Perché questi numeri contano più di quanto sembri
Chi cerca quanto si aspetta per una diagnosi ADHD da adulto nel pubblico trova quasi sempre la stessa cosa: racconti, stime, esperienze di singoli. Non è pigrizia di chi scrive, è che il dato non c'era: nessun ente pubblico italiano pubblica tempi di attesa specifici per l'ADHD dell'adulto, nemmeno le Regioni con un percorso strutturato.
Il 16 luglio 2026 ASST Sette Laghi, l'azienda sociosanitaria territoriale con sede a Varese, ha diffuso un comunicato sull'attività del suo ambulatorio specialistico di secondo livello per l'ADHD dell'adulto, che si trova a Malnate. Dentro ci sono le cifre dei primi dieci mesi: invii ricevuti, persone prese in carico, persone in fila, richieste escluse. Sono i primi numeri pubblici e verificabili sulla fila reale in un servizio del Servizio sanitario nazionale.
Prima di leggerli serve una premessa che va detta subito e non a fondo pagina. Si tratta di un solo ambulatorio in una sola provincia. Non è un campione, non è una media nazionale, non descrive la tua ASL. Vale perché è documentato e perché nessun altro ente ha pubblicato niente di simile, non perché rappresenti l'Italia.
I numeri dell'ambulatorio di Malnate, uno per uno
Il comunicato scompone l'attività in modo insolitamente trasparente. Questa è la fotografia completa, con le cifre come le riporta l'azienda.
| Indicatore | Persone |
|---|---|
| Invii ricevuti nei primi dieci mesi | 135 |
| Pazienti presi in carico (settembre 2025 - giugno 2026) | 67 |
| Con almeno una visita psichiatrica effettuata | 63 |
| Con percorso di valutazione diagnostica completato | 12 |
| In attesa della prima visita psichiatrica | 22 |
| In attesa della valutazione diagnostica | 64 |
| In attesa del percorso psicoeducativo | 7 |
| Esclusi perché residenti fuori dal territorio aziendale | 52 |
| Esclusi perché fuori dalla fascia d'età prevista | 23 |
| Indirizzati ai centri psicosociali per la prima valutazione | 14 |
Un dettaglio che smonta un pregiudizio diffuso: fra i 67 pazienti presi in carico, 41 hanno fra i 18 e i 25 anni, 17 fra i 26 e i 35 e 9 hanno più di 36 anni. L'ambulatorio si rivolge soprattutto ai giovani adulti, ma non è un servizio per soli ventenni.
C'è anche la parte che non finisce nei titoli: per 23 persone è stata attivata un'équipe multidisciplinare e sono già partiti percorsi psicoeducativi per 13 pazienti e di supporto psicologico per 4. Il servizio non è fermo in attesa di diagnosi: cura mentre valuta.
Chi è in fila, e per che cosa esattamente
Le tre cifre delle liste vanno lette insieme, perché descrivono tre momenti diversi dello stesso percorso e non tre code parallele.
Ventidue persone aspettano la prima visita psichiatrica, l'ingresso vero e proprio nell'ambulatorio dopo che l'invio è stato accettato. Sessantaquattro aspettano la valutazione diagnostica, la parte lunga: interviste cliniche strutturate, storia di sviluppo, scale, spesso più incontri nel tempo. Sette aspettano il percorso psicoeducativo, che arriva dopo e serve a gestire concretamente la condizione.
Il collo di bottiglia è il secondo: 64 persone ferme sulla valutazione diagnostica contro 22 sulla prima visita. In pratica, entrare è meno difficile che arrivare in fondo. È coerente con la natura di quella valutazione, che non è un colloquio ma un processo e occupa ore di tempo specialistico per ogni persona.
Il comunicato non indica quanti mesi corrispondano a quei numeri, e nemmeno le testate che lo hanno ripreso lo fanno. Chi ti promette una cifra in mesi valida in tutta Italia sta stimando, non citando.
Dodici percorsi completati su 135 invii non è una bocciatura
Il numero che colpisce di più è il 12: su 135 invii e 67 persone prese in carico, i percorsi diagnostici portati a termine sono dodici. Letto male sembra un fallimento. Letto bene dice un'altra cosa.
Delle 67 persone prese in carico, 63 hanno già fatto almeno una visita psichiatrica. Cioè quasi tutte sono già entrate in contatto con lo specialista: quello che manca non è l'accesso, è il completamento di un iter che dura mesi per definizione. Un servizio aperto da dieci mesi che ha portato in fondo dodici valutazioni complete e ne ha avviate altre cinquanta sta lavorando, non è bloccato.
È il punto in cui l'aspettativa va calibrata, meglio prima che a metà strada. Fra il momento in cui presenti la richiesta e quello in cui hai in mano una relazione diagnostica passa un tempo che si misura in mesi, non in settimane. Non perché qualcuno se ne dimentichi, ma perché quella valutazione richiede tempo clinico che i servizi hanno in quantità limitata.
Primo motivo di rifiuto: 52 richieste fuori territorio
Qui si entra nella parte più utile del comunicato, quella che può farti risparmiare mesi. Cinquantadue persone sono state escluse perché residenti fuori dal territorio di ASST Sette Laghi. Non per mancanza di posti: perché non era il loro bacino.
Non è una scelta del singolo ambulatorio. In Lombardia la regola è generale: gli ambulatori per la diagnosi e la terapia dell'ADHD in età adulta accettano solo i pazienti del proprio territorio aziendale, inviati dai servizi di zona. Le schede di più aziende ripetono la stessa formula, legando la presa in carico al centro di salute mentale di competenza in base alla residenza.
La conseguenza pratica è netta: individuare online il centro che ti sembra migliore e provare a prenotare lì è quasi sempre tempo perso. Il centro giusto non è il più bravo o il più vicino, è quello dell'azienda sanitaria a cui appartiene la tua residenza. Se stai valutando dove chiedere, l'elenco dei centri ADHD per adulti regione per regione serve proprio a partire dal territorio giusto.
Un'eccezione utile: in alcune situazioni il domicilio sanitario può essere spostato rispetto alla residenza anagrafica, ad esempio per chi studia o lavora stabilmente altrove. Non è automatico, va chiesto alla propria azienda sanitaria.
Secondo motivo: 23 esclusi per la fascia d'età
Altre 23 richieste sono state respinte perché non rientravano nella fascia d'età prevista dal servizio. È il motivo meno intuitivo dei due, e quello che genera più amarezza quando capita, perché sembra dire che dopo una certa età non ci si può curare.
Non è così, ed è importante capire il meccanismo. Molti ambulatori nati negli ultimi anni sono pensati per la transizione fra l'adolescenza e la vita adulta, la fase in cui una diagnosi mancata durante l'infanzia emerge con più frequenza. Quando esistono, questi servizi lavorano su una finestra anagrafica definita, e chi resta fuori viene indirizzato altrove all'interno della stessa rete.
Un esempio documentato è a Milano: nell'ambulatorio ADHD di un'azienda ospedaliera cittadina è indicato che i pazienti oltre i 35 anni vengono valutati e presi in carico da uno specifico centro di salute mentale. Non è un rifiuto di cura, è uno smistamento interno. Il problema, per chi lo subisce senza saperlo, è che assomiglia a una porta chiusa.
Vale la pena ricordare che a Malnate, come visto sopra, 9 persone su 67 hanno più di 36 anni. La fascia d'età esiste, ma non coincide con l'idea che l'ADHD adulto riguardi solo i ventenni.
Non si prenota da soli: l'ambulatorio è di secondo livello
C'è un equivoco che rende quei 52 e quei 23 più frequenti del necessario: molti immaginano di poter chiamare l'ambulatorio ADHD e fissare un appuntamento, come per una visita specialistica qualunque. Non funziona così.
I 135 invii di Malnate non sono richieste presentate dai cittadini: sono invii da altri servizi. Il comunicato li scompone: 112 arrivano dai centri psicosociali, 13 dalla neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, 8 dai servizi per le dipendenze e 2 da un ambulatorio per ansia e depressione. Nessuno entra da solo.
La descrizione dell'accesso pubblicata all'apertura del servizio è coerente: si parte da un primo contatto con il centro psicosociale o con il servizio per le dipendenze di competenza territoriale, e l'invio viene concordato con lo psichiatra o il medico di quel servizio. Possono accedere anche i ragazzi già diagnosticati e seguiti dalla neuropsichiatria infantile, al compimento dei diciotto anni.
C'è poi una categoria che non compare quasi mai nei racconti: 14 persone sono state indirizzate ai centri psicosociali per la prima valutazione psichiatrica, con la possibilità di essere reinviate all'ambulatorio se emergeva il sospetto di ADHD. Non è un no, è un passo indietro di un livello: non la fine del percorso, l'inizio dalla porta giusta. Su chi fa cosa, le figure sono distinte in quale specialista può valutare l'ADHD in un adulto.
Perché in Italia gli ambulatori per adulti sono così pochi
Nel comunicato, la stessa ASST definisce il proprio ambulatorio come uno dei pochi dedicati specificamente agli adulti con ADHD nelle aziende sociosanitarie italiane. Non lo diciamo noi: lo dice l'azienda pubblica che lo gestisce.
Il perché ha una data. Nel rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità sul registro nazionale ADHD si legge che il registro per gli adulti è stato attivato a febbraio 2016, con 47 centri accreditati in cinque regioni, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Sardegna e Veneto, più la Provincia autonoma di Bolzano. Nello stesso rapporto, per l'età evolutiva, i centri accreditati erano 110 su tutto il Paese. Sono numeri del 2016 e non fotografano l'oggi, ma dicono da dove si parte: l'infrastruttura per gli adulti è nata nove anni dopo quella per i bambini, e più stretta.
Nel frattempo la domanda è cresciuta per una ragione precisa e datata. Dal 19 ottobre 2023 il metilfenidato a rilascio modificato Medikinet è rimborsabile dal Servizio sanitario anche per gli adulti di nuova diagnosi, mentre prima lo era solo per chi aveva iniziato la terapia prima dei diciotto anni. Una porta che si apre sul trattamento apre automaticamente una fila sulla diagnosi, perché senza diagnosi il trattamento non si prescrive.
Che la domanda sia reale, e non una moda, è documentato: la prevalenza mondiale dell'ADHD nell'adulto è stimata attorno al 2,5%, e fino al 70% di chi lo aveva da bambino continua ad avere sintomi che compromettono il funzionamento (DOI 10.1002/wps.21374).
Come verificare se la tua ASL ha un servizio per adulti
Il modo per non finire fra le richieste respinte è verificare prima, e le domande da fare sono poche e precise.
- Parti dal Dipartimento di Salute Mentale della tua azienda sanitaria, non dal motore di ricerca. Il sito aziendale elenca i centri di salute mentale per distretto: il tuo è quello della residenza.
- Chiedi al telefono se esiste un percorso per l'ADHD dell'adulto e chi lo gestisce. Se non esiste, chiedi dove l'azienda invia i casi di sospetto ADHD in età adulta: una risposta la danno quasi sempre.
- Chiedi esplicitamente se c'è un limite di età e a quale servizio si viene indirizzati se si è fuori fascia. È l'informazione che evita il secondo motivo di esclusione.
- Chiedi chi deve firmare l'invio. In alcune regioni serve il passaggio dal servizio territoriale, in altre basta il medico di famiglia: saperlo prima cambia l'ordine delle telefonate.
Fuori dalla Lombardia la porta d'ingresso cambia. Negli indirizzi clinico-organizzativi della Regione Emilia-Romagna l'adulto con sospetto ADHD può arrivare all'ambulatorio del centro di salute mentale o al servizio per le dipendenze per accesso diretto oppure inviato dal medico di famiglia, e la prima valutazione si svolge nel servizio di residenza. Cambia il come, non il dove: si parte comunque dal territorio a cui appartieni. Il quadro operativo completo è in come si presenta la richiesta di valutazione ADHD all'ASL.
Cosa puoi fare mentre aspetti
L'attesa è la parte che logora di più, soprattutto quando hai appena riconosciuto qualcosa che spiega vent'anni di difficoltà. Ci sono però cose che rendono più corta la parte successiva.
La prima è preparare la documentazione. La valutazione dell'ADHD adulto si appoggia molto sulla storia di sviluppo: pagelle, giudizi scolastici, ricordi dei familiari, relazioni psicologiche precedenti. Recuperare quel materiale richiede settimane: se lo fai adesso, lo specialista non dovrà aspettarlo dopo. La lista è in cosa portare al primo appuntamento.
La seconda è annotare il funzionamento quotidiano invece di affidarsi alla memoria. Un diario di due settimane su sonno, concentrazione e cose lasciate a metà vale più di una descrizione generica fatta a voce sotto pressione.
La terza è valutare la strada privata senza abbandonare quella pubblica. Le due non si escludono: puoi restare in lista e intanto informarti su tempi e costi. Il confronto è in quanto costa una valutazione ADHD in privato.
La quarta è non riempire l'attesa con l'autodiagnosi. Uno screening serve a mettere ordine e a portare qualcosa di concreto in visita, non a chiudere la questione: il nostro percorso restituisce un profilo scritto, che è un punto di partenza per il colloquio e non un verdetto.
Un'ultima cosa, sul tono con cui affrontare tutto questo. Il consenso internazionale sull'ADHD apre ricordando che i pregiudizi sul disturbo stigmatizzano le persone colpite e ritardano il trattamento (DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022). Aspettare in una lista pubblica non è un fallimento personale, ed è utile ricordarlo mentre si aspetta.
Fonti
I numeri provengono dal comunicato di ASST Sette Laghi, verificato sul sito aziendale. Le informazioni normative e organizzative possono cambiare: la fonte valida per il tuo caso resta il servizio sanitario del territorio di residenza.
- ASST Sette Laghi (16 luglio 2026). Oltre 130 richieste in meno di un anno: cresce il bisogno di percorsi dedicati agli adulti con ADHD. Comunicato stampa aziendale, ultimo aggiornamento 16/07/2026. Comunicato ASST Sette Laghi
- VareseNews (24 febbraio 2026). A Malnate due ambulatori: per adulti con ADHD e per la psicopatologia giovanile. Modalità di accesso. Articolo
- Istituto Superiore di Sanità (2016). Registro nazionale ADHD: dati dal 2007 al 2016. Rapporti ISTISAN 16/37. Rapporto ISS
- AIFA (2023). Estratto determina AAM/PPA n. 659/2023, medicinale Medikinet, in Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18/10/2023, efficace dal giorno successivo. Determina AIFA
- Regione Emilia-Romagna. Indirizzi clinico-organizzativi per la diagnosi e il trattamento del Disturbo da Deficit dell'Attività e dell'Attenzione nell'adulto in Emilia-Romagna. Documento regionale
- A.I.F.A. Lombardia APS. Centri per diagnosi e cura dell'ADHD negli adulti in Lombardia. Elenco di un'associazione di pazienti, non di un ente pubblico. Elenco centri
- Cortese S, Bellgrove MA, Brikell I et al. (2025). Attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD) in adults: evidence base, uncertainties and controversies. World Psychiatry, 24(3):347-371. DOI 10.1002/wps.21374
- Faraone SV, Banaschewski T, Coghill D et al. (2021). The World Federation of ADHD International Consensus Statement: 208 Evidence-based conclusions about the disorder. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 128:789-818. DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022
Domande frequenti sulle liste di attesa per l'ADHD adulto
Quanto si aspetta per una diagnosi ADHD da adulto nel servizio pubblico?
Nessun ente pubblico italiano pubblica un tempo medio di attesa per l'ADHD dell'adulto, quindi una cifra valida per tutto il Paese non esiste. L'unico dato disponibile riguarda l'ambulatorio di ASST Sette Laghi a Malnate: nei primi dieci mesi sono arrivati 135 invii, 67 persone sono state prese in carico, per 12 il percorso diagnostico è stato completato e 93 risultavano in lista fra prima visita, valutazione diagnostica e psicoeducazione. È un solo servizio in una sola provincia e non va letto come una media nazionale.
La diagnosi ADHD da adulto nel pubblico è gratuita?
Il percorso nel Servizio sanitario nazionale non è a pagamento pieno: si accede tramite i servizi territoriali di salute mentale e le prestazioni seguono le regole regionali su ticket ed esenzioni. Quello che il pubblico chiede non è denaro ma tempo, ed è la ragione per cui molte persone valutano anche la strada privata. Le due opzioni non si escludono: si può presentare la richiesta all'ASL e nel frattempo informarsi sui costi di una valutazione privata.
Posso rivolgermi a un ambulatorio ADHD fuori dalla mia ASL?
In generale no, e questo è il primo motivo per cui una richiesta viene respinta. A Malnate sono state escluse 52 persone perché residenti fuori dal territorio di ASST Sette Laghi. In Lombardia la regola è esplicita: gli ambulatori per l'ADHD in età adulta accettano solo i pazienti del proprio territorio, inviati dal servizio di zona. Prima di muoverti verso un centro lontano verifica sempre a quale bacino appartiene la tua residenza.
Esiste un limite di età per accedere agli ambulatori ADHD per adulti?
Alcuni servizi lavorano su una fascia d'età definita, ed è il secondo motivo di esclusione: a Malnate 23 richieste sono state respinte perché non rientravano nella fascia prevista. Non significa che dopo una certa età non ci si possa curare: in altre sedi la persona viene semplicemente smistata a un servizio diverso. All'ambulatorio di Malnate, comunque, 9 dei 67 pazienti presi in carico hanno più di 36 anni.
Come faccio a sapere se la mia ASL ha un ambulatorio ADHD per adulti?
Parti dal sito della tua azienda sanitaria e cerca il Dipartimento di Salute Mentale, poi chiama il centro di salute mentale del tuo distretto e chiedi se esiste un percorso per l'ADHD dell'adulto e chi lo gestisce. Se la risposta è no, chiedi a chi la tua azienda invia i casi di sospetto ADHD in età adulta. Le liste tenute dalle associazioni di pazienti sono un buon punto di partenza, ma vanno sempre confermate con una telefonata.