Farmaci e regolamentazione

Atomoxetina (Strattera) per l’ADHD: come funziona e come si trova in Italia

Quando si parla di farmaci per l’ADHD si pensa quasi sempre agli stimolanti. Ma esiste una seconda strada, spesso decisiva per chi non può o non vuole usarli: l’atomoxetina, conosciuta con il nome commerciale Strattera. È il principale farmaco non stimolante approvato per l’ADHD, funziona in modo diverso e ha un profilo di vantaggi e limiti molto specifico. Questa guida spiega cos’è, come agisce, a chi è davvero utile, quanto tempo ci mette a fare effetto, cosa dicono gli studi e qual è la situazione in Italia, dove Strattera non è più in commercio dal 2023 e oggi non risulta alcun medicinale a base di atomoxetina.

calendar_today27 giugno 2026 schedule11 min di lettura verifiedFonti AIFA e PubMed
Capsula di atomoxetina, farmaco non stimolante per l’ADHD, su sfondo clinico calmo
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. In Italia oggi non risulta alcun medicinale a base di atomoxetina (banca dati AIFA consultata il 17 settembre 2026) e il Piano Terapeutico web AIFA dell’atomoxetina è chiuso dal 23 dicembre 2024: l’accesso passa dallo specialista, con regole che possono cambiare da regione a regione. Qualsiasi decisione terapeutica va presa con il proprio specialista. La diagnosi di ADHD è competenza di psichiatra, neuropsichiatra o psicologo clinico iscritto all’Albo.

Atomoxetina in Italia: oggi si passa dallo specialista

In Italia non risulta un medicinale a base di atomoxetina in commercio, e ogni strada, importazione compresa, la valuta uno specialista dopo la diagnosi. GAM Medical fa la valutazione ADHD online: il primo passo è una videochiamata gratuita di 10 minuti per capire se nel tuo caso ha senso.

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In breve: l’atomoxetina è il principale farmaco non stimolante per l’ADHD: agisce sulla noradrenalina e, a differenza degli stimolanti, non è una sostanza controllata. Non funziona «a comando»: i primi effetti possono arrivare in 1-2 settimane, ma la risposta cresce gradualmente per mesi. In Italia Strattera non è più in commercio dal 2023 e ad aprile 2026 ne è stata revocata l’AIC: al 17 settembre 2026 non c’è un medicinale a base di atomoxetina autorizzato, e l’accesso passa dall’importazione valutata dallo specialista. Viene considerata soprattutto quando si preferisce evitare una sostanza controllata o gli stimolanti non sono adatti, e la scelta resta dello specialista.

Cos’è l’atomoxetina (e cos’è Strattera)

L’atomoxetina è il principio attivo; Strattera è il nome commerciale con cui è stata venduta per anni dalla casa farmaceutica Eli Lilly. È un farmaco non stimolante per l’ADHD studiato e usato sia nei bambini sia negli adulti. Quando senti dire «Strattera» e «atomoxetina», quindi, si parla della stessa identica cosa, esattamente come succede con altri farmaci che hanno un nome di marca e uno generico.

La sua importanza sta nel fatto che rappresenta l’alternativa principale agli stimolanti. Per una parte delle persone con ADHD gli stimolanti non sono indicati, non sono tollerati o semplicemente non vengono scelti, e in questi casi l’atomoxetina è una delle alternative da valutare con lo specialista.

Stimolante o no? La differenza che conta

La distinzione tra stimolanti e non stimolanti non è un dettaglio tecnico: cambia completamente l’esperienza della terapia.

  • Gli stimolanti (metilfenidato, lisdexamfetamina) agiscono su dopamina e noradrenalina, hanno un effetto rapido già dalla prima dose e una durata legata alle ore di copertura della singola assunzione. Sono sostanze controllate, inserite nelle tabelle degli stupefacenti.
  • L’atomoxetina agisce in modo selettivo sulla noradrenalina, non dà un effetto immediato ma un beneficio che si costruisce nel tempo, copre le 24 ore ed è assunta ogni giorno. Non è una sostanza controllata e, in uno studio sul potenziale d’abuso negli adulti, non ha mostrato effetti stimolanti o euforizzanti.

In pratica: lo stimolante è come accendere e spegnere un interruttore ogni giorno; l’atomoxetina è come alzare gradualmente, e poi mantenere, un livello di fondo. Nessuno dei due approcci è «migliore» in assoluto: sono strumenti diversi per profili diversi.

Come funziona: la noradrenalina

L’atomoxetina è un inibitore selettivo della ricaptazione della noradrenalina. In termini semplici: nel cervello, dopo che la noradrenalina ha trasmesso il suo segnale, viene normalmente riassorbita dai neuroni. L’atomoxetina rallenta questo riassorbimento e lascia più noradrenalina disponibile. Secondo la scheda tecnica statunitense di Strattera, il meccanismo preciso con cui agisce sull’ADHD non è noto.

Qualche indizio viene dagli studi sugli animali. In una ricerca sui ratti pubblicata nel 2002 da ricercatori di Eli Lilly (Bymaster e colleghi), l’atomoxetina aumentava noradrenalina e dopamina nella corteccia prefrontale, un’area coinvolta in attenzione e memoria, ma a differenza del metilfenidato non aumentava la dopamina nello striato e nel nucleo accumbens: per gli autori è un segnale che non abbia il rischio d’abuso degli stimolanti (secondo la letteratura indicizzata su PubMed, DOI 10.1016/S0893-133X(02)00346-9). Resta da capire perché una sola dose copra l’intera giornata nonostante un’emivita di circa 5 ore: la revisione di Clemow e Bushe avanza ipotesi legate ad adattamenti dei neuroni nel tempo.

A chi è davvero utile

L’atomoxetina non è semplicemente un ripiego «se gli stimolanti non vanno». Ci sono situazioni in cui lo specialista può prenderla in considerazione:

  • Storia di abuso di sostanze o dipendenze: la scheda tecnica di Minalix, per esempio, chiede di prescrivere gli stimolanti con cautela in questi casi, mentre l’atomoxetina non è una sostanza controllata.
  • Ansia associata: negli adulti l’ansia compare fra gli effetti indesiderati comuni della lisdexamfetamina, mentre in uno studio su 442 adulti con ADHD e ansia sociale, riportato nella scheda tecnica statunitense di Strattera, l’atomoxetina non l’ha peggiorata. La valutazione resta dello specialista.
  • Tic o sindrome di Tourette: la scheda tecnica di Minalix riporta che gli stimolanti possono aggravare tic e sindrome di Tourette, mentre in uno studio su 148 bambini e ragazzi con ADHD e tic, riportato nella scheda tecnica statunitense di Strattera, l’atomoxetina non li ha peggiorati.
  • Copertura su tutta la giornata: secondo la revisione di Clemow e Bushe, una sola dose al giorno può coprire le 24 ore.
  • Mancata risposta o cattiva tollerabilità agli stimolanti: chi non si è trovato bene con metilfenidato o lisdexamfetamina può discutere con lo specialista un’alternativa non stimolante.

Secondo la revisione sistematica di Radonjić e colleghi, per alcuni adulti un non stimolante va considerato da solo oppure in aggiunta a uno stimolante. È una decisione specialistica.

Quanto ci mette a fare effetto (gestire le aspettative)

Questo è il punto su cui è più facile scoraggiarsi. L’atomoxetina non funziona dalla prima dose. Una revisione di Clemow e Bushe pubblicata nel 2015 sul Journal of Psychopharmacology riporta che i primi effetti possono comparire entro 1-2 settimane, ma che la risposta continua ad aumentare gradualmente per 24 settimane o più, e che una singola dose giornaliera può coprire le 24 ore. È una revisione non sistematica firmata da due autori di Eli Lilly, l’azienda che produceva Strattera: un motivo in più per leggerla come indicazione di massima (secondo la letteratura indicizzata su PubMed, DOI 10.1177/0269881115602489).

Tradotto in pratica: se nei primi giorni «non senti niente», è normale e atteso, non un segno che il farmaco non funziona. La regola d’oro è assumerla ogni giorno con costanza e dare al farmaco il tempo necessario, valutando l’effetto con lo specialista nel tempo, non dopo pochi giorni. Chi è abituato alla risposta immediata degli stimolanti deve ricalibrare le aspettative.

Efficacia: cosa dice la ricerca scientifica

L’atomoxetina è ben studiata negli adulti. Secondo la letteratura indicizzata su PubMed, le evidenze chiave sono queste.

1. È efficace sui sintomi negli adulti. Una revisione sistematica con meta-analisi del 2023 sui farmaci non stimolanti negli adulti (Radonjić e colleghi, tra cui Cortese e Faraone) ha analizzato 15 studi randomizzati controllati sull’atomoxetina e ha trovato un effetto significativo rispetto al placebo sui sintomi ADHD (Hedge’s g di circa -0,48), e l’ha trovata anche meno tollerata del placebo; fra i non stimolanti analizzati è quello con più studi (secondo la letteratura indicizzata su PubMed, DOI 10.1007/s40263-023-01005-8).

2. È tra le poche opzioni con beneficio confermato negli adulti. Una network meta-analisi su 113 studi randomizzati sugli interventi per l’ADHD negli adulti, pubblicata su Lancet Psychiatry nel 2025 (Ostinelli e colleghi), conclude che stimolanti e atomoxetina sono gli unici interventi con evidenza di beneficio a breve termine sui sintomi principali, confermata sia dalle valutazioni dei pazienti sia da quelle dei clinici. Lo stesso lavoro trova però l’atomoxetina meno accettata del placebo (DOI 10.1016/S2215-0366(24)00360-2).

3. Migliora anche la qualità di vita. Una meta-analisi del 2024 (Bellato e colleghi) ha mostrato che l’atomoxetina, come gli stimolanti, migliora la qualità di vita delle persone con ADHD rispetto al placebo, con effetto simile tra bambini e adulti (DOI 10.1016/j.jaac.2024.05.023). Il dato non è unanime: nella network meta-analisi di Ostinelli, limitata agli adulti, i farmaci per l’ADHD non sono risultati efficaci sulla qualità di vita.

Per contestualizzare, la storica network meta-analisi di Cortese del 2018 collocava l’atomoxetina tra i farmaci più efficaci del placebo negli adulti, con un effetto medio simile a quello del metilfenidato e inferiore a quello delle anfetamine (DOI 10.1016/S2215-0366(18)30269-4).

Effetti collaterali e tollerabilità

L’atomoxetina ha un profilo di effetti collaterali diverso da quello degli stimolanti. Negli studi sugli adulti riportati nella scheda tecnica statunitense di Strattera, quelli più frequenti rispetto al placebo sono stati:

  • nausea, bocca secca, riduzione dell’appetito e stitichezza;
  • capogiro;
  • negli uomini, disfunzione erettile ed esitazione a urinare.

Fra gli altri effetti riportati negli adulti compaiono insonnia, stanchezza e sonnolenza. La scheda chiede inoltre di valutare la storia cardiovascolare prima di iniziare e di misurare pressione arteriosa e frequenza cardiaca all’inizio, dopo ogni aumento di dose e periodicamente durante la terapia.

Sulle modalità di assunzione la stessa scheda è semplice: si può prendere con o senza cibo, in un’unica dose al mattino oppure divisa fra mattina e tardo pomeriggio o prima serata. Come e quando prenderla lo si decide con lo specialista, anche in base agli effetti indesiderati.

Un punto che va detto con chiarezza, senza allarmismi ma senza reticenze: la scheda tecnica statunitense chiede di sorvegliare da vicino pensieri suicidari e cambiamenti del comportamento nei bambini e negli adolescenti, soprattutto nei primi mesi e ai cambi di dose; negli adulti un’analisi analoga non ha mostrato un aumento del rischio. In ogni caso, variazioni significative del tono dell’umore o pensieri che preoccupano vanno segnalati subito al medico prescrittore, senza aspettare il controllo programmato.

Un dato emerso chiaramente dagli studi: l’atomoxetina è meno tollerata del placebo, cioè negli studi una quota di partecipanti la interrompe per gli effetti collaterali più di quanto accada col placebo. È un’informazione onesta e utile: l’atomoxetina funziona, ma non è sempre facile da tollerare. Per questo la scheda tecnica prevede di cominciare con una dose più bassa e di aumentarla dopo alcuni giorni, e ogni cambio va deciso con il medico.

Strattera in Italia: il ritiro, la revoca dell’AIC e l’importazione

Qui c’è un cambiamento recente che genera confusione. La specialità di marca Strattera ha interrotto la commercializzazione in Italia dal 30 settembre 2023, con una nota informativa di Eli Lilly Italia concordata con l’AIFA. Importante: l’interruzione è dovuta a limiti di fornitura, non a problemi di sicurezza o di efficacia. Il farmaco non è stato ritirato perché pericoloso.

La nota del 2023 chiedeva ai medici di non emettere nuove prescrizioni di Strattera e di rivalutare chi era in cura, passando a un trattamento alternativo adeguato. Da allora il quadro si è ristretto. Dal 23 dicembre 2024 l’AIFA ha chiuso il Piano Terapeutico web-based dell’atomoxetina, anche in considerazione della cessata commercializzazione di Strattera. Il 14 aprile 2026 la Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 86) ha pubblicato la revoca dell’AIC di Strattera, su rinuncia del titolare.

Cosa significa in pratica

A settembre 2026 nella Banca Dati Farmaci dell’AIFA non risulta alcun medicinale a base di atomoxetina, né di marca né generico. In Italia l’atomoxetina quindi non si compra in farmacia con una confezione italiana: chi ne ha bisogno passa dallo specialista, che può valutare l’importazione di un equivalente autorizzato all’estero secondo le procedure previste (D.M. 11 febbraio 1997), con tempi e costi da verificare caso per caso. La situazione può cambiare: lo stato di commercializzazione si controlla nella banca dati AIFA cercando «atomoxetina».

Le regole pratiche le stabiliscono le regioni. In Emilia-Romagna, per esempio, un documento regionale dell’aprile 2025 indica che, chiuso il Piano web, l’atomoxetina resta prescrivibile su Piano Terapeutico del centro di riferimento anche nelle confezioni estere, e che la Regione ha attivato un approvvigionamento centralizzato dall’estero. È un esempio che vale per quella regione, non una regola nazionale: nella tua regione chiedi al centro che ti segue.

Per anni la prescrizione dell’atomoxetina, come quella del metilfenidato, è passata dai Registri e dal Piano Terapeutico AIFA; per l’atomoxetina quel monitoraggio è chiuso dal 23 dicembre 2024. Resta vero che l’avvio della terapia è di competenza dello specialista o del centro autorizzato, e che senza una diagnosi non si parte.

Come si ottiene e quanto costa

Il percorso per ottenere l’atomoxetina ha oggi un passaggio in più rispetto agli altri farmaci ADHD:

  1. Diagnosi di ADHD da parte di uno specialista (psichiatra o neuropsichiatra).
  2. Richiesta di importazione a cura dello specialista o della struttura sanitaria, perché dal 2026 nessun medicinale a base di atomoxetina è autorizzato in Italia e il Piano Terapeutico web-based AIFA è chiuso dal 23 dicembre 2024.
  3. Prescrizione e rinnovo: una volta avviata, la terapia può essere seguita con i rinnovi previsti, secondo le indicazioni dello specialista.

Sul fronte costi, quando Strattera era in commercio l’atomoxetina era rimborsata dal SSN con Piano Terapeutico AIFA. Oggi, senza un medicinale autorizzato in Italia, il costo dipende dalla via d’importazione e da chi la gestisce, in alcuni casi la struttura sanitaria, in altri il paziente. Per il quadro completo su fasce, ticket ed esenzioni applicabili ai farmaci ADHD, vedi la guida sul costo del metilfenidato e l’esenzione SSN.

Due precisazioni utili a chi cerca il prezzo. La prima: online circolano ancora pagine che parlano di «atomoxetina generica in farmacia», ma a settembre 2026 nella banca dati AIFA non risulta alcun medicinale a base di atomoxetina, né di marca né generico. La seconda: un equivalente importato contiene lo stesso principio attivo, ma prezzo, tempi e rimborso dipendono dalla procedura seguita. Vale la regola pratica di muoversi con qualche mese di anticipo rispetto all’esaurimento delle scorte.

Atomoxetina in Italia: oggi si passa dallo specialista

In Italia non risulta un medicinale a base di atomoxetina in commercio, e ogni strada, importazione compresa, la valuta uno specialista dopo la diagnosi. GAM Medical fa la valutazione ADHD online: il primo passo è una videochiamata gratuita di 10 minuti per capire se nel tuo caso ha senso.

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Dosaggi e titolazione: come si arriva alla dose giusta

L’atomoxetina non si comincia alla dose piena. La scheda tecnica statunitense prevede una titolazione: si parte da una dose più bassa, la si aumenta dopo alcuni giorni ed eventuali aggiustamenti successivi arrivano nell’arco di settimane, decisi e monitorati dallo specialista. Serve a trovare la dose adatta alla persona, tenendo conto degli effetti indesiderati.

Il dosaggio non si sceglie in modo standard per tutti: nell’adulto viene calibrato dal medico sulla risposta clinica e sulla tollerabilità, ed è per questo che il farmaco esiste in più dosaggi. Cercare online «quale dose devo prendere» non ha molto senso, perché la stessa quantità può essere adeguata per una persona ed eccessiva per un’altra.

L’errore più comune in questa fase

Interrompere durante la titolazione perché «non funziona». A differenza degli stimolanti, l’atomoxetina non dà un effetto percepibile nelle prime ore: i primi effetti possono richiedere 1-2 settimane e la risposta cresce per mesi. Il rischio è smettere proprio quando gli effetti indesiderati si fanno sentire e il beneficio non è ancora arrivato. Qualsiasi modifica di dose o sospensione va concordata con il medico prescrittore.

Anche l’orario conta: la scheda tecnica statunitense prevede un’unica dose al mattino oppure due dosi, al mattino e nel tardo pomeriggio o in prima serata. È uno degli aggiustamenti che si fanno insieme allo specialista.

Atomoxetina, metilfenidato e lisdexamfetamina a confronto

L’atomoxetina è una delle tre molecole di cui si parla più spesso per l’ADHD negli adulti, anche se in Italia oggi non ha un medicinale in commercio. Una sintesi orientativa, da leggere insieme alla guida completa sui farmaci ADHD adulti:

FarmacoTipoInizio effettoStato in Italia e note
Atomoxetina (ex Strattera)Non stimolante (NRI)Graduale: primi effetti in 1-2 settimane, risposta che cresce per mesiNessun medicinale nella banca dati AIFA; considerata per esempio quando si vuole evitare una sostanza controllata
Metilfenidato (Ritalin, Medikinet, Equasym)StimolanteDalla prima doseIn commercio in classe A; per chi riceve la diagnosi da adulto il medicinale rimborsato è Medikinet
Lisdexamfetamina (Minalix; all’estero Vyvanse ed Elvanse)Stimolante anfetaminicoDalla prima dose, lunga durataMinalix autorizzato ma mai commercializzato al 17 settembre 2026

Nella meta-analisi di Cortese e colleghi, negli adulti le anfetamine hanno mostrato in media l’efficacia più alta, mentre metilfenidato e atomoxetina hanno avuto effetti medi simili fra loro; gli stimolanti, in più, agiscono dalla prima dose. L’atomoxetina resta un’alternativa per le situazioni specifiche descritte sopra. La scelta è clinica, mai una gara tra farmaci.

La via corretta: prima la diagnosi, poi la terapia

Se sei arrivato qui cercando «atomoxetina» o «Strattera», il messaggio di fondo è lo stesso valido per ogni farmaco ADHD: la terapia è l’ultimo passo, non il primo. Il percorso sensato è:

  1. Screening orientativo. Il nostro percorso di screening ha cinque passaggi: un’anamnesi dell’infanzia sui criteri della WURS, la scala ASRS v1.1 dell’OMS, questionari basati sui criteri di BRIEF-A e Adult Sensory Profile, e una sintesi sui criteri DSM-5. È gratuito: il primo passaggio si fa senza registrazione, per gli altri ti chiediamo nome ed email, e alla fine hai un profilo da mostrare allo specialista.
  2. Diagnosi specialistica. La diagnosi la formula uno specialista dopo una valutazione clinica, e l’eventuale terapia farmacologica la imposta un medico specialista. Se vuoi capire l’iter, vedi come ottenere la diagnosi ADHD in Italia.
  3. Discussione farmacologica. Con la diagnosi, lo specialista valuta con te se l’opzione giusta è uno stimolante, l’atomoxetina, o un percorso non farmacologico, in base a profilo, comorbilità e tollerabilità.

L’atomoxetina è una risorsa proprio perché allarga le possibilità oltre gli stimolanti, anche se in Italia oggi ci si arriva per una strada più lunga. Il primo gradino però è lo stesso per tutti: un test ADHD gratuito serve ad arrivare al colloquio con i sintomi già messi in ordine, e la diagnosi resta dello specialista.

gavelFonti e riferimenti

Normativa e schede tecniche: Eli Lilly Italia, nota informativa importante concordata con l’AIFA del 14 aprile 2023 sull’interruzione della commercializzazione di Strattera (atomoxetina) dal 30 settembre 2023; AIFA, chiusura del Piano Terapeutico web-based atomoxetina dal 23 dicembre 2024; Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 86 del 14 aprile 2026, revoca su rinuncia dell’AIC di Strattera (26A01796); Banca Dati Farmaci AIFA, ricerca «atomoxetina» consultata il 17 settembre 2026; Regione Emilia-Romagna, Documento PTR n. 355 del 17 aprile 2025 sui farmaci per l’ADHD negli adulti; scheda tecnica statunitense di Strattera su DailyMed (U.S. National Library of Medicine); scheda tecnica di Minalix nella banca dati AIFA.

Letteratura scientifica (PubMed): Radonjić NV et al., CNS Drugs 2023 (DOI 10.1007/s40263-023-01005-8); Ostinelli EG et al., Lancet Psychiatry 2025 (DOI 10.1016/S2215-0366(24)00360-2); Bellato A et al., JAACAP 2024 (DOI 10.1016/j.jaac.2024.05.023); Cortese S et al., Lancet Psychiatry 2018 (DOI 10.1016/S2215-0366(18)30269-4); Clemow DB, Bushe CJ, Journal of Psychopharmacology 2015 (DOI 10.1177/0269881115602489); Bymaster FP et al., Neuropsychopharmacology 2002 (DOI 10.1016/S0893-133X(02)00346-9).

Prima del farmaco, il fondamento è la diagnosi

Il nostro screening ha cinque passaggi, dalla scala ASRS v1.1 dell’OMS a una sintesi sui criteri DSM-5. È gratuito, in italiano, richiede l’email e ti dà un profilo strutturato da portare allo specialista per discutere le opzioni terapeutiche, stimolanti e non.

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FAQ: Atomoxetina e Strattera

L’atomoxetina è uno stimolante?expand_more
No, è il principale farmaco non stimolante per l’ADHD. È un inibitore selettivo della ricaptazione della noradrenalina e non è una sostanza controllata: secondo la scheda tecnica statunitense di Strattera, in uno studio sul potenziale d’abuso negli adulti non ha mostrato effetti stimolanti o euforizzanti.
Quanto tempo ci mette l’atomoxetina a funzionare?expand_more
Non agisce dalla prima dose come gli stimolanti. Secondo una revisione del 2015 (Clemow e Bushe), i primi effetti possono comparire entro 1-2 settimane, ma la risposta continua a crescere gradualmente per 24 settimane o più, e una singola dose giornaliera può coprire le 24 ore. Non sentire molto nei primi giorni è quindi atteso: l’effetto si valuta con lo specialista nel tempo, non dopo pochi giorni.
La Strattera si trova ancora in Italia?expand_more
La specialità di marca Strattera ha interrotto la commercializzazione in Italia dal 30 settembre 2023, per limiti di fornitura e non per problemi di sicurezza (nota informativa concordata con l’AIFA). Il 14 aprile 2026 la Gazzetta Ufficiale ha poi pubblicato la revoca dell’AIC di Strattera, su rinuncia del titolare. A settembre 2026 nella Banca Dati Farmaci dell’AIFA non risulta nessun medicinale a base di atomoxetina, nemmeno generico: chi ne ha bisogno passa dallo specialista, che può valutare l’importazione di un equivalente autorizzato all’estero.
L’atomoxetina dà dipendenza?expand_more
Non è una sostanza controllata, a differenza degli stimolanti. Secondo la scheda tecnica statunitense di Strattera, in uno studio sul potenziale d’abuso negli adulti non ha mostrato effetti stimolanti o euforizzanti, e dopo la sospensione non sono emersi segni di una sindrome da astinenza. Se c’è una storia di abuso di sostanze, la scelta del farmaco la valuta lo specialista.
Atomoxetina o metilfenidato: come si sceglie?expand_more
Lo decide lo specialista. Nella meta-analisi di Cortese e colleghi (Lancet Psychiatry, 2018), negli adulti metilfenidato e atomoxetina sono risultati entrambi più efficaci del placebo, con effetti medi simili, mentre le anfetamine hanno mostrato l’efficacia media più alta. L’atomoxetina viene considerata in situazioni specifiche, per esempio quando si preferisce evitare una sostanza controllata o gli stimolanti non sono tollerati. In Italia, inoltre, oggi il metilfenidato è in commercio e l’atomoxetina no.
Quanto costa l’atomoxetina in Italia?expand_more
Quando Strattera era in commercio era rimborsata dal SSN con Piano Terapeutico AIFA. Oggi in Italia non c’è un medicinale a base di atomoxetina autorizzato e l’AIFA ha chiuso il Piano Terapeutico web-based dal 23 dicembre 2024: il costo dipende dalla via d’importazione e da chi la gestisce, la struttura sanitaria o il paziente, e le regole possono cambiare da regione a regione. Chiedi allo specialista e alla farmacia ospedaliera prima di fare conti.

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