Farmaci

Farmaci anfetaminici in Italia: quali sono, come si chiamano e quali ci sono per l’ADHD

I farmaci anfetaminici sono medicinali stimolanti a base di amfetamina o di una sua forma derivata. Qui trovi come si chiamano, quali sono autorizzati o in farmacia in Italia al 15 ottobre 2026, perché il Ritalin non è un’anfetamina e che cosa dice la legge.

calendar_today15 ottobre 2026 schedule11 min di lettura verified19 fonti verificate
Farmaci anfetaminici in Italia: illustrazione piatta in blu e crema con blister di compresse, capsule e un flacone di medicinale su un tavolo, senza persone né testo
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non è un consiglio medico: non indica farmaci, dosi o terapie per una persona specifica. Diagnosi e terapia dell’ADHD spettano a uno specialista, e nessun farmaco va iniziato, sospeso o cambiato senza di lui. Lo stato dei medicinali è quello della banca dati AIFA al 15 ottobre 2026 e può cambiare senza preavviso.

In breve: i farmaci anfetaminici sono medicinali stimolanti che contengono amfetamina o una sua forma derivata, come la dexamfetamina o la lisdexamfetamina. In Italia, al 15 ottobre 2026, ne sono autorizzati due, Minalix (lisdexamfetamina) e Amfexa (dexamfetamina), ma nessuno è in commercio: la banca dati AIFA li segna come mai commercializzati. Vyvanse, Elvanse e Adderall non esistono come medicinali italiani. Il Ritalin non è un’anfetamina: contiene metilfenidato, un’altra sostanza, e il metilfenidato è l’unico stimolante per l’ADHD che oggi si trova in farmacia, con ricetta ministeriale a ricalco. I farmaci si prescrivono dopo la diagnosi: senza diagnosi e prescrizione non si accede.

I farmaci per l’ADHD si prescrivono dopo una diagnosi, e la terapia la imposta uno specialista. GAM Medical fa la valutazione diagnostica dell’ADHD online, con psicologi e psichiatri. Il primo colloquio informativo è gratuito, dura 10 minuti e si fa in videochiamata. Prenota il colloquio gratuito →

Cosa sono i farmaci anfetaminici e come si chiamano?

I farmaci anfetaminici sono medicinali stimolanti del sistema nervoso centrale che contengono amfetamina o una sua forma derivata. Per la legge italiana sono «sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale» (art. 14 del DPR 309/1990). In medicina si usano soprattutto per l’ADHD; all’estero hanno anche altre indicazioni, come la narcolessia per l’Adderall negli Stati Uniti (AIFA, 2016) e il disturbo da alimentazione incontrollata per la lisdexamfetamina (decreto 18 aprile 2025).

Nei testi ufficiali si scrive «amfetamina», nel linguaggio comune «anfetamina»: è la stessa sostanza. Dexamfetamina, destroamfetamina e desamfetamina sono tre nomi della stessa sostanza (decreto 28 novembre 2024). Ecco i nomi più frequenti: cambiano da Paese a Paese, e «Adderall» e «Vyvanse» sono quelli statunitensi.

SostanzaNomi commercialiDa sapere
LisdexamfetaminaMinalix (Italia); Elvanse e Vyvanse (estero)Profarmaco della destroamfetamina: l’organismo lo trasforma nella sostanza attiva
Dexamfetamina (destroamfetamina)Amfexa (Italia); Zenzedi (Stati Uniti)Sostanza singola, in compresse
Sali misti di amfetaminaAdderall (Stati Uniti)Quattro sali di amfetamina in un unico medicinale
Amfetamina solfatoEvekeo (Stati Uniti)Stessa famiglia, un solo sale
MetamfetaminaNessun nome in ItaliaSostanza di tipo amfetaminico: nessun medicinale nella banca dati AIFA

Quali farmaci anfetaminici sono autorizzati in Italia oggi?

Due, Minalix e Amfexa, e nessuno dei due è in commercio. Il 15 ottobre 2026 abbiamo cercato nella banca dati AIFA ogni sostanza e ogni nome della tabella precedente.

MedicinalePrincipio attivoAutorizzato in ItaliaIn commercioClasse e ricetta
MinalixLisdexamfetaminaSì, giugno 2026No: 18 confezioni su 18 mai commercializzateC(nn), RMR
AmfexaDexamfetaminaSì, settembre 2025No: 23 confezioni su 23 mai commercializzateC(nn), RMR
Elvanse, VyvanseLisdexamfetaminaNo: nessun risultatoNoNon esiste
Adderall, Zenzedi, EvekeoSali misti di amfetamina; dexamfetamina; amfetamina solfatoNo: nessun risultatoNoNon esiste
Altri medicinaliAmfetamina, metamfetaminaNo: nessun risultatoNoNon esiste

Fonte: banca dati Medicinali AIFA, ricerche del 15 ottobre 2026. C(nn) indica i farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità: non sono a carico del Servizio sanitario nazionale. RMR è la ricetta ministeriale a ricalco.

Tre stati da non confondere:

  • Autorizzato: l’AIFA ha concesso l’autorizzazione, quindi il medicinale può essere venduto in Italia.
  • In commercio: almeno una confezione è davvero distribuita. È l’unico stato che significa «si ritira in farmacia, con la ricetta».
  • Mai commercializzato: autorizzato ma mai arrivato sul mercato; se e quando arriverà lo decide l’azienda titolare.

L’autorizzazione di Minalix è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 giugno 2026 (GU n. 138, determina del 9 giugno): la prescrizione è riservata a psichiatri e neuropsichiatri infantili dei centri ADHD delle regioni. I dettagli sono nella scheda su Minalix e la lisdexamfetamina; i nomi esteri hanno guide proprie: Vyvanse ed Elvanse in Italia e perché l’Adderall in Italia non c’è.

Amfexa è autorizzato dal settembre 2025. Secondo il decreto ministeriale che ne ha preparato l’autorizzazione, l’indicazione riguarda bambini e adolescenti da 6 a 17 anni con ADHD, quando la risposta al metilfenidato è clinicamente inadeguata (decreto 28 novembre 2024): non è pensato per chi inizia la terapia da adulto.

Il Ritalin è un’anfetamina? E il Ritalin è legale in Italia?

No: il Ritalin contiene metilfenidato, una sostanza diversa dall’amfetamina. Le due sostanze hanno in comune l’effetto, perché aumentano l’attività di dopamina e noradrenalina nel cervello, ma lo ottengono con meccanismi in parte diversi (Faraone, 2018). Il metilfenidato blocca i trasportatori che riportano dopamina e noradrenalina dentro il neurone; l’amfetamina fa lo stesso, ma in più favorisce il rilascio della dopamina dalle vescicole in cui è conservata e inibisce l’enzima che la degrada. Nella classificazione ATC dell’OMS stanno nello stesso gruppo, quello dei simpaticomimetici ad azione centrale (N06BA), ciascuna con il proprio codice (OMS).

Per la legge italiana, però, hanno lo stesso regime di prescrizione: anche il metilfenidato sta nella Tabella dei medicinali, sezione A, e si prescrive con la ricetta ministeriale a ricalco (decreto 28 novembre 2024).

Il Ritalin è legale in Italia? Sì. È un medicinale autorizzato e in commercio, in classe A, come Medikinet ed Equasym. Lo prescrive uno specialista dopo la diagnosi e la farmacia lo consegna con la ricetta ministeriale a ricalco, valida per un solo medicinale e per una cura di al massimo 30 giorni. Senza diagnosi e prescrizione non si ottiene.

Negli adulti i tre nomi non sono equivalenti: per chi riceve la diagnosi da adulto l’unico metilfenidato autorizzato, e rimborsato, è Medikinet, la cui indicazione è stata estesa agli adulti di nuova diagnosi (GU n. 244 del 2023). Su chi prescrive c’è la guida a Ritalin e Medikinet da adulti; per le marche, le schede su Ritalin in Italia, Medikinet e Concerta, che in Italia non c’è. Il quadro d’insieme è nella guida ai farmaci per l’ADHD negli adulti.

Quali farmaci per l’ADHD non sono anfetaminici?

Oltre alle amfetamine ci sono il metilfenidato, che è uno stimolante ma non un’anfetamina, e due non stimolanti, l’atomoxetina e la guanfacina. Lo stato in Italia, con la stessa verifica del 15 ottobre 2026:

Principio attivoTipoMedicinaliStato in Italia
MetilfenidatoStimolante, non anfetaminaRitalin, Ritalin Effetto Prolungato, Medikinet, EquasymIn commercio con confezioni in classe A, ricetta ministeriale a ricalco; altre confezioni risultano mai commercializzate. Noku e Tuzulby: autorizzati, mai commercializzati
AtomoxetinaNon stimolanteStratteraNessun medicinale in banca dati: autorizzazione di Strattera revocata su rinuncia del titolare (GU del 14 aprile 2026)
GuanfacinaNon stimolantePaxneury (all’estero il marchio originale è Intuniv)Autorizzato, mai commercializzato: 7 confezioni su 7. Intuniv non compare

Guide dedicate: Strattera e atomoxetina in Italia (qui la revoca in Gazzetta Ufficiale) e Intuniv e Paxneury.

Qual è il farmaco più efficace per l’ADHD negli adulti?

Non c’è un farmaco migliore per tutti: lo sceglie lo specialista sulla persona. Gli studi confrontano però i farmaci in media. Una sintesi ampia è la network meta-analisi di Cortese e colleghi (Lancet Psychiatry, 2018): 133 studi randomizzati in doppio cieco, 51 sugli adulti, con l’efficacia a circa 12 settimane analizzata su 8.131 adulti.

Negli adulti, secondo le valutazioni dei clinici, erano meglio del placebo le amfetamine (differenza media standardizzata 0,79), il metilfenidato (0,49), il bupropione (0,46) e l’atomoxetina (0,45), ma non il modafinil; nei confronti fra i singoli farmaci le amfetamine superavano modafinil, atomoxetina e metilfenidato.

I limiti contano. Sulla tollerabilità, negli adulti più persone che con il placebo lasciavano lo studio per effetti indesiderati: lo mostravano le amfetamine (odds ratio 3,26) e anche metilfenidato (2,39), atomoxetina (2,33) e modafinil (4,01). Fra un farmaco attivo e l’altro non emergevano differenze di tollerabilità. Mancavano dati sufficienti a 26 e 52 settimane, e per la maggior parte dei confronti indiretti la fiducia nelle stime era bassa o molto bassa.

Tenendo conto di efficacia e sicurezza, gli autori concludono che, a breve termine, sono preferibili il metilfenidato in bambini e adolescenti e le amfetamine negli adulti. Le linee guida britanniche NICE indicano per gli adulti lisdexamfetamina o metilfenidato come prima scelta (NG87, raccomandazione 1.7.11): è una linea guida del Regno Unito, non italiana.

Una network meta-analisi più recente, solo sugli adulti (Ostinelli e colleghi, Lancet Psychiatry, 2025; 113 studi), ha trovato prove di beneficio a breve termine sui sintomi principali solo per stimolanti e atomoxetina, nelle valutazioni sia dei pazienti sia dei clinici. Contando gli abbandoni per qualsiasi causa, gli stimolanti non risultavano meno accettabili del placebo, l’atomoxetina sì; sulla qualità di vita nessun farmaco ha mostrato benefici e le prove a lungo termine sono scarse.

In Italia, poi, oggi nessuna amfetamina è in farmacia. «Più efficace in media» e «disponibile per te» sono domande diverse: alla seconda risponde il centro che ti segue, valutando storia clinica, altre condizioni, salute cardiovascolare e farmaci già in uso.

Prima dei farmaci c’è la diagnosi

Cinque questionari gratuiti in italiano: l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica. Il primo dura 5 minuti e non chiede registrazione. Alla fine hai un profilo da mostrare allo specialista: non è una diagnosi.

Fai il primo test gratuito →

Qual è lo stato legale dei farmaci anfetaminici? Le tabelle del DPR 309/1990

Il riferimento è il testo unico sugli stupefacenti, il DPR 309/1990. L’articolo 14 mette nella Tabella I «le sostanze di tipo amfetaminico ad azione eccitante sul sistema nervoso centrale» (Normattiva). Per i medicinali c’è la Tabella dei medicinali: la sezione A raccoglie, tra gli altri, quelli con sostanze di uso terapeutico per cui è accertato il pericolo di grave dipendenza fisica o psichica. In pratica:

  • Destroamfetamina (dexamfetamina): in Tabella I e, dal decreto 28 novembre 2024, anche in sezione A (GU n. 287 del 2024).
  • Lisdexamfetamina: «una sostanza di tipo anfetaminico», profarmaco della destroamfetamina, inserita in Tabella I e in sezione A dal decreto 18 aprile 2025, in vigore dal 22 maggio 2025 (GU n. 104 del 2025).

Il regime è la ricetta ministeriale a ricalco: un solo medicinale e una cura di al massimo 30 giorni. Stare in Tabella I non vuol dire che l’uso medico sia vietato: vuol dire che la sostanza è sotto controllo e che i medicinali che la contengono seguono regole speciali.

E gli «anfetaminici» dimagranti? Gli anoressizzanti

A volte con «anfetaminici» si intendono anche farmaci per dimagrire. In Italia le specialità a base di amfepramone (dietilpropione), fendimetrazina, fentermina e mazindolo erano già revocate nel 2011, e il decreto del 2 agosto 2011 ha ricollocato le quattro sostanze in Tabella I (prima stavano in Tabella II) perché si usavano ancora in preparazioni magistrali per l’obesità (DM 2 agosto 2011).

Le premesse ricordano 48 intossicazioni da anoressizzanti registrate dal Centro antiveleni di Pavia tra il 1° gennaio 2007 e il 31 maggio 2011, 17 da fendimetrazina, e per la fendimetrazina citano un possibile effetto tossico legato all’«effetto amfetamino-simile».

Oggi la banca dati AIFA non restituisce alcun medicinale con queste quattro sostanze (15 ottobre 2026). I farmaci anfetaminici per l’ADHD non si prescrivono per dimagrire: il calo dell’appetito è un effetto indesiderato noto, non lo scopo.

Si può importare un farmaco anfetaminico o portarlo in viaggio?

Qui trovi solo cosa prevede la legge e chi attiva le procedure, senza istruzioni per procurarsi un farmaco.

Importare un medicinale autorizzato all’estero

Un medicinale in vendita all’estero ma non autorizzato in Italia può essere importato su richiesta del medico curante, non del paziente. Il decreto dell’11 febbraio 1997 prevede che il medico scriva al Ministero della Salute e alla dogana, per al massimo 90 giorni di terapia, spieghi perché manca una valida alternativa e si assuma la responsabilità dell’uso (DM 11 febbraio 1997). Per i farmaci con sostanze stupefacenti, secondo l’AIFA, la richiesta del medico passa dalle ASL o dalle farmacie ospedaliere all’Ufficio centrale stupefacenti del Ministero (AIFA, 2016). Dal 22 maggio 2025 queste procedure, e quelle per i viaggiatori, valgono anche per la lisdexamfetamina (decreto 18 aprile 2025).

È una procedura eccezionale che avvia il medico, non una scelta del paziente: se abbia senso nel tuo caso lo valuta lo specialista. Ordinare online o farsi spedire un farmaco anfetaminico non è un’importazione autorizzata: nel 2016 l’AIFA segnalò il ritrovamento, alla dogana di Malpensa, di blister falsificati di Adderall.

Viaggiare all’estero con un farmaco prescritto

Per chi ha già una prescrizione, il decreto 16 novembre 2007 richiama l’articolo 75 della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, che consente di trasportare le sostanze necessarie a una terapia medica (GU n. 278 del 2007). Chi parte dall’Italia con una terapia in corso ha bisogno del certificato dell’Allegato 1, compilato dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta o da un medico del SSN; per una sola confezione di ciascun medicinale basta la prescrizione valida (Ministero della Salute).

La sola ricetta italiana non basta: nell’Unione europea non sono riconosciute le prescrizioni dei medicinali a prescrizione medica speciale, come quelli con sostanze stupefacenti o psicotrope (Ministero della Salute). Le regole del Paese di destinazione si verificano prima di partire, con il proprio medico; per quelle dei singoli Paesi il Ministero rimanda al sito dell’International Narcotics Control Board.

Perché senza diagnosi e prescrizione non si accede a questi farmaci?

Per le regole italiane, perché servono la ricetta ministeriale a ricalco e uno specialista abilitato a prescriverli, dopo la diagnosi (per Minalix, uno dei centri ADHD delle regioni). Per la sicurezza, perché sono stimolanti con rischi documentati: a proposito dell’Adderall l’AIFA scrive che l’assunzione «deve avvenire sotto stretto controllo medico» e che i canali non autorizzati offrono prodotti inefficaci o tossici (AIFA, 2016).

La scheda tecnica di Amfexa (versione britannica) chiede una valutazione cardiovascolare prima di iniziare, il controllo di pressione e frequenza cardiaca a ogni cambio di dose e almeno ogni 6 mesi. Tra le controindicazioni ci sono una storia di abuso di farmaci o alcol, le malattie cardiovascolari sintomatiche e l’ipertiroidismo (SmPC).

Il decreto che ha messo la lisdexamfetamina in tabella cita 9.283 casi segnalati a EudraVigilance, il database europeo di farmacovigilanza, il 17% su abuso, dipendenza e sindrome da sospensione: sono segnalazioni, non una misura di quanto accada a chi si cura con prescrizione.

Quindi, senza diagnosi e prescrizione non esiste un modo corretto per avere questi farmaci, e l’uso senza controllo medico è pericoloso. Farmaci per l’ADHD senza ricetta non ce ne sono: gli integratori non sono farmaci, e le prove su di loro sono in integratori e ADHD.

Come si collega il nostro percorso di screening ai farmaci?

Non siamo una clinica e non facciamo diagnosi né terapie. Il percorso di screening viene prima di tutto: cinque questionari gratuiti in italiano, l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica. Il primo dura 5 minuti e non chiede registrazione; dal secondo in poi chiediamo nome ed email. Alla fine hai un profilo da mostrare allo specialista.

I farmaci vengono dopo: prima una diagnosi formale (come arrivarci è in come ottenere la diagnosi di ADHD in Italia), poi il confronto con lo specialista su se e quale terapia ha senso. Inizia dal primo questionario e arriva alla visita con date ed esempi.

Domande frequenti

Quali sono i farmaci anfetaminici autorizzati in Italia? expand_more

Due: Minalix (lisdexamfetamina) e Amfexa (dexamfetamina). Al 15 ottobre 2026 nessuno è in commercio: la banca dati AIFA segna tutte le loro confezioni come mai commercializzate. Elvanse, Vyvanse e Adderall non esistono come medicinali italiani.

Il Ritalin è un’anfetamina? expand_more

No. Il Ritalin contiene metilfenidato, una sostanza diversa. Come le amfetamine aumenta l’attività di dopamina e noradrenalina, ma con meccanismi in parte diversi (Faraone, 2018). Per la legge italiana si prescrive con la stessa ricetta ministeriale a ricalco.

Il Ritalin è legale in Italia? expand_more

Sì: è un medicinale autorizzato e in commercio, in classe A. Si ottiene solo con la ricetta ministeriale a ricalco di uno specialista, dopo la diagnosi, per al massimo 30 giorni di cura (decreto 28 novembre 2024).

Vyvanse è disponibile in Italia? expand_more

No. Vyvanse (Stati Uniti) ed Elvanse (Europa) contengono lisdexamfetamina, ma in Italia non esiste alcun medicinale con quei nomi. È autorizzato Minalix, che però al 15 ottobre 2026 non è in commercio.

Amfexa è disponibile in Italia? expand_more

È autorizzato dal settembre 2025, ma tutte le sue 23 confezioni risultano mai commercializzate (AIFA, 15 ottobre 2026). L’indicazione riguarda bambini e adolescenti da 6 a 17 anni con risposta inadeguata al metilfenidato.

Qual è il farmaco più efficace per l’ADHD? expand_more

Non esiste un farmaco migliore per tutti. Nella meta-analisi di Cortese (2018) le amfetamine avevano in media l’effetto maggiore negli adulti, ma con più abbandoni per effetti indesiderati rispetto al placebo, come il metilfenidato. Lo decide lo specialista dopo la diagnosi; per capire se approfondire c’è il percorso di screening gratuito.

Esistono farmaci per l’ADHD senza ricetta? expand_more

No: i medicinali per l’ADHD autorizzati in Italia si ottengono solo con prescrizione, gli stimolanti con la ricetta ministeriale a ricalco. Gli integratori non sono farmaci: cosa dicono le prove è in integratori e ADHD.

Fonti

  • AIFA (2026). Banca dati Medicinali: ricerche del 15 ottobre 2026. Fonte
  • Presidente della Repubblica (1990). DPR 309/1990, art. 14: criteri per la formazione delle tabelle. Fonte
  • Ministero della Salute (2024). Decreto 28 novembre 2024: destroamfetamina in sezione A (GU n. 287 del 7 dicembre 2024). Fonte
  • Ministero della Salute (2025). Decreto 18 aprile 2025: lisdexamfetamina in Tabella I e sezione A (GU n. 104 del 7 maggio 2025). Fonte
  • AIFA (2026). Determina n. 182 del 9 giugno 2026: Minalix (GU n. 138 del 17 giugno 2026). Fonte
  • AIFA (2026). Revoca dell’autorizzazione di Strattera (GU n. 86 del 14 aprile 2026). Fonte
  • AIFA (2023). Determina n. 659/2023: Medikinet negli adulti di nuova diagnosi (GU n. 244 del 18 ottobre 2023). Fonte
  • Ministero della Salute (2011). Decreto 2 agosto 2011: anoressizzanti in Tabella I (GU n. 180 del 4 agosto 2011). Fonte
  • Ministero della Sanità (1997). Decreto 11 febbraio 1997: importazione di medicinali registrati all’estero (GU n. 72 del 27 marzo 1997). Fonte
  • Ministero della Salute (2007). Decreto 16 novembre 2007: medicinali stupefacenti al seguito dei viaggiatori (GU n. 278 del 29 novembre 2007). Fonte
  • Ministero della Salute (2025). Medicinali stupefacenti al seguito dei viaggiatori, pagina aggiornata il 10 gennaio 2025. Fonte
  • Ministero della Salute (2024). Prescrizioni farmacologiche, pagina aggiornata il 16 dicembre 2024. Fonte
  • AIFA (2016). Ritrovamento di anfetamine illegali e falsificate, 26 settembre 2016. Fonte
  • Cortese S, Adamo N, Del Giovane C et al. (2018). Comparative efficacy and tolerability of medications for attention-deficit hyperactivity disorder in children, adolescents, and adults: a systematic review and network meta-analysis. Lancet Psychiatry, 5(9):727-738. Fonte
  • Faraone SV (2018). The pharmacology of amphetamine and methylphenidate: relevance to the neurobiology of attention-deficit/hyperactivity disorder and other psychiatric comorbidities. Neurosci Biobehav Rev, 87:255-270. Fonte
  • Ostinelli EG, Schulze M, Zangani C et al. (2025). Comparative efficacy and acceptability of pharmacological, psychological, and neurostimulatory interventions for ADHD in adults: a systematic review and component network meta-analysis. Lancet Psychiatry, 12(1):32-43. Fonte
  • NICE (2018). ADHD: diagnosis and management (NG87), raccomandazioni 1.7.11-1.7.15. Fonte
  • WHO Collaborating Centre for Drug Statistics Methodology (2026). ATC/DDD Index, gruppo N06BA. Fonte
  • Medice UK. Amfexa 5 mg Tablets, Summary of Product Characteristics. Fonte

Se stai guardando i farmaci, parti dalla diagnosi

Cinque questionari di screening gratuiti: si parte dall’infanzia, si passa dall’ASRS dell’OMS e si arriva a una sintesi sui criteri DSM-5. Restituiscono un profilo da portare allo specialista: non fanno una diagnosi e non indicano farmaci.

Inizia lo screening →