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Guanfacina e Intuniv in Italia: per chi è autorizzata e con quali limiti

La guanfacina non è uno stimolante: agisce su un recettore diverso e con tempi diversi. In Europa è autorizzata dai 6 ai 17 anni, quando gli stimolanti non sono adatti. In Italia il medicinale classificato dall’AIFA si chiama Paxneury ed è in classe C(nn). Qui trovi cosa dicono i documenti ufficiali, cosa dice la ricerca sugli adulti e come si colloca rispetto agli altri farmaci.

calendar_today6 settembre 2026 schedule11 min di lettura verified4 studi peer-reviewed
Una compressa e un blister accanto a un bicchiere d’acqua e a un piccolo orologio da tavolo in legno, su una tovaglia color crema
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il giudizio clinico. Nessuna terapia va iniziata, sospesa o modificata senza il proprio specialista. Le informazioni regolatorie citate provengono dai documenti dell’Agenzia europea per i medicinali e dalla Gazzetta Ufficiale, e si riferiscono alla data di pubblicazione di questo articolo: autorizzazioni e classificazioni possono cambiare.

In breve: la guanfacina è autorizzata in Europa per l’ADHD solo dai 6 ai 17 anni, e solo quando gli stimolanti non sono idonei, non sono tollerati o si sono dimostrati inefficaci; negli adulti non ha indicazione. Il marchio originale è Intuniv; in Italia il medicinale classificato dall’AIFA è Paxneury, il generico europeo, in classe C(nn), cioè non ancora valutato per la rimborsabilità, mai commercializzato e senza un prezzo italiano ufficiale. Non è uno stimolante: agisce sui recettori alfa-2A, la dose si raggiunge per gradi e richiede sorveglianza cardiovascolare. Qualunque terapia parte comunque da una diagnosi, e la fa uno specialista.

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Guanfacina in Italia: la risposta in breve

Chi cerca questa molecola vuole sapere tre cose. La guanfacina è autorizzata in Europa per l’ADHD solo dai 6 ai 17 anni, e solo quando gli stimolanti non sono idonei, non sono tollerati o si sono dimostrati inefficaci. Il marchio originale è Intuniv, autorizzato il 17 settembre 2015.

Negli adulti non è autorizzata. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto è esplicito, e più avanti lo riportiamo alla lettera. Quello che si legge online sull’uso negli adulti non corrisponde a un’indicazione autorizzata in Europa.

In Italia esiste un medicinale a base di guanfacina classificato dall’AIFA, e non si chiama Intuniv: si chiama Paxneury, è il generico europeo di Intuniv ed è in classe C(nn), cioè non ancora valutato ai fini della rimborsabilità. Da qui anche la risposta sul prezzo, che in forma ufficiale non esiste.

Se sospetti di avere l’ADHD e stai già guardando i farmaci, manca un gradino. Il nostro percorso di screening gratuito restituisce un profilo da portare allo specialista: non è una diagnosi, ma trasforma un sospetto in qualcosa di discutibile.

Che cos’è la guanfacina e perché non è uno stimolante

La guanfacina nasce come antipertensivo, nota da decenni per abbassare la pressione: l’uso nell’ADHD è arrivato dopo. Tecnicamente è un agonista selettivo dei recettori alfa-2A adrenergici: la scheda tecnica europea precisa che ha un’affinità da 15 a 20 volte superiore per questo sottotipo rispetto ai sottotipi alfa-2B e alfa-2C, e che non è uno stimolante. Il meccanismo nell’ADHD non è del tutto chiarito: la ricerca preclinica suggerisce che moduli i segnali nella corteccia prefrontale e nei gangli della base, agendo sulla trasmissione noradrenergica.

La differenza con gli stimolanti è netta anche sul piano delle regole: metilfenidato e lisdexamfetamina sono nelle tabelle degli stupefacenti e richiedono la ricetta ministeriale a ricalco, mentre per Paxneury la determina AIFA prevede la ricetta limitativa non ripetibile (RNRL). E la dose non si imposta subito: si raggiunge con una titolazione graduale, settimana dopo settimana. Il rovescio è che l’effetto antipertensivo resta: stimolando i recettori alfa-2A riduce gli impulsi simpatici verso cuore e vasi, con calo delle resistenze periferiche, della pressione e della frequenza cardiaca.

Questo spiega la sorveglianza cardiovascolare di cui parliamo più avanti, e perché non sia intercambiabile con l’altro non stimolante, l’atomoxetina, che inibisce la ricaptazione della noradrenalina: due modi diversi di lavorare sullo stesso neurotrasmettitore.

Per chi è autorizzata in Europa: Intuniv, dai 6 ai 17 anni

L’indicazione va letta parola per parola. Intuniv è indicato per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini e negli adolescenti dai 6 ai 17 anni per i quali gli stimolanti non sono idonei, non sono tollerati o si sono dimostrati inefficaci.

Due conseguenze. Non è un farmaco di prima linea nemmeno in età pediatrica: è l’opzione che si apre quando la strada degli stimolanti si chiude. E la fascia di età è chiusa a diciassette anni.

C’è poi una clausola che si tende a saltare: il farmaco va usato dentro un programma terapeutico completo, con misure psicologiche, educative e sociali. Il medicinale è un pezzo dell’intervento, non l’intervento.

Intuniv esiste in compresse a rilascio prolungato da 1, 2, 3 e 4 mg. La scheda tecnica prevede che il trattamento cominci dal dosaggio più basso e salga per gradi, settimana dopo settimana, con una titolazione decisa e controllata dallo specialista.

Guanfacina in Italia: Paxneury, la determina AIFA e la classe C(nn)

La risposta è più articolata di un sì o di un no, e conviene distinguere due piani. Intuniv e il suo generico sono autorizzati con procedura centralizzata, quindi l’autorizzazione vale in tutta l’Unione, Italia compresa. Ma perché una confezione arrivi in farmacia servono anche i codici AIC nazionali e una classificazione ai fini della rimborsabilità decisa dall’AIFA.

Su questo secondo piano c’è un atto preciso. Con determina del 30 aprile 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 117 del 22 maggio 2025, l’AIFA ha classificato Paxneury, guanfacina, codice ATC C02AC02, titolare Neuraxpharm Pharmaceuticals S.L.: il generico europeo di Intuniv, autorizzato nel febbraio 2025. Le informazioni che contano stanno nell’atto.

  • Dosaggi. Sette concentrazioni in compresse a rilascio prolungato, da 1 a 7 mg, tre in più di Intuniv.
  • Codici AIC. Dal 051983017 al 051983070, uno per dosaggio.
  • Rimborsabilità. Classe C(nn), la sezione dei farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità, in attesa che l’azienda chieda una diversa classificazione.
  • Fornitura. RNRL: prescrizione limitativa, da rinnovare volta per volta, su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti neuropsichiatra, pediatra, psichiatra.
  • Avvio. Il trattamento deve iniziare sotto la supervisione di uno specialista dei disturbi comportamentali dell’infanzia o dell’adolescenza.

Vale la stessa avvertenza scritta per Minalix, il primo medicinale a base di lisdexamfetamina autorizzato in Italia: una determina dice che il medicinale può essere venduto qui, non che una scatola sia già sullo scaffale. In mezzo c’è la commercializzazione effettiva, che dipende dall’azienda e dalla distribuzione.

Lo strumento per verificarlo è pubblico: la banca dati dei medicinali dell’AIFA riporta, confezione per confezione, se risulta in commercio, non in commercio, carente o mai commercializzata, e si cerca per nome o per codice AIC. Se ti serve una risposta valida oggi, quella e il farmacista sono le fonti, non un articolo. All’ultima verifica, il 17 settembre 2026, tutte e sette le confezioni di Paxneury risultavano mai commercializzate, e Intuniv non compariva nella banca dati.

Prezzo e rimborso: perché un prezzo italiano non c’è

Non risulta pubblicato un prezzo al pubblico italiano negoziato per la guanfacina, e non è un’omissione: è la conseguenza diretta della classificazione.

La classe C(nn) è la sezione dei farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità. Finché un medicinale resta lì non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, il costo ricade sul paziente e non esiste una cifra ufficiale italiana. Quelle online arrivano da listini esteri o da stime.

La C(nn) non è però una classificazione definitiva: la determina la adotta in attesa che l’azienda presenti una domanda di diversa classificazione. Per capire fasce, ticket ed esenzioni quando il rimborso c’è, il paragone è la molecola rimborsata da tempo: lo spieghiamo nella guida sul costo del metilfenidato e l’esenzione dal ticket.

Negli adulti è fuori indicazione: cosa dicono i documenti e gli studi

Qui la scheda tecnica europea non lascia spazio. Riportiamo la frase tradotta senza aggiunte: la sicurezza e l’efficacia della guanfacina negli adulti e negli anziani con ADHD non sono state stabilite, pertanto la guanfacina non deve essere usata in questo gruppo.

Un medico può valutare un uso fuori indicazione, ma è una decisione clinica che ricade sotto la sua responsabilità e non si prende leggendo un articolo. Resta la domanda legittima: cosa dice la ricerca sugli adulti. Le prove ci sono, ma sono poche e non concordi.

Lo studio più ampio fra quelli citati è giapponese, di fase 3, pubblicato nel 2020 sul Journal of Clinical Psychiatry: 201 adulti randomizzati a guanfacina a rilascio prolungato (101) o placebo (100), titolazione da 2 mg fino a 4-6 mg al giorno, dieci settimane. La riduzione dei sintomi è stata significativamente maggiore con guanfacina, con dimensione dell’effetto 0,52. Il dato da leggere insieme al primo: eventi avversi nell’81,2% dei casi contro il 62,0%, e interruzioni per eventi avversi nel 19,8% contro il 3,0%, soprattutto sonnolenza, sete, calo della pressione, capogiro posturale e stitichezza.

Uno studio statunitense del 2016 ha aggiunto guanfacina, da 1 a 6 mg, alla terapia stimolante già in corso in 26 adulti, contro placebo: entrambi i gruppi sono migliorati, ma i due trattamenti non si sono differenziati per efficacia, sicurezza o tollerabilità. Più indietro, uno studio del 2001 su 17 adulti aveva rilevato una riduzione dei sintomi rispetto al placebo, con dose media di 1,10 mg: gli autori stessi lo definiscono preliminare.

Il quadro d’insieme arriva dalla meta-analisi in rete su Lancet Psychiatry del 2018, che ha incluso 133 studi randomizzati e ha considerato anche la guanfacina: negli adulti sono risultati superiori al placebo sui sintomi valutati dal clinico le anfetamine, il metilfenidato, il bupropione e l’atomoxetina. La guanfacina non compare in quell’elenco, e nei bambini e negli adolescenti risulta meno tollerata del placebo per abbandoni dovuti a effetti indesiderati.

Senza forzarlo: c’è un segnale di efficacia negli adulti, ma non la massa di prove che ha portato altri farmaci a un’indicazione per l’età adulta. Chi vuole discuterne farà bene ad arrivare in visita con i sintomi già ordinati, ed è a questo che serve il nostro screening in cinque strumenti.

Effetti indesiderati, titolazione e sospensione

Il profilo di effetti indesiderati deriva in buona parte dalla natura di antipertensivo della molecola. Secondo la scheda europea del prodotto, gli effetti molto comuni, cioè in almeno una persona su dieci, sono sonnolenza, cefalea, dolore addominale e affaticamento. La stessa scheda dà anche le percentuali: sonnolenza in circa quattro pazienti su dieci, cefalea in più di un quarto, stanchezza in circa uno su cinque, dolore alla parte alta dell’addome e sedazione intorno a uno su dieci.

Fra gli effetti comuni compaiono sedazione, capogiro, letargia, riduzione dell’appetito, aumento di peso, irritabilità, disturbi del sonno, ansia, umore depresso, disturbi gastrointestinali, secchezza delle fauci, enuresi e, sul versante cardiovascolare, bradicardia, ipotensione e ipotensione ortostatica. Fra i non comuni: sincope, capogiro posturale, blocco atrioventricolare di primo grado, tachicardia e prolungamento del QT.

Da qui tre conseguenze pratiche che la scheda tecnica mette nero su bianco.

  1. Valutazione prima di iniziare. Serve a individuare chi è più a rischio di sedazione, ipotensione, bradicardia, prolungamento del QT e aumento ponderale: stato cardiovascolare, pressione, frequenza cardiaca, farmaci concomitanti, anamnesi personale e familiare, incluso il rilievo di morte cardiaca improvvisa in famiglia.
  2. Titolazione lenta e monitoraggio. Si parte dal dosaggio più basso e si sale per gradi, settimana dopo settimana, secondo lo schema deciso dallo specialista. Il controllo di pressione e frequenza è settimanale durante la titolazione, poi almeno ogni tre mesi nel primo anno e ogni sei mesi in seguito.
  3. La sospensione non si improvvisa. Pressione e frequenza possono risalire, e sono stati segnalati casi molto rari di encefalopatia ipertensiva dopo interruzione brusca. La scheda prescrive di ridurre la dose gradualmente, a piccoli passi distanziati di alcuni giorni, monitorando pressione e polso.

C’è infine un avvertimento da non trascurare: la guanfacina può avere un’influenza da moderata a grave sulla capacità di guidare e usare macchinari, soprattutto all’inizio.

Guanfacina, atomoxetina, metilfenidato e lisdexamfetamina a confronto

Molta confusione nasce dal mettere sullo stesso piano molecole con storie regolatorie diverse. La tabella le separa: cosa sono, se sono stimolanti, per quale età sono autorizzate e dove stanno nel percorso italiano.

Molecola Classe Stimolante Età autorizzata Stato in Italia
Guanfacina (Intuniv, Paxneury) Agonista alfa-2A adrenergico No 6-17 anni, se gli stimolanti non sono idonei Paxneury classificato il 30 aprile 2025, classe C(nn), fornitura RNRL
Atomoxetina Inibitore selettivo della ricaptazione della noradrenalina No Dai 6 anni e negli adulti Nessun medicinale a base di atomoxetina nella banca dati AIFA al 17 settembre 2026; autorizzazione di Strattera revocata (G.U. del 14 aprile 2026) e Piano Terapeutico web AIFA chiuso dal 23 dicembre 2024
Metilfenidato Inibitore della ricaptazione di dopamina e noradrenalina Sì, sostanza controllata Dai 6 anni e negli adulti In commercio in più formulazioni, rimborsabile con Piano Terapeutico; per la prima diagnosi da adulto il medicinale rimborsato è Medikinet
Lisdexamfetamina Profarmaco anfetaminico Sì, sostanza controllata Dai 6 anni dopo risposta inadeguata al metilfenidato, e adulti Minalix autorizzato il 9 giugno 2026, classe C(nn), ricetta ministeriale a ricalco, mai commercializzato al 17 settembre 2026

Quello che la tabella rende visibile è la posizione anomala della guanfacina per l’adulto: è l’unica delle quattro a non avere alcuna indicazione europea per l’età adulta. Le altre tre, con condizioni diverse, ce l’hanno.

Il quadro completo delle opzioni per l’adulto è in farmaci ADHD per adulti in Italia; sulla lisdexamfetamina, in Elvanse e Vyvanse in Italia.

Se sei in cura all’estero con Intuniv e torni in Italia

È la seconda ragione più frequente per cui si cerca questa pagina. La continuità terapeutica non passa dal marchio, ma dal principio attivo, dal dosaggio e dalla documentazione clinica: chi rientra con una prescrizione estera non deve procurarsi quella scatola, deve trovare uno specialista italiano che valuti il quadro e imposti la prosecuzione con ciò che è prescrivibile qui.

C’è una complicazione specifica, meglio saperla prima: chi compie diciotto anni durante la terapia esce dalla fascia di età autorizzata. Non significa che la terapia si interrompa da un giorno all’altro, ma che la prosecuzione diventa una decisione clinica da discutere, e che l’eventuale sospensione segue la procedura graduale descritta sopra.

Al primo appuntamento servono la documentazione diagnostica originale, la storia dei dosaggi e delle risposte, gli effetti collaterali e, se monitorati, pressione e frequenza cardiaca.

Come si arriva a una terapia per l’ADHD in Italia

Il percorso ha un prerequisito non aggirabile: serve una diagnosi formale. Nessun medico imposta una terapia su un sospetto o su un test online, incluso il nostro.

Dopo la diagnosi la prescrizione spetta a uno specialista. Per la guanfacina la fornitura RNRL la riserva a centri ospedalieri o a specialisti neuropsichiatra, pediatra o psichiatra, con ricetta da rinnovare ogni volta. Per i farmaci rimborsati entra in gioco il Piano Terapeutico del centro individuato dalla Regione, che è la condizione per il rimborso da parte del SSN.

Se non hai ancora una diagnosi, l’iter nel pubblico e nel privato è in come ottenere la diagnosi di ADHD in Italia. Se parti da zero, la sequenza è breve.

  1. Screening orientativo. I cinque test del percorso, basati su strumenti come la scala ASRS v1.1 dell’OMS, sono gratuiti, richiedono l’email e restituiscono un profilo scritto. Non è una diagnosi, è materiale per la visita.
  2. Valutazione specialistica. La diagnosi la formula uno specialista dopo una valutazione clinica. Un colloquio informativo gratuito di 10 minuti con un professionista di GAM Medical, in videochiamata, serve a capire se ha senso una valutazione: in quei minuti non si fanno diagnosi né ricette.
  3. Discussione terapeutica. Con la diagnosi, lo specialista valuta quale opzione abbia senso, in base a profilo, comorbilità, storia cardiovascolare e tollerabilità.

L’ordine non è formale: chi salta il primo passo arriva in visita con una domanda su un farmaco, chi lo fa arriva con una descrizione dei propri sintomi. Il primo test richiede circa 5 minuti.

Fonti scientifiche e istituzionali

Le informazioni regolatorie provengono dall’Agenzia europea per i medicinali e dalla Gazzetta Ufficiale; gli studi sono peer-reviewed. Autorizzazioni e classificazioni possono cambiare.

  • European Medicines Agency. Intuniv (guanfacine): EPAR, autorizzazione del 17 settembre 2015. ema.europa.eu
  • European Medicines Agency. Intuniv: riassunto delle caratteristiche del prodotto, sezioni 4.1, 4.2, 4.4, 4.7, 4.8 e 5.1. Informazioni sul prodotto (PDF, in inglese)
  • European Medicines Agency. Paxneury (guanfacine): EPAR, generico di Intuniv, autorizzazione del 26 febbraio 2025. ema.europa.eu
  • Agenzia Italiana del Farmaco. Classificazione, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, della legge 8 novembre 2012, n. 189, del medicinale a base di guanfacina «Paxneury». Determina del 30 aprile 2025, in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 117 del 22 maggio 2025. gazzettaufficiale.it
  • Iwanami A et al. (2020). Efficacy and Safety of Guanfacine Extended-Release in the Treatment of Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder in Adults: Results of a Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Study. Journal of Clinical Psychiatry, 81(3):19m12979. DOI 10.4088/JCP.19m12979
  • Cortese S et al. (2018). Comparative efficacy and tolerability of medications for attention-deficit hyperactivity disorder in children, adolescents, and adults: a systematic review and network meta-analysis. Lancet Psychiatry, 5(9):727-738. DOI 10.1016/S2215-0366(18)30269-4
  • Butterfield ME et al. (2016). Supplementary guanfacine hydrochloride as a treatment of attention deficit hyperactivity disorder in adults: A double blind, placebo-controlled study. Psychiatry Research, 236:136-141. DOI 10.1016/j.psychres.2015.12.017
  • Taylor FB, Russo J (2001). Comparing guanfacine and dextroamphetamine for the treatment of adult attention-deficit/hyperactivity disorder. Journal of Clinical Psychopharmacology, 21(2):223-228. DOI 10.1097/00004714-200104000-00015

Domande frequenti su guanfacina e Intuniv

La guanfacina è disponibile in Italia?

Un medicinale a base di guanfacina classificato dall’AIFA esiste: si chiama Paxneury, classificato con determina del 30 aprile 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2025. È però in classe C(nn), cioè non ancora valutato ai fini della rimborsabilità, e una classificazione non equivale a una confezione sullo scaffale: al 17 settembre 2026 la banca dati dei medicinali dell’AIFA riporta tutte le sue confezioni come mai commercializzate.

Intuniv è disponibile in Italia?

Intuniv ha un’autorizzazione europea, rilasciata il 17 settembre 2015, che vale anche per l’Italia. Perché una confezione sia venduta in farmacia servono però i passaggi italiani: codici AIC nazionali e classificazione ai fini della rimborsabilità. Il prodotto a base di guanfacina classificato dall’AIFA con codici AIC italiani è Paxneury, il generico di Intuniv, e al 17 settembre 2026 nella banca dati AIFA Intuniv non compare.

La guanfacina è efficace per l’ADHD?

Dai 6 ai 17 anni l’efficacia è stata ritenuta sufficiente dall’Agenzia europea per i medicinali, con l’indicazione riservata a chi non può usare gli stimolanti. Negli adulti le prove sono più scarse: uno studio giapponese di fase 3 su 201 partecipanti ha mostrato un miglioramento significativo rispetto al placebo, un piccolo studio statunitense su 26 adulti in aggiunta agli stimolanti non ha trovato differenze.

Si può usare la guanfacina negli adulti con ADHD?

Non nell’indicazione autorizzata. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto di Intuniv dice che sicurezza ed efficacia della guanfacina negli adulti e negli anziani con ADHD non sono state stabilite e che pertanto non deve essere usata in questo gruppo. Un medico può prescrivere fuori indicazione, ma è una decisione clinica che segue regole precise e ricade sotto la sua responsabilità.

Quanto costa Intuniv in Italia?

Non risulta pubblicato un prezzo al pubblico italiano negoziato per la guanfacina. La classe C(nn) raccoglie i farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità: finché resta lì il farmaco non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non esiste una cifra ufficiale. I prezzi che si trovano online arrivano da listini esteri o da stime.

Quali sono i farmaci per l’ADHD negli adulti in Italia?

Le famiglie di riferimento sono il metilfenidato, rimborsabile con Piano Terapeutico, l’atomoxetina, non stimolante, che oggi in Italia si ottiene solo tramite importazione, e la lisdexamfetamina, per la quale nel giugno 2026 è stato autorizzato Minalix, in classe C(nn) e non ancora commercializzato. La guanfacina non rientra fra le opzioni autorizzate per l’adulto in Europa.

Prima del farmaco viene la diagnosi

Cinque passaggi di screening basati su strumenti clinici come la scala ASRS v1.1 dell’OMS, gratuiti, con un profilo da portare allo specialista. Il primo richiede circa 5 minuti.

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