di telemedicina con psicologi e psichiatri che fa la valutazione ADHD online. Se preferisci partire da solo, lo screening è gratuito e chiede un indirizzo email per salvare il profilo e completare i cinque questionari.

Prenota il colloquio gratuito → Fai lo screening gratuito →
Se non sai da che parte cominciare

La guida al percorso SSN della tua regione

Il percorso pubblico cambia da regione a regione: cambia chi fa l’invio, cambiano i centri che prendono adulti, cambiano i tempi. Ricostruire tutto da soli, telefonata dopo telefonata, è la parte che fa mollare più persone.

  • La guida della tua regione: a chi rivolgersi, come si accede, che tempi aspettarti, e un diario dei sintomi da compilare prima della prima visita.
  • Il kit documenti: per quando il percorso è avviato, con le parole per spiegarlo a chi ti sta vicino, i modelli per chiedere accomodamenti al lavoro o all’università e un diario per seguire l’eventuale terapia insieme allo specialista.
Vedi la guida →

Due PDF via email. La visita resta quella del servizio pubblico, con il ticket dove previsto: la guida serve a non perdere mesi nella fila sbagliata, non a saltarla.

FAQ: Domande sulla Prima Visita ADHD

Cosa portare alla prima visita per l’ADHD? expand_more
Porta documento d’identità e tessera sanitaria, l’impegnativa se la struttura la richiede, la lista dei farmaci e degli integratori, referti ed esami recenti, eventuali diagnosi precedenti, una timeline scritta dei sintomi dall’infanzia a oggi, un diario di osservazione con esempi concreti e, se le hai, le pagelle con i giudizi degli insegnanti. Il risultato di uno screening online può servirti come riferimento personale.
Quanto dura la prima visita ADHD? expand_more
Dipende dal centro: alcuni raccolgono tutta la valutazione in una o due sedute lunghe, altri la distribuiscono su più incontri. La prima visita serve soprattutto a raccogliere la storia clinica. L’intervista DIVA-5, che di solito arriva dopo, da sola richiede circa 60-90 minuti. Quando prenoti, chiedi quanti incontri prevede il percorso e quanto dura ciascuno.
Devo portare le pagelle scolastiche alla prima visita ADHD? expand_more
Sì, se le hai conservate. Il DSM-5 chiede che diversi sintomi fossero presenti prima dei 12 anni, e i giudizi degli insegnanti, come «si distrae» o «non porta i compiti», aiutano a ricostruirlo. Se non le hai, va bene lo stesso: il racconto tuo e dei familiari resta la base della valutazione.
È utile portare un familiare alla prima visita ADHD? expand_more
Sì, quando è possibile. Il consenso europeo sull’ADHD dell’adulto indica che un genitore o il partner presente durante la valutazione può aggiungere informazioni preziose, per esempio su quanto sono intensi i sintomi e quanto pesano nella vita quotidiana. Aiuta anche perché molti adulti con ADHD ricordano poco di com’erano da bambini.
Come si svolge l’intervista DIVA-5? expand_more
La DIVA-5 è un’intervista semi-strutturata condotta dal clinico e basata sui criteri del DSM-5. Ha tre parti: i 9 sintomi di disattenzione, i 9 di iperattività e impulsività, poi l’esordio e gli ambiti della vita in cui i sintomi creano problemi. Per ogni sintomo si chiede se c’è oggi e se c’era fra i 5 e i 12 anni, con esempi di vita quotidiana. Dura circa 60-90 minuti.
Cosa NON serve portare alla prima visita ADHD? expand_more
Non servono esami del sangue «per l’ADHD», risonanza magnetica o EEG: nessun test di questo tipo basta a fare la diagnosi, che è clinica. Non serve un’autodiagnosi presa dai social e non serve un elenco lunghissimo di sintomi generici: tre-cinque esempi concreti per area sono più utili. Se servono esami per escludere altre cause, li indica lo specialista.

Fonti

  1. Kooij JJS, Bijlenga D, Salerno L et al. Updated European Consensus Statement on diagnosis and treatment of adult ADHD. European Psychiatry, 56:14-34, 2019. DOI: 10.1016/j.eurpsy.2018.11.001.
  2. Di Lorenzo R, Latella E, Gualtieri F, Adriani A, Ferri P, Filippini T. Validity of the Italian Version of DIVA-5: Semi-Structured Diagnostic Interview for Adult ADHD Based on the DSM-5 Criteria. Healthcare (Basel), 13(3):244, 2025. DOI: 10.3390/healthcare13030244.
  3. Weibel S, Menard O, Ionita A et al. Practical considerations for the evaluation and management of Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) in adults. L’Encéphale, 46(1):30-40, 2020, pubblicato online nel 2019. DOI: 10.1016/j.encep.2019.06.005.
  4. Rosso G, Portaluppi C, Teobaldi E, Di Salvo G, Maina G. Assessing Adult ADHD Through Objective Neuropsychological Measures: A Critical Overview. Journal of Attention Disorders, 27(7):786-794, 2023. DOI: 10.1177/10870547231167564.
  5. Bucks RS, Olaithe M, Eastwood P. Neurocognitive function in obstructive sleep apnoea: a meta-review. Respirology, 18(1):61-70, 2013. DOI: 10.1111/j.1440-1843.2012.02255.x.
  6. Istituto Superiore di Sanità, ISSalute: Ipotiroidismo, Anemia da carenza di ferro, Anemia da carenza di vitamina B12 e folati, Apnea notturna ostruttiva.

Continua a leggere