Cinque cose che dicono i dati
- Due adulti su tre che cercano risposte sull’ADHD sono donne.
- Nove su dieci non hanno mai avuto una diagnosi, e sette su dieci di loro superano la soglia dello screening dell’OMS.
- Le donne arrivano meno dallo specialista: una su 11 è già in valutazione o ha una diagnosi, contro un uomo su 8.
- Da bambine i segnali si vedono meno: le donne ricordano meno sintomi nell’infanzia, ma da adulte superano la soglia quanto gli uomini.
- Uno su cinque inizia il test di notte, e solo uno su tre lo fa in orario di lavoro.
Prima di citare. I dati descrivono chi sceglie di fare uno screening online, non la popolazione italiana. Un questionario non fa diagnosi: superare una soglia indica che ha senso parlarne con uno specialista.
Due su tre sono donne
Fra gli adulti che fanno lo screening per l’ADHD, il 65% sono donne e il 33% uomini.
Il dato non dice che l’ADHD sia più frequente nelle donne. Dice chi, oggi, si fa la domanda. È coerente con quanto la letteratura descrive da anni: nelle donne l’ADHD viene riconosciuto più tardi.
Nove su dieci non hanno mai avuto una diagnosi
Il 90% di chi fa il test non ha mai ricevuto una diagnosi di ADHD, l’8% è in valutazione da uno specialista e il 2% ce l’ha già.
Fra chi non ha mai avuto una diagnosi, sette su dieci superano la soglia indicativa della scala ASRS dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e quasi uno su due si colloca nella fascia più alta. Superare la soglia non è una diagnosi: indica che ha senso una valutazione clinica.
Fra chi non ha mai avuto una diagnosi:
Le donne arrivano meno dallo specialista
Fra le donne che fanno il test, una su 11 (8,8%) è già in valutazione o ha una diagnosi. Fra gli uomini uno su 8 (12,2%).
Eppure i sintomi riferiti da adulti si equivalgono: supera la soglia ASRS il 71,5% delle donne e il 71,2% degli uomini. Lo stesso divario si vede da un altro lato: le donne sono il 68% di chi non ha mai avuto una diagnosi, ma solo il 60% di chi è già in valutazione o l’ha ricevuta.
Da bambine, i segnali si vedono meno
Nel questionario sull’infanzia è nella fascia più alta il 35% delle donne contro il 45% degli uomini. È in linea con quanto descrive la letteratura: nelle bambine l’ADHD si presenta più spesso con la disattenzione che con l’iperattività, e per questo si nota meno.
Da adulti la distanza si riduce, sulle funzioni esecutive (organizzazione, tempo, memoria di lavoro) sparisce e sulla sensibilità sensoriale si ribalta: 44% delle donne contro 30% degli uomini.
Uno su cinque cerca risposte di notte
Il 18% delle persone inizia il test fra le 23 e le 5 del mattino, uno su tre dopo le 21. Solo poco più di uno su tre lo fa in orario di lavoro, dal lunedì al venerdì fra le 9 e le 18. L’ora con più questionari compilati è quella fra le 22 e le 23.
Quanti adulti hanno l’ADHD in Italia?
I dati dell’Osservatorio descrivono chi cerca una risposta, non quante persone hanno l’ADHD. Il riferimento più citato è la meta-analisi di Song e colleghi (Journal of Global Health, 2021, DOI 10.7189/jogh.11.04009): ADHD persistente dall’infanzia nel 2,58% degli adulti, sintomi di ADHD nel 6,76%.
Applicate ai circa 50 milioni di maggiorenni residenti in Italia (ISTAT, 2025), queste percentuali corrispondono a circa 1,3 milioni di adulti con ADHD persistente e a 3,4 milioni con sintomi. È una stima indicativa: la frequenza cala con l’età e la popolazione italiana è più anziana della media mondiale.
Per giornalisti e redazioni
Dati e grafici si possono pubblicare liberamente, anche in parte, senza chiedere il permesso. Sono rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0: l’unica richiesta è citare la fonte con un link a questa pagina.
Grafici pronti da pubblicare





Fonte: Osservatorio ADHD Italia, Test ADHD Italia (testadhditalia.com), dati al 2 ottobre 2026.
Fonte: <a href="https://www.testadhditalia.com/osservatorio-adhd-italia">Osservatorio ADHD Italia, Test ADHD Italia</a>, dati al 2 ottobre 2026.
Per un incrocio di dati che qui non c’è o per un commento della redazione: contatti@testadhditalia.com.
Metodologia e domande
Come sono stati raccolti i dati
- Chi. Gli adulti che hanno completato almeno uno dei cinque questionari di Test ADHD Italia fra il 16 aprile e il 2 ottobre 2026: 2.068 persone e 8.368 questionari. Sono esclusi gli account di prova della redazione.
- Gli strumenti. Un questionario di 15 domande sull’infanzia ispirato alla WURS-25 (Ward, Wender e Reimherr, 1993); la scala ASRS v1.1 dell’OMS nella versione completa a 18 domande; 15 domande sulle funzioni esecutive ispirate ai domini del BRIEF-A; un questionario sulla sensibilità sensoriale adattato dal Sensory Profile di Winnie Dunn; una sintesi sui criteri del DSM-5. Le versioni usate sono descritte nella pagina Documentazione.
- Le soglie. Per la scala ASRS la soglia indicativa è di 40 punti su 72 (il 56% del massimo), la stessa che il test usa per restituire il risultato. La fascia più alta corrisponde, in ogni questionario, ad almeno il 65% del punteggio massimo: per l’ASRS, 47 punti su 72.
- Genere e diagnosi. Sono dichiarati prima del primo questionario. Il genere è calcolato sul totale (2.068 persone), la situazione diagnostica su chi ha risposto (1.931). Il confronto fra donne e uomini sulla diagnosi riguarda 1.902 persone; la differenza (8,8% contro 12,2%) è statisticamente significativa con un test z per due proporzioni (p ≈ 0,02).
- Base dei confronti. ASRS: 1.613 persone, di cui 1.342 senza diagnosi. Confronti donne e uomini: da 1.035 a 1.349 donne e da 491 a 681 uomini per questionario.
- Gli orari. Ora italiana di completamento. Per «inizio» si intende il primo questionario completato da ciascuna persona.
- Privacy. Dati anonimi e aggregati: nessuna risposta individuale, nessun dato personale, nessun valore riferito a gruppi di meno di 25 persone.
- Limiti. Il campione si seleziona da solo: fa il test chi ha già un dubbio. Le persone arrivano dai motori di ricerca, dai social e da campagne pubblicitarie online, e questi canali influenzano la composizione del campione, anche per genere. Le risposte sono autoriferite e i questionari sono strumenti di screening: nessuno di questi numeri è una diagnosi.
Tabella: questionari compilati per ora del giorno
| Ora | Quota | Ora | Quota | Ora | Quota |
|---|---|---|---|---|---|
| 0-1 | 4,8% | 8-9 | 2,9% | 16-17 | 5,2% |
| 1-2 | 3,1% | 9-10 | 3,4% | 17-18 | 5,8% |
| 2-3 | 2,2% | 10-11 | 4,2% | 18-19 | 4,8% |
| 3-4 | 1,4% | 11-12 | 4,5% | 19-20 | 4,9% |
| 4-5 | 0,7% | 12-13 | 5,5% | 20-21 | 4,8% |
| 5-6 | 0,8% | 13-14 | 5,3% | 21-22 | 7,1% |
| 6-7 | 0,9% | 14-15 | 6,6% | 22-23 | 7,4% |
| 7-8 | 1,2% | 15-16 | 6,1% | 23-24 | 6,3% |
L’ADHD è più frequente nelle donne?
I dati dell’Osservatorio non lo dicono. Dicono che fra gli adulti che fanno uno screening online le donne sono due su tre, che superano la soglia indicativa della scala ASRS quanto gli uomini (71,5% contro 71,2%) e che arrivano meno spesso dallo specialista: una su 11 è già in valutazione o ha una diagnosi, contro un uomo su 8.
Quante persone hanno l’ADHD in Italia?
Non esiste un censimento. Il riferimento più citato è la meta-analisi di Song e colleghi (Journal of Global Health, 2021): ADHD persistente dall’infanzia nel 2,58% degli adulti e sintomi di ADHD nel 6,76%. Applicate ai circa 50 milioni di maggiorenni residenti in Italia, queste percentuali corrispondono a circa 1,3 milioni di adulti con ADHD persistente e a circa 3,4 milioni con sintomi. È una stima indicativa: la frequenza cala con l’età e la popolazione italiana è più anziana della media mondiale.
Un test online può fare diagnosi di ADHD?
No. Un questionario di screening indica se ha senso approfondire. La diagnosi la formula uno specialista dopo una valutazione clinica, che di solito comprende un colloquio strutturato come la DIVA-5 e la ricostruzione dei sintomi nell’infanzia.
Posso usare i dati e i grafici dell’Osservatorio in un articolo o in una tesi?
Sì, anche in parte e senza chiedere il permesso. Dati e grafici sono pubblicati con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0: l’unica richiesta è citare la fonte, Osservatorio ADHD Italia di Test ADHD Italia, con un link a questa pagina.
Ti riconosci in questi numeri?
Il primo questionario, quello sull’infanzia, è gratuito, non chiede la registrazione e richiede circa 5 minuti. Non è una diagnosi: ti dice se ha senso approfondire.
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