Attualità e regolamentazione

ADHD in Italia nel 2026: tutte le novità su farmaci e diagnosi

Per anni in Italia l'ADHD è stato trattato come un problema solo dell'infanzia, lasciando gli adulti senza farmaci rimborsati e senza percorsi chiari. Tra il 2025 e il 2026 qualcosa si è mosso, e in fretta: è arrivata in Italia la lisdexamfetamina, il metilfenidato è diventato rimborsabile anche per gli adulti di nuova diagnosi, per l'atomoxetina è stata revocata l'AIC di Strattera e l'AIFA ha aperto un documento di indirizzo sulla gestione farmacologica dell'ADHD. Questa guida fa il punto, in modo chiaro e aggiornato, su cosa è cambiato davvero e cosa significa per chi, da adulto, sospetta o convive con l'ADHD.

calendar_today27 giugno 2026 schedule11 min di lettura verifiedFonti AIFA e PubMed
Calendario 2026 e simboli medici, le novità sull'ADHD adulto in Italia
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questa guida ha scopo informativo e riassume novità regolatorie e cliniche aggiornate a giugno 2026. Lo scenario è in evoluzione: verifica sempre lo stato attuale di farmaci e percorsi con il tuo medico. Nessuna informazione qui sostituisce una valutazione specialistica. La diagnosi di ADHD è competenza di psichiatra, neuropsichiatra o psicologo clinico iscritto all'Albo. Se il dubbio che ti porti dietro è un altro, cioè se tutte queste diagnosi non siano una moda, i dati dicono qualcosa di preciso.

In breve: fra 2025 e 2026 tre cose sono cambiate davvero per gli adulti con ADHD in Italia. È arrivata la lisdexamfetamina, per anni assente; il metilfenidato a rilascio modificato è diventato rimborsabile anche per chi riceve la diagnosi da adulto, non più solo per chi aveva iniziato da minorenne; per l’atomoxetina è stata revocata l’AIC di Strattera. Il documento di indirizzo AIFA, invece, viene raccontato come una novità e non lo è. Restano aperti i tempi di attesa e le differenze fra regioni, perché autorizzato, disponibile e rimborsato continuano a essere tre cose diverse.

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Perché l'ADHD adulto è stato a lungo trascurato in Italia

Per capire perché il 2025-2026 è importante, serve un minimo di contesto. In Italia l'ADHD è stato a lungo inquadrato come un disturbo dell'età evolutiva. I farmaci erano pensati per bambini e adolescenti, i centri specializzati erano quasi tutti di neuropsichiatria infantile, e un adulto che riceveva la diagnosi dopo i 18 anni si trovava spesso senza terapie rimborsate e senza un percorso di cura chiaro.

Questo nonostante l'evidenza scientifica: l'ADHD non scompare con la maggiore età. Secondo il consenso internazionale della World Federation of ADHD, l'ADHD è un disturbo del neurosviluppo che in una quota rilevante di casi persiste in età adulta, con un impatto concreto su lavoro, relazioni e benessere (secondo la letteratura indicizzata su PubMed, Faraone e colleghi, 2021, DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022). Le novità degli ultimi mesi vanno lette proprio come il sistema che recupera questo ritardo.

Novità 1: arriva la lisdexamfetamina (a lungo assente)

È forse la novità più attesa. La lisdexamfetamina, lo stimolante venduto all'estero come Vyvanse o Elvanse, per anni semplicemente non è stata disponibile in Italia. Una nota AIFA del febbraio 2025 confermava l'assenza di medicinali autorizzati a base di questa molecola, e nel maggio 2025 la sostanza è stata inserita nella Tabella I del DPR 309/1990 per regolarne importazioni e circolazione.

La svolta del 2026

Secondo le comunicazioni più recenti, a giugno 2026 l'AIFA ha autorizzato il primo medicinale italiano a base di lisdexamfetamina. È un passaggio importante, anche se l'autorizzazione non coincide con la disponibilità immediata in farmacia: servono ancora i passaggi su prezzo, rimborso e Piano Terapeutico. Trovi il quadro completo, con efficacia, prezzo e come si ottiene, nella guida dedicata a Vyvanse ed Elvanse in Italia.

Perché conta? Perché la lisdexamfetamina è uno stimolante a lunga durata con un profilo particolarmente studiato negli adulti, e la sua assenza lasciava un vuoto nelle opzioni terapeutiche italiane. Il suo arrivo allinea, almeno in prospettiva, l'Italia a gran parte d'Europa.

Novità 2: il metilfenidato rimborsabile anche per gli adulti

Un cambiamento concreto e spesso poco conosciuto riguarda il metilfenidato, lo stimolante di prima linea. Per anni l'adulto che riceveva la diagnosi dopo i 18 anni era escluso dalla rimborsabilità se non aveva iniziato la terapia da minorenne. Una determina AIFA ha esteso la prescrivibilità e la rimborsabilità del metilfenidato a rilascio modificato (Medikinet) agli adulti di nuova diagnosi, cioè diagnosticati in età adulta. Chi può prescriverlo, con quale ricetta e chi compila il Piano Terapeutico lo spieghiamo nella guida su Ritalin e Medikinet da adulti.

In pratica significa che oggi un adulto con diagnosi formale può accedere alla terapia con metilfenidato a carico del Servizio Sanitario Nazionale, tramite il Piano Terapeutico web AIFA e nel rispetto dei criteri della scheda clinica. È stato definito dalle associazioni dei pazienti un passaggio storico, perché chiude una disparità che lasciava fuori proprio chi scopre l'ADHD da grande. Per i dettagli su come funzionano fasce, ticket ed esenzioni, vedi la guida sul costo del metilfenidato e quella generale sui farmaci ADHD per adulti.

Novità 3: l'atomoxetina, dal ritiro di Strattera alla revoca dell'AIC

Sul fronte dei non stimolanti, la novità riguarda l'atomoxetina, e non è una buona notizia. La specialità di marca Strattera ha interrotto la commercializzazione in Italia dal 30 settembre 2023, per problemi di fornitura e non di sicurezza, e nel 2023 l'AIFA indicava come alternativa i medicinali equivalenti. Poi il quadro si è ristretto: l'AIFA ha chiuso il Piano Terapeutico web-based dell'atomoxetina dal 23 dicembre 2024 e il 14 aprile 2026 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la revoca dell'AIC di Strattera, su rinuncia del titolare. A settembre 2026 nella Banca Dati Farmaci dell'AIFA non risulta alcun medicinale a base di atomoxetina.

Per i pazienti questo ha un risvolto pratico: chi necessita di un non stimolante, ad esempio per una storia di abuso di sostanze, per comorbilità ansiosa o per intolleranza agli stimolanti, non trova l'atomoxetina in farmacia con una confezione italiana e deve passare dallo specialista, che può valutare l'importazione di un equivalente autorizzato all'estero. Come funziona, a chi serve e cosa cambia con l'importazione li trovi nella guida dedicata all'atomoxetina (Strattera) per l'ADHD.

Il documento AIFA che viene spacciato per novità, e non lo è

Se cerchi informazioni su questo tema ti capiterà di leggere che l'AIFA ha aperto una consultazione pubblica sulla gestione farmacologica dell'ADHD, presentata come un segnale recente. Vale la pena mettere le date, perché cambiano il senso della notizia.

Il Concept Paper "Gestione farmacologica del Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD)" è stato pubblicato dall'AIFA il 10 dicembre 2014. La consultazione pubblica si è chiusa il 9 marzo 2015. L'Agenzia dichiarò che avrebbe valutato i commenti ricevuti per arrivare a un Position Paper, cioè la posizione ufficiale dell'ente sull'argomento.

A settembre 2026, sul portale AIFA quel Position Paper non risulta pubblicato. Sono passati undici anni.

Diciamolo con chiarezza, perché è il punto che nessuno mette in fila: i cambiamenti concreti degli ultimi anni non sono arrivati da quel percorso. Sono arrivati da atti separati e specifici: la determina sul metilfenidato, l'autorizzazione della lisdexamfetamina, la revoca dell'AIC di Strattera. La riforma organica dell'accesso alle terapie ADHD, quella annunciata nel 2014, è ancora ferma.

Una cosa utile c'è, ed è dentro quel documento

Nel Concept Paper l'AIFA segnala che il Registro ADHD dell'Istituto Superiore di Sanità, nato per monitorare la sicurezza dei trattamenti al momento della loro autorizzazione, ha mostrato nell'uso una serie di criticità che ne richiedono un ripensamento in termini di obiettivi e funzioni. È il registro da cui passa il monitoraggio della terapia, ed è uno dei motivi per cui il percorso italiano è più macchinoso di quello di altri Paesi.

Quanti adulti riguarda davvero, secondo i dati dell'AIFA

Sui numeri circolano stime molto diverse, e spesso vengono da studi americani. Vale la pena riportare quelle che l'AIFA ha messo nero su bianco nel proprio documento, perché sono il riferimento istituzionale italiano.

  • Bambini e adolescenti nel mondo: la prevalenza stimata della diagnosi è del 5,9-7,1%.
  • Bambini e adolescenti in Italia: il dato ufficiale si attesta all'1% nella fascia 6-17 anni. Ma uno studio di popolazione con screening tramite questionario e successiva valutazione clinica strutturata, condotto su oltre 6.000 ragazzi, ha misurato una prevalenza del 3%.
  • Adulti: uno studio della WHO World Mental Health condotto su 10 Paesi ha stimato la prevalenza dell'ADHD fra i 18 e i 44 anni intorno al 3,4%, con il valore più alto in Francia (7,3%) e il più basso in Spagna (1,2%). Negli Stati Uniti è del 5,2%.
  • Adulti in Italia: dallo stesso studio la stima varia dal 2,8% al 7,3%.

Il numero che merita attenzione è il primo confronto: 1% diagnosticato contro 3% misurato negli stessi anni di età. Quel divario non descrive una malattia che cresce, descrive un sistema che ne riconosce circa un terzo. Ed è la ragione per cui oggi arrivano tanti adulti che a scuola non erano stati visti da nessuno.

La cronologia, in ordine

Tutti i passaggi verificabili, con le date. È il modo più rapido per capire a che punto siamo.

QuandoCosa è successo
10 dicembre 2014AIFA pubblica il Concept Paper sulla gestione farmacologica dell'ADHD e apre la consultazione pubblica
9 marzo 2015Si chiude la consultazione. Il Position Paper annunciato non risulta mai pubblicato
30 settembre 2023Strattera (atomoxetina) interrompe la commercializzazione in Italia, per problemi di fornitura
ottobre 2023Una determina AIFA estende rimborsabilità e prescrivibilità del metilfenidato agli adulti di nuova diagnosi
23 dicembre 2024AIFA chiude il Piano Terapeutico web dell'atomoxetina
febbraio 2025Una nota AIFA conferma l'assenza di medicinali autorizzati a base di lisdexamfetamina
maggio 2025La lisdexamfetamina viene inserita in Tabella I del DPR 309/1990
14 aprile 2026La Gazzetta Ufficiale pubblica la revoca dell'AIC di Strattera, su rinuncia del titolare
giugno 2026AIFA autorizza il primo medicinale italiano a base di lisdexamfetamina
luglio 2026La FDA approva la centanafadina (Simtriyo). In Europa non risulta depositata alcuna domanda

La diagnosi: l'ADHD adulto sempre più riconosciuto

Le novità sui farmaci vanno di pari passo con un cambiamento culturale: l'ADHD adulto viene riconosciuto sempre di più. Non è una moda, è il recupero di anni di sotto-diagnosi. L'ADHD colpisce una quota significativa della popolazione adulta: una metanalisi recente stima la prevalenza dell'ADHD persistente nell'adulto intorno al 2,5-3% (secondo la letteratura indicizzata su PubMed, Popit e colleghi, 2024, DOI 10.1192/j.eurpsy.2024.1786).

A lungo molte di queste persone, soprattutto donne, non sono mai state riconosciute, perché i sintomi nell'adulto sono più sfumati e meno appariscenti rispetto al bambino iperattivo dei manuali. Oggi, con più informazione e con percorsi di cura che finalmente includono gli adulti, le diagnosi tardive aumentano. Se ti riguarda, possono esserti utili le guide su scoprire l'ADHD da adulta e sull'ADHD nelle donne.

Vale la pena ricordare un punto: avere più farmaci e più diagnosi non significa medicalizzare tutto. Significa dare a chi ha davvero un ADHD la possibilità di essere riconosciuto e, se lo desidera, curato con terapie basate sull'evidenza, che negli adulti si sono dimostrate efficaci (Cortese e colleghi, 2018, DOI 10.1016/S2215-0366(18)30269-4).

Autorizzato, disponibile, rimborsato: sono tre cose diverse

È la confusione più frequente quando esce una notizia su un farmaco nuovo, e vale la pena scioglierla, perché spiega perché una persona legge che il farmaco è arrivato e poi in farmacia non lo trova.

Autorizzato significa che l'agenzia regolatoria ha valutato il medicinale e ne ha approvato l'immissione in commercio. È il passaggio di cui parlano i giornali. Da solo non mette niente sugli scaffali.

Disponibile significa che l'azienda lo ha effettivamente messo in produzione e distribuzione in Italia, e che il farmacista può ordinarlo. Fra l'autorizzazione e questo momento possono passare mesi, e in alcuni casi non succede mai: un medicinale può restare autorizzato per anni senza essere mai commercializzato nel nostro Paese.

Rimborsato significa che il Servizio Sanitario Nazionale ne copre il costo, secondo la classe assegnata e le condizioni previste. Per gli stimolanti dell'ADHD questo passa dal Piano Terapeutico, che deve essere redatto da un centro individuato dalla Regione. Senza Piano Terapeutico il farmaco esiste, ma lo paghi per intero.

Ecco perché la notizia sulla lisdexamfetamina va letta con misura: l'autorizzazione di giugno 2026 è un passaggio reale e atteso da anni, ma la domanda che riguarda te è un'altra, cioè se il tuo specialista possa prescrivertela oggi e a quali condizioni. È una cosa da chiedere in visita, non da dedurre da un titolo. Il quadro aggiornato lo trovi nella guida dedicata a Vyvanse ed Elvanse in Italia.

Lo stesso vale al contrario per l'atomoxetina: non è stata vietata e non è stata giudicata pericolosa. Semplicemente il titolare ha rinunciato all'autorizzazione, e quel medicinale ha smesso di esistere come confezione italiana. La molecola resta, e resta ottenibile per altre vie, ma serve passare dallo specialista.

Cosa non è ancora risolto

Sarebbe disonesto raccontare solo i progressi. Restano nodi importanti:

  • Tempi di attesa. Sul canale pubblico, in molte regioni l'attesa per una valutazione ADHD adulto resta lunga, a volte oltre un anno.
  • Disomogeneità regionale. I centri per adulti sono concentrati in alcune regioni e quasi assenti in altre. Dove andare cambia enormemente da territorio a territorio, come spieghiamo nella guida ai centri ADHD adulti per regione.
  • Disponibilità reale dei nuovi farmaci. Un'autorizzazione non significa che il farmaco sia subito sullo scaffale: i tempi di effettiva distribuzione e rimborso possono richiedere mesi.
  • Le novità americane restano americane. A luglio 2026 la FDA ha approvato un principio attivo del tutto nuovo, la centanafadina, venduta come Simtriyo: in Europa non risulta depositata alcuna domanda di autorizzazione, quindi qui non cambia niente nel breve periodo.

In sintesi: il 2025-2026 è un punto di svolta, ma il percorso per chi cerca diagnosi e cura da adulto resta in molti casi una questione di pazienza e di buona informazione.

Cosa significa per te oggi

Se sospetti di avere l'ADHD da adulto, la buona notizia è che il momento è più favorevole che mai: più farmaci disponibili, più riconoscimento, percorsi che finalmente ti includono. Ma il primo passo non cambia, ed è in mano tua:

Tutte queste aperture, però, si attivano solo con una diagnosi formale: se sei ancora fermo al sospetto, un test ADHD online gratis è un modo per ordinare i sintomi prima di cercare uno specialista.

  1. Screening orientativo. Inizia con strumenti validati. Il nostro percorso di screening è gratuito e in italiano: l’ASRS dell’OMS e quattro moduli costruiti sui criteri usati in clinica, con un profilo strutturato da mostrare allo specialista.
  2. Valutazione specialistica. Con quel profilo, rivolgiti a uno psichiatra o neuropsichiatra. Se vuoi capire l'iter, vedi come ottenere la diagnosi ADHD in Italia.
  3. Diagnosi e, se indicato, terapia. Sarà lo specialista a discutere con te se e quale farmaco usare, alla luce delle opzioni oggi disponibili.

Il sistema sta cambiando in meglio. Ma il cambiamento più importante resta quello che parte da una domanda semplice: e se quello che vivo ogni giorno avesse un nome? Capirlo, oggi, è più possibile di ieri.

gavelFonti e riferimenti

Normativa e istituzioni: nota AIFA sulla lisdexamfetamina (febbraio 2025); decreto del Ministero della Salute 18 aprile 2025 (G.U. n. 104 del 7 maggio 2025); determina AIFA sull'estensione del metilfenidato (Medikinet) agli adulti di nuova diagnosi (2023); nota AIFA sull'interruzione della commercializzazione di Strattera (settembre 2023); concept paper AIFA sulla gestione farmacologica dell'ADHD.

Letteratura scientifica (PubMed): Faraone SV et al., Neurosci Biobehav Rev 2021 (DOI 10.1016/j.neubiorev.2021.01.022); Popit S et al., Eur Psychiatry 2024 (DOI 10.1192/j.eurpsy.2024.1786); Cortese S et al., Lancet Psychiatry 2018 (DOI 10.1016/S2215-0366(18)30269-4).

Il momento è favorevole. Il primo passo è capire dove sei

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FAQ: novità ADHD in Italia 2026

Cosa è cambiato per l'ADHD adulto in Italia nel 2026?expand_more
I cambiamenti principali tra 2025 e 2026: l'arrivo della lisdexamfetamina (primo medicinale italiano autorizzato a giugno 2026), il metilfenidato a rilascio modificato (Medikinet) rimborsabile anche per gli adulti di nuova diagnosi, la revoca dell'AIC di Strattera (aprile 2026) dopo il ritiro del 2023, per cui l'atomoxetina oggi si ottiene solo per importazione, e il concept paper AIFA sulla gestione farmacologica dell'ADHD. Il sistema, storicamente pediatrico, sta includendo gli adulti.
Quali farmaci per l'ADHD sono disponibili oggi in Italia?expand_more
Tre famiglie: metilfenidato (Ritalin, Medikinet, Equasym), stimolante di prima linea ampiamente disponibile; atomoxetina, non stimolante, che dopo il ritiro di Strattera e la revoca dell'AIC (aprile 2026) si ottiene solo per importazione tramite lo specialista; lisdexamfetamina, stimolante a lunga durata a lungo assente e ora in arrivo con il primo medicinale autorizzato nel 2026. La scelta è clinica e va fatta con lo psichiatra.
Il metilfenidato è rimborsato per gli adulti con ADHD?expand_more
Sì. Una determina AIFA del 2023 ha esteso prescrivibilità e rimborsabilità del metilfenidato a rilascio modificato (Medikinet) agli adulti di nuova diagnosi, cioè diagnosticati dopo i 18 anni, prima esclusi se non avevano iniziato da minorenni. La prescrizione passa per il Piano Terapeutico web AIFA secondo i criteri della scheda clinica.
Perché sempre più adulti scoprono di avere l'ADHD?expand_more
Per anni l'ADHD è stato considerato un disturbo solo infantile e molti adulti, soprattutto donne, non sono mai stati riconosciuti. Oggi sappiamo che persiste in età adulta in una quota rilevante dei casi e colpisce circa il 2,5-3% della popolazione adulta. L'aumento delle diagnosi tardive è il recupero di anni di sotto-diagnosi, favorito da più informazione e da percorsi di cura che finalmente includono gli adulti.

Il primo passo è capire dove sei oggi

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