A chi rivolgersi a Napoli e in Campania per la diagnosi ADHD da adulto
In Campania la diagnosi di ADHD in età adulta si fa nei Dipartimenti di Salute Mentale delle ASL, non nella neuropsichiatria infantile e non dal medico di base. Il punto di ingresso è la Unità Operativa di Salute Mentale della tua zona, la UOSM: è la struttura territoriale del Dipartimento e corrisponde a quello che altrove si chiama Centro di Salute Mentale. Ci si arriva con l’impegnativa del medico di base.
A Napoli città le UOSM fanno capo alla ASL Napoli 1 Centro. L’area a nord, da Pozzuoli a Giugliano fino ad Afragola e alle isole, è della ASL Napoli 2 Nord. L’area vesuviana, la penisola sorrentina e il nolano ricadono nella ASL Napoli 3 Sud. Fuori dalla città metropolitana valgono le ASL di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento.
La differenza con altre regioni è che qui non esiste una lista pubblica di ambulatori ADHD per adulti. Esiste però un atto regionale che stabilisce chi è autorizzato a trattarli, scritto per categoria di servizio: è il dettaglio che cambia la conversazione allo sportello.
Se sei all’inizio, prima di prenotare può servirti mettere per iscritto quello che ti succede: il nostro screening ADHD gratuito raccoglie in dieci minuti i questionari validati più usati e restituisce un profilo da stampare. Non è una diagnosi, ma trasforma «credo di avere un problema di attenzione» in un documento che il medico può leggere.
Cosa dice davvero la Campania sull’ADHD degli adulti
Il provvedimento dedicato agli adulti è il DCA n. 23 del 29 marzo 2017, «disposizioni per l’istituzione dei centri di riferimento regionali autorizzati alla prescrizione dei trattamenti farmacologici per cittadini adulti con disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività ADHD», pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale n. 30 del 10 aprile 2017.
Interessante è come lo richiama la delibera di giunta n. 158 del 24 marzo 2020, il documento più recente della materia. Lì si legge che, ai fini della prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale, «sono autorizzate le U.O./Ambulatori di Psichiatria, Neuropsichiatria Infantile delle AA.SS.LL, AA.OO., AA.OO.UU. e U.O. di Salute Mentale delle AA.SS.LL».
Tradotto: l’autorizzazione riguarda una categoria di servizi, non un elenco di nomi, e le unità operative di Salute Mentale delle ASL campane sono dentro quella categoria. Non significa che ogni UOSM abbia un percorso ADHD organizzato. Significa che la risposta «noi non siamo autorizzati» non regge: il problema semmai è di organizzazione interna, non di titolo. La stessa delibera, del resto, cita fra i nodi con cui raccordarsi «i centri di riferimento regionali per i cittadini adulti con ADHD di cui al DCA n. 23/2017».
Se avevi già una diagnosi da ragazzo: l’ambulatorio della transizione
Un passaggio della delibera riguarda una fetta precisa di lettori. La Regione rileva che «per i giovani cittadini con ADHD permangono varie criticità nella fase di transizione dall’età evolutiva all’età adulta» e stabilisce che i centri per l’età evolutiva devono dotarsi di un proprio «Ambulatorio della Transizione», che garantisce la prescrizione fino al ventunesimo anno.
Se hai meno di ventun anni e una diagnosi fatta da minorenne, il tuo interlocutore resta quindi il centro dell’età evolutiva che ti seguiva, non la UOSM. Chiedilo con queste parole: è la formula che il servizio riconosce. Sulle regole di prescrizione, nazionali e non regionali, c’è la nostra guida su metilfenidato e farmaci per l’ADHD negli adulti in Italia.
I punti di accesso in Campania, uno per uno
Qui riportiamo solo strutture che risultano da una fonte che abbiamo letto: il portale trasparenza o il sito dell’azienda sanitaria, l’elenco campano dell’associazione AIFA, il testo della delibera regionale. Dove un dato non è verificabile lo diciamo, invece di riempire la casella. I recapiti cambiano spesso e restano sulle pagine linkate.
| Struttura | Azienda | Territorio | Come si accede | Cosa risulta verificato |
|---|---|---|---|---|
| UOSD Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura | ASL Salerno | Nocera Inferiore (SA), P.O. Umberto I | Contatto diretto del servizio | Unico servizio campano indicato per gli adulti nell’elenco AIFA. Referente dott.ssa Maria Laura Mignone |
| Dipartimento di Salute Mentale, UOC di Salute Mentale | ASL Napoli 1 Centro | Napoli città, distretti dal 24 al 33 e 73 | Impegnativa e UOSM di zona | Cinque UOC territoriali di Salute Mentale e due SPDC. Direzione in Calata Capodichino 232 |
| Dipartimento di Salute Mentale, UOC di Salute Mentale | ASL Napoli 2 Nord | Pozzuoli, Giugliano, Frattamaggiore, Afragola, Mugnano, Casoria, Ischia e Procida | Impegnativa e front office della UOSM | Sette UOC territoriali. Direzione ad Arzano, corso Salvatore D’Amato 59 |
| Dipartimento di Salute Mentale, UOSM sul territorio | ASL Napoli 3 Sud | Nola, Castellammare, Pollena Trocchia, Pomigliano, San Giorgio a Cremano, Sorrento, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano | Impegnativa e prenotazione alla UOSM | Nove UOSM, con i comuni serviti pubblicati sul sito aziendale |
| Dipartimenti di Salute Mentale | ASL Caserta, Avellino, Benevento | Le rispettive province | Impegnativa e UOSM di zona | Nessuna pagina istituzionale su un ambulatorio ADHD adulti. Vale l’autorizzazione per categoria del DCA 23/2017 |
La seconda tabella è la rete dell’età evolutiva, utile se cerchi l’ambulatorio della transizione o devi recuperare la documentazione di una valutazione fatta da minorenne. Sono gli undici centri elencati nella delibera 158 del 2020, «i nodi iniziali della Rete regionale».
| Azienda | Unità operativa | Città |
|---|---|---|
| ASL Avellino | UOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza | Avellino |
| ASL Benevento | UOSD di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza | Benevento |
| ASL Caserta | Presidio ospedaliero di Aversa | Aversa (CE) |
| ASL Napoli 1 Centro | Nuclei Operativi territoriali di Neuropsichiatria Infantile | Napoli |
| ASL Napoli 2 Nord | UOC Patologie Neuropsichiatriche dell’Età Evolutiva | Area nord di Napoli |
| ASL Napoli 3 Sud | Nuclei territoriali di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza | Area sud di Napoli |
| ASL Salerno | Unità operative di NPIA | Cava de’ Tirreni, Salerno, Agropoli |
| AOU «L. Vanvitelli» | UO di Neuropsichiatria Infantile | Napoli |
| AOU «Federico II» | UOS di Psichiatria Infantile del DAI di Pediatria | Napoli |
| AOU «S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona» | UOC Neuropsichiatria Infantile | Salerno |
| AORN «Santobono-Pausillipon» | UO di Neuropsichiatria Infantile, casi a maggiore complessità | Napoli |
Due cose opposte fra loro. Per l’età evolutiva la Campania ha una rete completa, un centro per azienda sanitaria, scritta nero su bianco. Per gli adulti ha un’autorizzazione ampia e nessuna mappa: il contrario di quello che serve a chi ha trent’anni e cerca dove andare.
Il confronto con il resto d’Italia è nella nostra mappa dei centri ADHD per adulti in Italia. Il caso opposto è il Piemonte, che ha un referente ADHD adulti in ogni Dipartimento di Salute Mentale: stessa difficoltà a trovarli, ma con i nomi pubblicati.
Il percorso pubblico, passo dopo passo
I passaggi, nell’ordine. Saltarne uno raramente accelera, quasi sempre rimanda.
- Prenota una visita dal medico di medicina generale. Senza impegnativa la specialistica pubblica non ti prende in carico. Vai con una lista scritta delle difficoltà, non con un’ipotesi diagnostica.
- Fatti rilasciare l’impegnativa per la visita psichiatrica. Chiedi che la dicitura sia esplicita sull’ADHD in età adulta: è il punto su cui si gioca la maggior parte degli invii sbagliati.
- Individua la UOSM di competenza. Si assegna per residenza o domicilio sanitario: quella giusta è quella del tuo territorio, non la più comoda.
- Telefona prima di andarci. Chiedi se si prenota al front office o al CUP aziendale, perché cambia da azienda ad azienda, e chi prende in carico le richieste di valutazione per ADHD in età adulta. Segnati nome e data di chi risponde.
- Fai il primo colloquio. È un’accoglienza, non ancora la valutazione ADHD: serve a inquadrare la domanda. Porta già tutta la documentazione.
- Completa la valutazione in più appuntamenti e tieni traccia di tutto per iscritto. Colloquio strutturato, scale, storia evolutiva: non si esaurisce in una visita sola, e se il percorso si arena date e nomi sono l’unico modo per riprenderlo dal punto giusto.
La versione generale del percorso, valida in tutta Italia, è nella guida su come si ottiene la diagnosi ADHD tramite la ASL. Sugli strumenti che uno specialista può usare nel colloquio c’è la scheda sull’intervista diagnostica DIVA-5.
L’impegnativa: la dicitura che conviene chiedere
L’impegnativa è il foglio che decide su quale binario finisci. Se il medico di base scrive qualcosa di generico come «valutazione psicologica», la richiesta viene smistata su percorsi che con l’ADHD non c’entrano, e te ne accorgi mesi dopo.
Conviene chiedere una prima visita psichiatrica con quesito esplicito, per esempio «sospetto disturbo da deficit di attenzione e iperattività in età adulta». Non obbliga nessuno, ma toglie ambiguità a chi smista la richiesta. Porta anche documento e tessera sanitaria: in più di una azienda campana servono insieme all’impegnativa.
Se il medico esita, di solito non è ostilità: l’ADHD dell’adulto è ancora percepito come una cosa da bambini. Arrivare con qualcosa di scritto aiuta più di qualsiasi argomentazione: anche solo il profilo dei cinque questionari di screening sposta la conversazione sui sintomi datati, il piano su cui un medico può lavorare.
Quello che l’impegnativa non è: una diagnosi, né la promessa che la valutazione ci arrivi. Apre l’accesso, e basta.
La guida al percorso SSN in Campania, più il kit documenti
Il percorso campano è ricostruibile, ma va ricostruito: quale UOSM ti compete, se si prenota al front office o al CUP, con quale dicitura farti fare l’impegnativa, come si cita il decreto quando ti dicono che per gli adulti non c’è niente. Si fa una volta sola.
- La guida della Campania: a chi rivolgersi, come si accede, cosa chiedere al CUP.
- Il kit documenti: cosa portare alla prima visita, così il colloquio non parte da zero.
Due PDF via email, 19 euro. Il percorso pubblico resta gratuito: la guida serve a non perdere mesi nella fila sbagliata, non a saltarla.
Tempi di attesa: cosa aspettarsi concretamente
Un limite va detto: non esiste un tempo di attesa pubblicato per la valutazione ADHD dell’adulto, né in Campania né altrove. Le liste di attesa sono organizzate per prestazione, e la prestazione si chiama «prima visita psichiatrica»: dentro quel numero ci sono percorsi diversissimi, e l’ADHD non è distinguibile.
Qualunque cifra precisa che trovi in giro su quanto si aspetta a Napoli è quindi una stima, non un dato. L’unico numero affidabile è quello che ti danno al telefono la singola UOSM o il CUP aziendale, riferito a quel mese: vale la pena chiamarne più di uno e confrontare.
I servizi che seguono adulti con ADHD, del resto, sono pochi e ricevono richieste da un bacino ben più largo del proprio. Abbiamo analizzato i numeri di un servizio così nelle liste di attesa reali per la diagnosi ADHD negli adulti: la parte interessante non è la lunghezza della fila, ma quante richieste vengono respinte prima di entrarci.
Costi e ticket: quanto si paga davvero in Campania
Nel percorso pubblico non si paga la prestazione, si paga il ticket. L’importo dipende dalle prestazioni prescritte e dalle tariffe regionali in vigore, che vengono aggiornate: invece di riportare qui una cifra fissa conviene verificarla sulle tariffe della Regione Campania o allo sportello della tua ASL.
Nello stesso posto si controllano le esenzioni per reddito e per patologia: il codice lo riporta sulla ricetta il medico che prescrive, quindi se pensi di averne diritto chiedilo prima che l’impegnativa sia compilata.
Il confronto con il privato resta netto: un percorso diagnostico privato completo in Italia va in genere da poche centinaia di euro a ottocento, come ricostruiamo nell’analisi su quanto costa la diagnosi ADHD per un adulto. Il pubblico costa una frazione, e in cambio chiede tempo.
Cosa portare alla prima visita
Il primo colloquio è breve e quello che porti pesa su come prosegue: chi arriva con materiale ordinato ottiene un inquadramento, chi arriva a mani vuote spesso un rinvio.
- I risultati degli screening già fatti. Stampati, con la data. Non valgono come diagnosi, ma danno al clinico un punto di partenza strutturato invece di un racconto a voce.
- Una cronologia delle difficoltà. Quando sono comparse, in quali contesti, con quali conseguenze. Gli esempi specifici valgono più degli aggettivi.
- Materiale scolastico, se lo ritrovi. Pagelle delle elementari e delle medie, note degli insegnanti: documentano i sintomi prima dei dodici anni, che è un criterio diagnostico, non un dettaglio biografico.
- Relazioni cliniche precedenti. Diagnosi di ansia, depressione o disturbi del sonno, percorsi psicoterapeutici, ricoveri.
- La lista dei farmaci e degli integratori in uso, compresi quelli che ti sembrano irrilevanti.
La versione lunga è nella guida su cosa portare alla prima visita per l’ADHD. Se non hai ancora nulla, lo screening gratuito è il modo più rapido per arrivarci con un documento in mano.
Arriva alla UOSM con qualcosa di scritto
Cinque questionari validati, gratuiti, in italiano, con un profilo esportabile da portare al colloquio. Orientativo, mai diagnostico.
Se la tua UOSM dice che per gli adulti non c’è niente
Succede spesso, ed è il punto in cui più persone si arrendono. La risposta tipica è che l’ADHD si diagnostica in età evolutiva e che per gli adulti non esiste un servizio. Sappiamo perché arriva: la rete adulti non è pubblicata da nessuna parte, mentre quella dell’età evolutiva ha undici nomi e una delibera.
Cosa si può fare, dal più semplice:
- Riformula la domanda. Non «avete un ambulatorio ADHD», ma «chi nel Dipartimento prende in carico una richiesta di valutazione per ADHD in età adulta». La prima cerca un’insegna che non esiste, la seconda una persona, e quella di solito si trova.
- Cita il decreto. Il DCA n. 23 del 2017 ha istituito i centri regionali per gli adulti con ADHD, e la delibera 158 del 2020 include fra i servizi autorizzati le unità operative di Salute Mentale delle ASL. Non è un cavillo: spesso a chi ti sta davanti non è mai arrivato.
- Chiedi che la richiesta sia messa agli atti. Una domanda scritta, anche via PEC all’URP della ASL, ottiene una risposta tracciabile. Al telefono no.
- Contatta un altro punto della rete. Se la tua UOSM è ferma, il servizio di Nocera Inferiore o un Dipartimento vicino possono almeno dirti come sono organizzati loro.
- Passa dalle associazioni. Sono l’unico posto in cui questi elenchi restano aggiornati, ed è la scorciatoia più efficace quando il canale istituzionale si blocca.
Una nota: se ti sei arenato qui, non è per mancanza di costanza. Il percorso è mal segnalato, e farsi aiutare a navigarlo è ragionevole, non una resa.
Le opzioni private, in presenza e online
Il percorso privato non è migliore di quello pubblico: è più veloce e costa. Ha senso in due casi: quando l’attesa è incompatibile con quello che sta succedendo adesso, per esempio un lavoro a rischio, e quando il pubblico si è bloccato.
A Napoli l’offerta privata è ampia ma disomogenea, fra centri privati e psichiatri che ricevono in studio: l’ADHD dell’adulto richiede una competenza che il titolo da solo non garantisce. Le domande da fare prima di prenotare sono tre: quanti adulti con ADHD valuta abitualmente, quali strumenti usa, in quanti incontri si articola la valutazione.
C’è poi la telemedicina, che nelle province interne è spesso l’unica strada realistica. Se ti serve capire in fretta se il tuo caso richiede una valutazione psichiatrica, con la possibilità che venga presa in considerazione anche una terapia farmacologica, puoi prenotare un colloquio informativo gratuito di dieci minuti con un centro specializzato: serve a orientarti, non è una visita e non produce una diagnosi.
Una via intermedia diffusa è valutare nel privato e riportare poi la presa in carico nel pubblico: la diagnosi di uno specialista abilitato è valida. I criteri per scegliere sono nella guida su come si ottiene una diagnosi di ADHD in Italia.
Le associazioni attive in Campania
In Campania l’elenco più utile dei centri non lo pubblica la Regione: lo pubblica AIFA APS, Associazione Italiana Famiglie ADHD, nella sua pagina dedicata alla Campania. Lì trovi i centri per l’età evolutiva con i referenti, il servizio adulti di Nocera Inferiore e i recapiti dei volontari per Napoli, Caserta, Salerno e per la regione.
Va usato per quello che è: un elenco associativo prezioso ma non istituzionale, da confermare con una telefonata. È comunque più aggiornato di qualsiasi pagina ASL sull’argomento, e questo dice molto su come sta messa l’informazione pubblica.
C’è poi ADHD Campania OdV, con sede a Benevento, che raccoglie la normativa regionale: è il modo più rapido per trovare i decreti campani senza cercarli nel Bollettino ufficiale. Nessuna delle due fa diagnosi, e nessuna chiede soldi per orientarti.
Fonti
- Regione Campania, Delibera di Giunta n. 158 del 24/03/2020, Centri di riferimento aziendali per la diagnosi e il trattamento dell’ADHD, BURC n. 59 del 30 marzo 2020. Leggi la delibera.
- AIFA APS, Centri e risorse che si occupano di ADHD in Campania. Vai all’elenco.
- ASL Napoli 1 Centro, Dipartimento di Salute Mentale. Vai alla scheda.
- ASL Napoli 2 Nord, Dipartimento di Salute Mentale. Vai alla scheda.
- ASL Napoli 3 Sud, UOSM sul territorio. Vai alla pagina.
- ASL Salerno, Servizio ADHD - Adulti. Vai alla scheda.
- ADHD Campania OdV, Normativa sanitaria. Vai alla pagina.
Se in Campania l’attesa è troppo lunga, il primo colloquio è gratuito
Dieci minuti online con un centro specializzato in ADHD dell’adulto, senza impegno, per capire come arrivare a una valutazione. Se preferisci partire da solo, lo screening resta gratuito.