Trattamento e Farmaci

Farmaci per l’ADHD negli Adulti in Italia: Cosa è Cambiato e Cosa Devi Sapere

Dal 19 ottobre 2023 Medikinet, a base di metilfenidato, è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale anche per chi riceve la diagnosi di ADHD da adulto. Per gli adulti è un cambiamento concreto. Ecco come funziona il farmaco, quali medicinali ci sono davvero in Italia, come si arriva alla prescrizione e cosa dicono gli studi sulla sua efficacia.

Capsule di farmaci e prescrizione medica per il trattamento ADHD
calendar_today 16 aprile 2026 schedule 15 min di lettura verified Aggiornato settembre 2026 science Basato su ricerca peer-reviewed
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo. Non sostituisce il giudizio clinico. La diagnosi di ADHD può essere formulata solo da psichiatra, neuropsichiatra o psicologo clinico iscritto all’Albo, attraverso colloquio strutturato e test validati. Lo stato dei medicinali è quello della banca dati farmaci AIFA consultata il 17 settembre 2026.

In breve: dal 19 ottobre 2023 Medikinet, a base di metilfenidato, è rimborsato dal SSN anche per chi riceve la diagnosi da adulto; Ritalin 10 mg lo è solo per chi era già in terapia prima dei 18 anni. Per il rimborso servono una diagnosi formale e il Piano Terapeutico compilato da un centro individuato dalla Regione. Fra i principi attivi di questa guida il metilfenidato è l’unico con medicinali in commercio in Italia al 17 settembre 2026: la lisdexamfetamina (Minalix) è autorizzata ma non è mai stata commercializzata, e dell’atomoxetina non c’è più un medicinale autorizzato. Quale farmaco usare, e se ha senso, lo stabilisce lo specialista.

Vuoi capire se i tuoi sintomi meritano un approfondimento?

Parti dallo screening gratuito: cinque questionari, fra cui l’ASRS v1.1 dell’OMS e moduli ispirati a WURS e BRIEF-A. Non è una diagnosi.

Fai il Test ADHD gratuito →

Prendiamo un esempio inventato. Marco ha quarantatré anni, lavora nella logistica, ha due figli e una compagna che da anni gli dice che «vive sulla luna». Ha provato la psicoterapia, la meditazione, i libri sulla gestione del tempo. Poi, dopo mesi di attesa per una valutazione, riceve una diagnosi di ADHD, e scopre una cosa che non sapeva: in Italia, dal 2023, un medicinale a base di metilfenidato è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale anche a chi riceve la diagnosi da adulto.

Se stai valutando anche la strada degli integratori, prima di comprare qualcosa vale la pena guardare quanto pesano davvero: ne parliamo in omega-3, zinco, ferro e magnesio nell’ADHD.

Si sente ancora dire che i farmaci per l’ADHD sono «roba da bambini». Per gli adulti, in Italia, non corrisponde più alle regole.

Aggiornamento 2026: quest’anno sono cambiate due cose. La lisdexamfetamina ha ottenuto in Italia un medicinale autorizzato, Minalix (Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2026), che però al 17 settembre 2026 non è mai stato commercializzato. E per l’atomoxetina la Gazzetta Ufficiale n. 86 del 14 aprile 2026 ha pubblicato la revoca dell’autorizzazione di Strattera: in banca dati AIFA non c’è più alcun medicinale a base di questo principio attivo. Questa guida resta il riferimento sul metilfenidato; per il quadro d’insieme vedi cosa è cambiato nel 2026 per l’ADHD in Italia.

In Italia il metilfenidato si prescrive dopo una diagnosi, e la terapia la segue uno specialista. GAM Medical fa la valutazione in privato e online, e i suoi psichiatri seguono l’eventuale terapia farmacologica anche nel tempo; il Piano Terapeutico per il rimborso SSN, invece, lo compilano i centri individuati dalla Regione. Il primo colloquio informativo dura 10 minuti, è gratuito e non impegna a niente. Prenota il colloquio gratuito →

Ottobre 2023: la svolta per gli adulti con ADHD in Italia

Prima del 2023 il quadro per gli adulti era stretto. Nessun metilfenidato era autorizzato per chi riceveva la diagnosi da adulto, e nell’adulto il rimborso riguardava solo chi aveva cominciato la terapia prima dei 18 anni: dal 5 novembre 2021 Medikinet era rimborsato in questa continuità terapeutica, e Ritalin 10 mg lo è attraverso la Legge 648/96. Chi riceveva la diagnosi da adulto restava fuori dal rimborso.

Il 18 ottobre 2023 la Gazzetta Ufficiale n. 244 ha pubblicato l’estratto della determina AIFA n. 659/2023, efficace dal giorno successivo. Estende l’indicazione di Medikinet «alla popolazione adulta di nuova diagnosi» e stabilisce che la nuova indicazione è rimborsata dal Servizio sanitario nazionale «a condizioni di classe e prezzo invariate». Da allora un adulto che riceve la diagnosi può avere il metilfenidato a carico del SSN, con Medikinet.

La modifica, però, non significa accesso libero. Il metilfenidato è nella Tabella dei medicinali, sezione A, del testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90): si prescrive con ricetta ministeriale a ricalco, e il rimborso passa dal Piano Terapeutico di un centro individuato dalla Regione. Ci torniamo fra poco.

Il metilfenidato: come funziona davvero

In Italia il metilfenidato si trova con tre nomi: Ritalin, in compresse da 10 mg a rilascio immediato e nella versione Ritalin Effetto Prolungato in capsule; Medikinet; Equasym. Appartiene agli psicostimolanti. Secondo la scheda tecnica di Medikinet, si ritiene che blocchi la ricaptazione di noradrenalina e dopamina e che ne aumenti il rilascio: in parole semplici, rende più disponibili questi neurotrasmettitori fuori dai neuroni. La stessa scheda precisa che il meccanismo non è ancora stato dimostrato del tutto.

La parola «stimolante» spesso spaventa. Descrive la classe del farmaco, non l’effetto che una persona con ADHD si aspetta: l’obiettivo della terapia è ridurre i sintomi, e se funziona, a che dose e con quali controlli lo valuta lo specialista.

Le forme in commercio cambiano soprattutto nel modo in cui liberano il principio attivo. Nelle capsule di Medikinet e di Ritalin Effetto Prolungato metà della dose è a rilascio immediato e metà a rilascio modificato; in Equasym il rapporto è 30 e 70. Fra queste, per chi riceve la diagnosi da adulto è autorizzato solo Medikinet. Il confronto fra le due marche più cercate, con forme, autorizzazioni e rimborso, è in Ritalin o Medikinet: le differenze.

La dose non si trova al primo colpo. La scheda tecnica di Medikinet prevede una titolazione attenta, che parte dalla dose più bassa possibile con l’obiettivo di arrivare alla dose giornaliera più bassa che funziona; a ogni aggiustamento lo specialista controlla anche pressione arteriosa, frequenza cardiaca e l’eventuale comparsa o peggioramento di disturbi psichiatrici.

Come ottenere la prescrizione: il percorso in breve

Per avere il metilfenidato a carico del SSN servono due cose: una diagnosi formale di ADHD e il Piano Terapeutico, che un medico di un centro individuato dalla Regione compila sul sistema web dell’AIFA. Ogni Piano copre al massimo 6 cicli mensili, poi serve una rivalutazione. Chi può prescrivere, che ruolo ha il medico di base e come funziona la ricetta sono spiegati passo per passo in Ritalin e Medikinet da adulti: chi li prescrive in Italia.

Il primo passo resta la diagnosi, con una valutazione specialistica completa: per gli adulti la scheda tecnica di Medikinet chiede anche di verificare che i sintomi fossero presenti già nell’infanzia. Se non sai da dove cominciare, la pagina su come ottenere la diagnosi ADHD in Italia descrive i passaggi in dettaglio.

Nessun questionario apre un Piano Terapeutico, che resta in mano al centro, ma la nostra batteria di screening produce un profilo scritto che al primo colloquio rende più concreto il racconto delle difficoltà.

Metilfenidato vs atomoxetina vs lisdexamfetamina: le differenze

Questa guida confronta tre principi attivi, più un quarto non stimolante. In Italia, oltre che per il meccanismo d’azione, si distinguono per un fatto molto pratico: si trovano in farmacia oppure no.

Principio attivoMedicinali in commercio in ItaliaNegli adulti
Metilfenidato
stimolante
Ritalin, Ritalin Effetto Prolungato, Medikinet, EquasymMedikinet autorizzato e rimborsato anche alla prima diagnosi da adulto
Atomoxetina
non stimolante
nessuno: autorizzazione di Strattera revocata (GU n. 86 del 14 aprile 2026)accesso solo tramite importazione dall’estero, da valutare con lo specialista
Lisdexamfetamina
stimolante, profarmaco
nessuno: Minalix autorizzato (GU n. 138 del 17 giugno 2026) ma mai commercializzatoautorizzato negli adulti; prescrizione limitata ai centri ADHD individuati dalle Regioni
Guanfacina
non stimolante
nessuno: Paxneury autorizzato ma mai commercializzatosicurezza ed efficacia negli adulti non stabilite

Fonte: banca dati farmaci AIFA, consultata il 17 settembre 2026; Gazzetta Ufficiale per revoche e autorizzazioni; schede tecniche (RCP) dei medicinali.

Il metilfenidato è, fra questi, l’unico principio attivo con medicinali in farmacia, ed è fra quelli valutati negli studi sugli adulti, come si vede nella sezione sulla ricerca più sotto.

L’atomoxetina (ex Strattera) non è uno stimolante. In Italia però oggi non c’è un medicinale a base di atomoxetina: l’autorizzazione di Strattera è stata revocata (Gazzetta Ufficiale del 14 aprile 2026), e il Piano Terapeutico web AIFA per questo principio attivo è chiuso dal 23 dicembre 2024. Chi ne ha bisogno passa dall’importazione dall’estero, da valutare con lo specialista; in Emilia-Romagna, per esempio, un documento regionale del 2025 descrive un approvvigionamento centralizzato dall’estero.

Esiste anche un secondo non stimolante, la guanfacina: in Italia l’unico medicinale autorizzato, Paxneury, non è mai stato commercializzato, e la sua scheda tecnica indica che negli adulti sicurezza ed efficacia non sono stabilite. Cosa dicono i documenti ufficiali e gli studi sugli adulti è nella scheda su guanfacina e Intuniv in Italia.

La lisdexamfetamina è uno psicostimolante diverso dal metilfenidato: è un profarmaco che l’organismo trasforma in dexamfetamina, soprattutto nei globuli rossi. In Italia il suo medicinale si chiama Minalix, non Elvanse né Vyvanse. È autorizzato anche per gli adulti con sintomi presenti già nell’infanzia, ma al 17 settembre 2026 non è mai stato commercializzato, è in classe C(nn) e la prescrizione è limitata agli specialisti dei centri ADHD individuati dalle Regioni. Dosaggi, indicazioni e regime di prescrizione sono nella pagina sulla lisdexamfetamina autorizzata in Italia.

Qual è il farmaco migliore per l’ADHD negli adulti?

Non esiste un farmaco migliore per tutti gli adulti con ADHD: lo sceglie lo specialista sulla singola persona, e la scelta può anche essere di non usarne. Dipende dal profilo della persona, dalle altre condizioni presenti, dai farmaci già in uso, dalla storia clinica e da quello che in Italia si trova davvero in farmacia.

Gli studi dicono come si comportano i farmaci in media, non quale funzionerà su di te. Uno dei confronti più noti è la network meta-analisi di Cortese e colleghi, pubblicata su Lancet Psychiatry nel 2018, che negli adulti ha messo a confronto cinque principi attivi a circa 12 settimane dall’inizio. Qui sotto i risultati sugli adulti, accanto a cosa c’è oggi in Italia.

Principio attivoEfficacia rispetto al placeboAbbandoni per effetti indesideratiIn Italia (17 settembre 2026)
Amfetamine
lisdexamfetamina compresa
migliori del placebo: 0,79più abbandoninessun medicinale in commercio: Minalix, autorizzato anche negli adulti, e Amfexa, non autorizzato negli adulti, non sono mai stati commercializzati
Metilfenidatomigliore del placebo: 0,49più abbandoniin commercio; per chi riceve la diagnosi da adulto l’unico autorizzato e rimborsato è Medikinet
Bupropionemigliore del placebo: 0,46, con un intervallo di confidenza ampionessuna differenza significativain commercio, ma la scheda tecnica di Wellbutrin lo indica per la depressione maggiore, non per l’ADHD
Atomoxetinamigliore del placebo: 0,45più abbandoninessun medicinale: autorizzazione di Strattera revocata (GU n. 86 del 14 aprile 2026)
Modafinilnon migliore del placebopiù abbandoniin commercio come Provigil, indicato per la sonnolenza eccessiva della narcolessia, non per l’ADHD

Fonti: Cortese S e colleghi, Lancet Psychiatry 2018, analisi sugli adulti con i sintomi valutati dal clinico; banca dati farmaci AIFA e schede tecniche, consultate il 17 settembre 2026. I numeri sono differenze medie standardizzate: più sono alte, più il farmaco ha ridotto i sintomi rispetto al placebo, in media. Gli abbandoni sono confrontati con quelli del placebo.

Prima di leggere la tabella come una classifica, tre cose da sapere. Fra i farmaci attivi gli autori non hanno trovato differenze di tollerabilità, e nei confronti diretti le uniche differenze erano di efficacia, a favore delle amfetamine rispetto a modafinil, atomoxetina e metilfenidato. Sugli effetti a 26 e a 52 settimane i dati non bastavano: i risultati riguardano il breve periodo. E per bupropione e modafinil gli stessi autori invitano alla cautela, perché le stime sono molto incerte.

La conclusione dello studio, le amfetamine come prima scelta negli adulti per il trattamento a breve termine, descrive una media fra migliaia di persone e non una prescrizione. In Italia, poi, al 17 settembre 2026 nessun medicinale a base di amfetamine è in farmacia, e per chi riceve la diagnosi da adulto il metilfenidato rimborsato dal SSN è Medikinet. Se un farmaco ha senso, quale e a che dose lo stabilisce lo specialista, che lo rivaluta nel tempo. I dettagli dello studio sono nella sezione cosa dice la ricerca scientifica.

Effetti collaterali: cosa aspettarsi (onestamente)

Il metilfenidato non è privo di effetti indesiderati, e saperlo prima aiuta a riconoscerli e a parlarne. Fra quelli elencati nella scheda tecnica di Medikinet ci sono calo dell’appetito, insonnia, mal di testa, palpitazioni, aumento della frequenza cardiaca e variazioni della pressione arteriosa.

Stai pensando di prenotare una valutazione?

Porta in visita il profilo del nostro screening gratuito: non è una diagnosi, ma è un punto di partenza in più.

Fai il Test ADHD gratuito →

Per questo, prima di iniziare, lo specialista valuta la condizione cardiovascolare: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, farmaci già in uso, storia familiare di morte cardiaca improvvisa. La scheda tecnica prevede anche che, dove la pratica nazionale lo richieda, per un adulto che inizia Medikinet si chieda prima il parere di un cardiologo. Durante la terapia pressione e frequenza cardiaca si registrano a ogni aggiustamento della dose e poi almeno ogni 6 mesi, e negli adulti va controllato regolarmente il peso.

Se compare un effetto che ti preoccupa, la strada giusta è parlarne con lo specialista, non modificare o sospendere il farmaco da soli. Vale anche per l’umore: la scheda tecnica chiede di controllare a ogni aggiustamento della dose la comparsa o il peggioramento di disturbi psichiatrici, quindi un cambiamento che noti su di te è un’informazione utile da riferire.

Il farmaco, infine, non lavora da solo. La scheda del Piano Terapeutico AIFA per il metilfenidato lo descrive come un trattamento da usare quando gli interventi psicosociali e comportamentali, da soli, non bastano: non li sostituisce.

Cosa dice la ricerca scientifica

Lo studio più citato sul confronto fra i farmaci per l’ADHD è una revisione sistematica con network meta-analisi pubblicata nel 2018 su Lancet Psychiatry da Cortese e colleghi. Ha incluso 133 studi randomizzati in doppio cieco, di cui 51 sugli adulti; l’analisi dell’efficacia a circa 12 settimane si basa su 8.131 adulti.

Negli adulti, secondo le valutazioni dei clinici, sono risultati migliori del placebo le amfetamine, il metilfenidato, il bupropione e l’atomoxetina, con una differenza media standardizzata rispetto al placebo di 0,79 per le amfetamine, 0,49 per il metilfenidato, 0,46 per il bupropione e 0,45 per l’atomoxetina; il modafinil no. Sulla tollerabilità, negli adulti amfetamine, metilfenidato, atomoxetina e modafinil hanno portato più persone del placebo a lasciare lo studio per effetti indesiderati. Gli autori concludono che, per il trattamento a breve termine, la prima scelta dovrebbe essere il metilfenidato nei bambini e negli adolescenti e le amfetamine negli adulti, e chiedono studi sugli effetti a lungo termine.

Per chi vive in Italia c’è un dettaglio che conta: al 17 settembre 2026 nessun medicinale a base di amfetamine è in commercio, perché Minalix e la dexamfetamina Amfexa sono autorizzati ma mai commercializzati. Nella pratica, fra i medicinali autorizzati in Italia per l’ADHD, quelli che si trovano in farmacia sono a base di metilfenidato.

Altri dati arrivano da grandi studi osservazionali, che mostrano associazioni e non rapporti di causa. Uno studio su oltre 2,3 milioni di pazienti con ADHD negli Stati Uniti ha trovato, nei mesi in cui ricevevano farmaci per l’ADHD rispetto ai mesi senza, un rischio di incidenti stradali con accesso al pronto soccorso più basso del 38% negli uomini e del 42% nelle donne. Un secondo studio, su quasi 3 milioni di adolescenti e adulti, ha trovato nei mesi in cui ricevevano stimolanti o atomoxetina una probabilità di accessi in pronto soccorso legati alle sostanze più bassa del 35% negli uomini e del 31% nelle donne. Entrambi riguardano i farmaci per l’ADHD nel loro insieme, non il solo metilfenidato.

Questo non significa che il farmaco basti da solo, né che funzioni per tutti allo stesso modo. Significa che questi studi, con i loro limiti, sono uno degli elementi che lo specialista mette sul piatto quando valuta con te se e come iniziare una terapia.

menu_book Fonti scientifiche (da PubMed)

Cortese S, Adamo N, Del Giovane C, et al. Comparative efficacy and tolerability of medications for attention-deficit hyperactivity disorder in children, adolescents, and adults: a systematic review and network meta-analysis. Lancet Psychiatry. 2018;5(9):727-738.
PMID: 30097390  ·  DOI: 10.1016/S2215-0366(18)30269-4

Chang Z, Quinn PD, Hur K, et al. Association Between Medication Use for Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder and Risk of Motor Vehicle Crashes. JAMA Psychiatry. 2017;74(6):597-603.
PMID: 28492937  ·  DOI: 10.1001/jamapsychiatry.2017.0659

Quinn PD, Chang Z, Hur K, et al. ADHD Medication and Substance-Related Problems. American Journal of Psychiatry. 2017;174(9):877-885.
PMID: 28659039  ·  DOI: 10.1176/appi.ajp.2017.16060686

Fra i marchi di metilfenidato che circolano nei contenuti internazionali ce n’è uno che in Italia non si trova: ne parliamo in Concerta in Italia.

Quanto si prescrive davvero in Italia: i dati AIFA di agosto 2026

Il 6 agosto 2026 l’AIFA ha pubblicato il Rapporto OsMed 2025, la fotografia annuale sull’uso dei farmaci in Italia. È la fonte da mettere sul tavolo quando qualcuno sostiene che ormai si prescrive a tutti. Prima dei numeri serve però una precisazione, e non è un dettaglio: i dati del comunicato sui farmaci per l’ADHD riguardano la popolazione pediatrica, cioè gli under 18, e il comunicato non riporta una cifra equivalente per gli adulti. Quello che segue descrive quindi il contesto italiano, non quanto si prescriva agli adulti di cui parla questa guida.

Indicatore (popolazione under 18, anno 2025)Valore
Metilfenidato, fra gli incrementi più marcati+28,9%
Crescita della prevalenza d’uso di psicofarmaci nell’ultimo anno+12,1%
Prevalenza d’uso di psicofarmaci0,64%, circa 6,4 bambini su 1.000
Andamento rispetto al 2016consumi triplicati
Aripiprazolo, risperidone, sertralina+14,6%, +13,3%, +9,6%
Regioni del Centro rispetto alla media nazionaleoltre il 50% in più

Il secondo blocco di dati è quello che nel dibattito pubblico manca quasi sempre, ed è il confronto internazionale sulla prevalenza d’uso di psicofarmaci in età pediatrica:

  • Italia: 0,64%
  • Francia: 1,61%, circa due volte e mezza l’Italia
  • Stati Uniti: oltre il 24%

Messi insieme, i due blocchi dicono la stessa cosa. La crescita italiana è reale e va sorvegliata, ma parte da una base bassa e resta lontana dai paesi con cui ci si confronta di solito: una percentuale grande calcolata su numeri piccoli resta un numero piccolo. Vale la pena tenerlo a mente quando si legge il titolo di giornale sul singolo aumento. Per l’adulto che sta leggendo questa guida, però, questi numeri dicono poco: il passaggio pratico resta arrivare alla diagnosi, che viene prima del Piano Terapeutico.

description Fonte istituzionale

AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco. Rapporto OsMed 2025, L’uso dei Farmaci in Italia. Comunicato stampa n. 30/2026, 6 agosto 2026.
aifa.gov.it

Domande che nessuno ti risponde

«Se prendo il farmaco, ne avrò bisogno per sempre?» Non c’è una durata stabilita in anticipo. È una decisione clinica che si rivaluta nel tempo con lo specialista: la scheda tecnica di Medikinet chiede al medico, quando la terapia dura più di 12 mesi, di rivalutarne periodicamente l’utilità, e per il rimborso il Piano Terapeutico prevede comunque una rivalutazione ogni 6 cicli mensili. C’è chi prosegue a lungo, chi fa pause concordate, chi smette: la risposta giusta è quella decisa con chi ti segue.

«Il farmaco cambierà la mia personalità?» È una domanda legittima, e merita una risposta seria più che una rassicurazione generica. Lo scopo della terapia è ridurre i sintomi, non cambiare chi sei. Proprio per questo la scheda tecnica chiede di controllare a ogni aggiustamento della dose la comparsa o il peggioramento di disturbi psichiatrici, fra cui ansia e depressione: se ti senti diverso in un modo che non ti piace, è un’informazione da portare allo specialista, non qualcosa da sopportare in silenzio.

Un’altra domanda che circola molto riguarda la dipendenza. Il metilfenidato ha un potenziale di abuso, ed è per questo che sta fra i medicinali stupefacenti e si prescrive con ricetta ministeriale a ricalco: la scheda tecnica indica che l’abuso cronico può portare a tolleranza e dipendenza psicologica, e chiede di monitorare il rischio di uso improprio. Nei mesi in cui le persone ricevevano farmaci per l’ADHD, però, il grande studio osservazionale citato sopra ha trovato meno accessi in pronto soccorso legati alle sostanze, non di più.

Infine: quanto costa, effettivamente? Con un Piano Terapeutico valido il medicinale è a carico del SSN e resta l’eventuale ticket regionale. A prezzo pieno una confezione da 30 capsule di Medikinet costa da 17,94 a 69,09 euro secondo il dosaggio (lista AIFA del 30 aprile 2026). Un codice di esenzione per patologia dedicato all’ADHD non esiste. Tutti i prezzi, compreso Ritalin Effetto Prolungato, e un esempio di costo annuale sono nella guida su quanto costa il metilfenidato con il SSN.

Il farmaco è il punto di arrivo o di partenza?

C’è una tentazione, comprensibile, di vedere il farmaco come la soluzione finale. Dopo anni di difficoltà senza un nome, finalmente qualcosa che può aiutare: è normale volersi aggrappare a quella prospettiva. Ma il metilfenidato resta uno strumento, da usare dentro un percorso.

Capire i sintomi dell’ADHD negli adulti aiuta a distinguere quello su cui il farmaco può incidere da quello che richiede lavoro psicologico e comportamentale. Le abitudini costruite in anni di ADHD non riconosciuto non cambiano da sole: servono tempo, consapevolezza e spesso un supporto strutturato.

Per Marco, l’esempio da cui siamo partiti, la domanda più utile da portare allo specialista non sarebbe «quale pillola», ma «che cosa voglio riuscire a fare di diverso». È una domanda che vale per chiunque stia valutando una terapia.

Se ti stai chiedendo se il tuo funzionamento potrebbe essere compatibile con una diagnosi di ADHD, e se questo percorso potrebbe avere senso per te, il primo passo non è la farmacia. È capire dove sei, con gli strumenti giusti. Da lì, ogni decisione successiva diventa più chiara.

Vuoi capire se i tuoi schemi di funzionamento sono compatibili con l’ADHD?

Prima di qualunque decisione terapeutica, serve sapere dove sei. Il nostro percorso comprende l’ASRS v1.1 dell’OMS e ti restituisce un profilo scritto da portare allo specialista. Non sostituisce una diagnosi, ma è un primo passo strutturato e informato.

Fai lo screening ADHD gratuito

Il primo passo è capire dove sei oggi

Cinque questionari di screening, gratuiti e in italiano. Non è una diagnosi, e ti chiediamo un indirizzo email.

Fai il Test ADHD gratuito →

Domande frequenti

Il metilfenidato dà dipendenza?expand_more

Il metilfenidato ha un potenziale di abuso: per questo in Italia è fra i medicinali stupefacenti del DPR 309/90, si prescrive con ricetta ministeriale a ricalco e la scheda tecnica chiede allo specialista di monitorare il rischio di uso improprio. Un grande studio osservazionale su quasi 3 milioni di adolescenti e adulti negli Stati Uniti ha trovato, nei mesi in cui ricevevano farmaci per l’ADHD, meno accessi in pronto soccorso legati alle sostanze, non di più: è un’associazione, non una prova di causa. Non va mai iniziato, modificato o sospeso di propria iniziativa.

Quanto tempo ci mette il metilfenidato a fare effetto?expand_more

La scheda tecnica di Medikinet indica che l’effetto compare entro un’ora dall’assunzione, se la dose è sufficiente. Trovare la dose giusta richiede invece più tempo: la scheda prevede di partire dalla dose più bassa possibile e di aumentarla per gradi, di settimana in settimana, con controlli a ogni aggiustamento, fino alla dose più bassa che controlla bene i sintomi. Tempi e dosi li stabilisce lo specialista.

Si possono prendere i farmaci per l’ADHD per sempre?expand_more

Non c’è una durata stabilita in anticipo: è una decisione clinica che si rivaluta nel tempo con lo specialista. La scheda tecnica di Medikinet chiede al medico, quando la terapia dura più di 12 mesi, di rivalutarne periodicamente l’utilità, e per il rimborso il Piano Terapeutico AIFA prevede una rivalutazione ogni 6 cicli mensili.

Quale metilfenidato è rimborsato a un adulto in Italia?expand_more

Per chi riceve la diagnosi da adulto è Medikinet, rimborsato dal SSN dal 19 ottobre 2023 con il Piano Terapeutico di un centro individuato dalla Regione. Ritalin 10 mg è rimborsato all’adulto solo se era già in terapia prima dei 18 anni, con la Legge 648/96, ed Equasym solo sotto i 18 anni.

Qual è il farmaco migliore per l’ADHD negli adulti?expand_more

Non esiste un farmaco migliore per tutti: lo sceglie lo specialista sulla singola persona, e la scelta può anche essere di non usarne. Nella meta-analisi di Cortese e colleghi (Lancet Psychiatry, 2018) negli adulti le amfetamine hanno mostrato in media l’efficacia più alta, mentre metilfenidato, bupropione e atomoxetina hanno avuto effetti medi simili fra loro; amfetamine, metilfenidato, atomoxetina e modafinil hanno però portato più persone del placebo a lasciare lo studio per effetti indesiderati. In Italia, al 17 settembre 2026, nessun medicinale a base di amfetamine è in commercio, e per chi riceve la diagnosi da adulto il metilfenidato autorizzato e rimborsato è Medikinet.

Chi ha l’ADHD deve per forza prendere farmaci?expand_more

No. I farmaci sono una possibilità, non un obbligo, e se usarli si decide con lo specialista. La scheda AIFA del Piano Terapeutico per il metilfenidato, per esempio, descrive questo farmaco come un trattamento da usare quando gli interventi psicosociali e comportamentali, da soli, non bastano. Cosa dicono le prove sulle diverse strade, farmaci compresi, è spiegato nella guida su come si cura l’ADHD.

Come si chiamano i farmaci per l’ADHD in Italia?expand_more

Al 17 settembre 2026, fra i medicinali autorizzati per l’ADHD, in farmacia ci sono solo quelli a base di metilfenidato: Ritalin, in compresse da 10 mg e nella versione Ritalin Effetto Prolungato, Medikinet ed Equasym. Per chi riceve la diagnosi da adulto l’unico autorizzato e rimborsato è Medikinet. Minalix, a base di lisdexamfetamina, è autorizzato ma non è mai stato commercializzato, e Strattera, a base di atomoxetina, non ha più l’autorizzazione. Elvanse, Vyvanse, Concerta e Intuniv non compaiono nella banca dati farmaci AIFA.