A chi rivolgersi a Torino e in Piemonte per la diagnosi ADHD da adulto
In Piemonte la diagnosi di ADHD in età adulta si fa nei Dipartimenti di Salute Mentale delle ASL, non nella neuropsichiatria infantile e non dal medico di base. Il punto di ingresso è il Centro di Salute Mentale della tua zona, a cui si arriva con l’impegnativa del medico di medicina generale; da lì parte l’invio al referente o all’ambulatorio che nella tua ASL si occupa di ADHD dell’adulto. Il centro capofila regionale è la Psichiatria universitaria dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano.
Detto così sembra lineare, nella pratica lo è molto meno: la rete esiste sulla carta, ma non è quasi mai pubblicata sui siti delle ASL. Se cerchi «centro ADHD adulti Torino» non trovi una pagina istituzionale, trovi elenchi di privati e gruppi Facebook. Non perché il servizio manchi, ma perché nessuno lo ha messo online in modo trovabile.
Questa guida raccoglie quello che è verificabile: la delibera regionale, i centri e i referenti che risultano pubblicamente, come si accede, quanto si paga. Dove un dato non è verificabile lo scriviamo.
Se sei all’inizio, prima di prenotare può servirti mettere per iscritto quello che ti succede: il nostro screening ADHD gratuito raccoglie in dieci minuti i questionari validati più usati e restituisce un profilo da stampare. Non è una diagnosi, ma trasforma «credo di avere un problema di attenzione» in un documento che il medico può leggere.
La rete regionale: un centro ADHD adulti in ogni Dipartimento di Salute Mentale
Il Piemonte è una delle poche regioni italiane ad avere formalizzato una rete per l’ADHD dell’adulto. Come riporta Quotidiano Sanità in un articolo del 30 gennaio 2017, una delibera della Regione ha istituito «presso ogni Dipartimento di Salute Mentale delle Aziende Sanitarie Regionali un centro di riferimento ADHD» per gli adulti, in sinergia con i centri già attivi per l’età evolutiva.
La stessa delibera riconosce come capofila la Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Psichiatria dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, con compiti di raccordo e coordinamento dei centri regionali e di raccolta dei dati. È diretta dal professor Giuseppe Maina e sul sito dell’azienda l’ADHD in età adulta compare fra le prestazioni ambulatoriali.
Una precisazione onesta, perché conta se devi discuterne con un operatore: il numero della delibera non è indicato nell’articolo e non siamo riusciti a reperirlo. La pagina «ADHD - Normativa» della Regione Piemonte, che è il luogo dove ci si aspetterebbe di trovarlo, elenca oggi soltanto due provvedimenti, la DGR del 5 maggio 2008 n. 4-8716 sui centri per la prescrizione dei farmaci e la legge regionale 6 novembre 2007 n. 21: entrambi riguardano l’età evolutiva. Dell’età adulta, in quella pagina, non c’è traccia.
Lo scarto fra la rete deliberata e la rete pubblicata è la ragione per cui in Piemonte tante persone si sentono dire allo sportello che «per gli adulti non c’è niente». Non è vero, ma non è colpa di chi risponde: l’informazione non è arrivata fino a lì.
I centri ADHD adulti in Piemonte, uno per uno
La lista più completa di referenti ASL per l’ADHD dell’adulto in Piemonte non la pubblica la Regione: la pubblica l’associazione dei pazienti. È l’elenco «Centri diagnosi e cura» del gruppo ADHD Adulti, che fa capo ad ADHD Piemonte Famiglie Associate ODV. Va usato per quello che è, un elenco associativo prezioso ma non istituzionale, e confermato con una telefonata.
Nella tabella riportiamo le strutture a livello di azienda sanitaria. I nomi dei referenti servono a farsi indirizzare al telefono; i recapiti diretti restano sul sito dell’associazione, dove sono aggiornati.
| Centro | ASL o azienda | Città | Come si accede | Note |
|---|---|---|---|---|
| SCDU Psichiatria, AOU San Luigi Gonzaga | AOU San Luigi Gonzaga | Orbassano (TO) | Impegnativa e segreteria ambulatori | Centro capofila regionale. ADHD in età adulta fra le prestazioni ambulatoriali. Direttore prof. Giuseppe Maina |
| DSM, centro di coordinamento regionale | ASL TO3 | Collegno e Pinerolo | Invio dal CSM di zona | Indicato come centro di coordinamento regionale. Referente dott. Gabriele Di Salvo |
| Ambulatorio adulti del DSM | ASL Città di Torino | Torino | Invio dal medico di base o dal CSM | Referente dott. Roberto Keller. Il DSM conta 15 ambulatori territoriali nelle circoscrizioni |
| DSM ASL TO4 | ASL TO4 | Ciriè, Chivasso, Ivrea | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Chiara Bergesio |
| DSM ASL TO5 | ASL TO5 | Chieri, Carmagnola, Moncalieri, Nichelino | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Chiara Picco |
| DSM, AO SS. Antonio e Biagio | ASL AL e AO Alessandria | Alessandria | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Sarah Di Marco |
| DSM ASL Biella | ASL BI | Biella | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Antonella D’Amato |
| DSM, AO S. Croce e Carle | AO S. Croce e Carle | Cuneo | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Corradina Esposito |
| DSM ASL CN2 | ASL CN2 | Alba e Bra | Invio dal CSM di zona | Referente dott. Enrico Pessina |
| DSM ASL Novara | ASL NO | Novara | Invio dal CSM di zona | Referente dott. Carlo Ignazio Cattaneo |
| DSM ASL VCO | ASL VCO | Verbania | Invio dal CSM di zona | Referente dott.ssa Tiziana Omezzoli |
| DSM ASL Vercelli | ASL VC | Vercelli | Invio dal CSM di zona | Referente dott. Niccolò Cattich |
Due cose da notare. La copertura è regionale, non solo torinese, e in Italia è raro: se vivi a Vercelli o nel Verbano non sei costretto a scendere in città. E quasi ovunque la porta di ingresso è il Centro di Salute Mentale, non l’ambulatorio specialistico: presentarsi direttamente al centro ADHD è il modo più comune di perdere qualche settimana.
Se ti interessa il confronto con il resto d’Italia, la fotografia regione per regione è nella nostra mappa dei centri ADHD per adulti in Italia, dove il Piemonte risulta fra le reti più strutturate.
Il percorso pubblico, passo dopo passo
Questi sono i passaggi nell’ordine in cui vanno fatti. Saltarne uno raramente accelera, quasi sempre rimanda.
- Prenota una visita dal medico di medicina generale. È il passaggio obbligato: senza impegnativa la specialistica pubblica non ti prende in carico. Vai con una lista scritta delle difficoltà, non con un’ipotesi diagnostica.
- Fatti rilasciare l’impegnativa per la visita psichiatrica. Chiedi che la dicitura sia esplicita sull’ADHD in età adulta. È il punto su cui si gioca la maggior parte degli invii sbagliati, e lo trattiamo nel dettaglio nella sezione qui sotto.
- Individua il Centro di Salute Mentale di competenza. Si assegna per residenza o domicilio sanitario. Nella ASL Città di Torino gli ambulatori territoriali sono quindici: quello giusto è quello della tua zona, non il più comodo.
- Chiama il CSM prima di andarci. Chiedi se il servizio prende richieste di valutazione per ADHD dell’adulto e chi è il referente ADHD del Dipartimento. Segnati nome e data di chi risponde.
- Fai il primo colloquio al CSM. È un’accoglienza, non ancora la valutazione ADHD: serve a inquadrare la domanda e decidere l’invio interno. Porta già tutta la documentazione.
- Ottieni l’invio all’ambulatorio o al referente per l’ADHD adulti. Qui il percorso diventa specialistico: colloquio strutturato, scale di valutazione, ricostruzione della storia evolutiva, eventuali approfondimenti.
- Completa la valutazione in più appuntamenti. Una valutazione seria non si esaurisce in una visita sola: metti in conto più incontri distribuiti su settimane o mesi.
- Tieni traccia di tutto per iscritto. Date, numeri di prenotazione, nomi: se il percorso si arena, è l’unico modo per riprenderlo dal punto giusto.
Se vuoi la versione generale di questo percorso, valida in tutta Italia e con le variabili spiegate una per una, l’abbiamo scritta nella guida su come si ottiene la diagnosi ADHD tramite la ASL.
L’impegnativa: la dicitura che conviene chiedere
L’impegnativa è il foglio che decide su quale binario finisci. Il medico di base scrive la prestazione e il quesito diagnostico: se scrive qualcosa di generico come «valutazione psicologica», la richiesta viene smistata su percorsi che con l’ADHD non c’entrano, e te ne accorgi mesi dopo.
Conviene chiedere una prima visita psichiatrica con quesito diagnostico esplicito, per esempio «sospetto disturbo da deficit di attenzione e iperattività in età adulta». Non obbliga nessuno, ma toglie ambiguità a chi legge la richiesta.
Se il medico esita, di solito non è ostilità: l’ADHD dell’adulto in molti ambulatori è ancora percepito come una cosa da bambini. Arrivare con qualcosa di scritto aiuta più di qualsiasi argomentazione: anche solo il profilo dei cinque questionari di screening sposta la conversazione sui sintomi descritti e datati, che è il piano su cui un medico può lavorare.
Quello che l’impegnativa non è: una diagnosi, né la promessa che la valutazione arrivi a una diagnosi. Apre l’accesso, e basta.
La guida al percorso SSN in Piemonte, più il kit documenti
Il percorso piemontese è ricostruibile, ma va ricostruito: quale CSM ti compete, con quale dicitura farti fare l’invio, a chi chiedere del referente ADHD del tuo Dipartimento di Salute Mentale, cosa rispondere quando ti dicono che per gli adulti non c’è niente. È la parte che fa mollare più persone, e si fa una volta sola.
- La guida del Piemonte: a chi rivolgersi, come si accede, che tempi aspettarti, quanto paghi.
- Il kit documenti: cosa portare alla prima visita, così il colloquio non parte da zero.
Due PDF via email, 19 euro. Il percorso pubblico resta gratuito: la guida serve a non perdere mesi nella fila sbagliata, non a saltarla.
Tempi di attesa: cosa aspettarsi concretamente
Qui bisogna essere espliciti su un limite: non esiste un tempo di attesa pubblicato per la valutazione ADHD dell’adulto, né in Piemonte né nelle altre regioni. I registri regionali delle liste di attesa sono organizzati per prestazione, e la prestazione si chiama «prima visita psichiatrica». Dentro quel numero ci sono percorsi completamente diversi fra loro, e l’ADHD non è distinguibile.
Di conseguenza qualunque cifra precisa che trovi in giro su quanto si aspetta a Torino è una stima, non un dato. L’unico numero affidabile è quello che ti dà al telefono il singolo servizio, riferito a quel mese. Vale la pena chiamare più di un punto di accesso e confrontare, prima di decidere dove farsi inviare.
Quello che si può dire è che gli ambulatori dedicati agli adulti sono pochi e ricevono richieste da un bacino molto più largo del proprio. Abbiamo analizzato i numeri di uno di questi servizi nell’articolo sulle liste di attesa reali per la diagnosi ADHD negli adulti: la parte interessante non è la lunghezza della fila, ma quante richieste vengono respinte prima di entrarci, per territorio o canale sbagliato. Errori evitabili, anche in Piemonte.
Costi e ticket: quanto si paga davvero in Piemonte
Nel percorso pubblico non si paga la prestazione, si paga il ticket. La Regione Piemonte indica una quota di partecipazione alla spesa sanitaria che può essere al massimo di 36,15 euro per ricetta, a cui si aggiunge una tariffa variabile in base al costo delle prestazioni prescritte.
Un dettaglio che conta: una ricetta può contenere fino a otto prestazioni della stessa branca specialistica. Un percorso fatto di colloqui e test non moltiplica quindi il ticket per ogni appuntamento, se le prestazioni sono prescritte insieme. Vale la pena chiederlo allo specialista.
Le esenzioni per reddito e per patologia hanno requisiti precisi di età, reddito familiare e condizione: si verificano sulla pagina della Regione o allo sportello della propria ASL, e il codice viene riportato sulla ricetta dal medico che prescrive.
Il confronto con il privato resta netto: un percorso diagnostico privato completo in Italia va in genere da poche centinaia di euro a ottocento, come ricostruiamo nell’analisi su quanto costa davvero la diagnosi ADHD per un adulto. Il pubblico costa una frazione, e in cambio chiede tempo.
Cosa portare alla prima visita
Il primo colloquio è breve e quello che porti pesa su come prosegue. Chi arriva con materiale ordinato ottiene un inquadramento, chi arriva a mani vuote spesso un rinvio.
- I risultati degli screening già fatti. Stampati, con la data. Non valgono come diagnosi, ma danno al clinico un punto di partenza strutturato invece di una descrizione a voce.
- Una cronologia delle difficoltà. Quando sono comparse, in quali contesti, con quali conseguenze concrete. Gli esempi specifici valgono più degli aggettivi.
- Materiale scolastico, se lo ritrovi. Pagelle delle elementari e medie, note degli insegnanti. Serve a documentare la presenza di sintomi prima dei dodici anni, che è un criterio diagnostico, non un dettaglio biografico.
- Relazioni cliniche precedenti. Diagnosi di ansia, depressione o disturbi del sonno, percorsi psicoterapeutici, ricoveri. Fanno parte del quadro.
- La lista dei farmaci e degli integratori in uso. Compresi quelli che ti sembrano irrilevanti.
La versione lunga, con il perché di ogni voce, è nella guida su cosa portare alla prima visita per l’ADHD. Se non hai ancora nulla, lo screening online gratuito è il modo più rapido per arrivare al colloquio con un documento in mano.
Arriva al CSM con qualcosa di scritto
Cinque questionari validati, gratuiti, in italiano, con un profilo esportabile da portare al colloquio. Orientativo, mai diagnostico.
Se il tuo CSM non conosce il percorso ADHD adulti
Succede spesso, ed è il punto in cui più persone si arrendono. La risposta tipica è che l’ADHD si diagnostica in età evolutiva e che per gli adulti non c’è un servizio. In Piemonte non è così, e sappiamo perché quella risposta arriva: la rete deliberata non è pubblicata sui canali che un operatore consulta.
Cosa si può fare, in ordine di quanto costa poco:
- Chiedi del referente ADHD del Dipartimento di Salute Mentale, non dell’ambulatorio ADHD. La rete è organizzata per referenti dentro i DSM: la domanda formulata così trova un interlocutore, quella formulata come «avete un centro ADHD» spesso no.
- Cita la rete regionale. La Regione ha previsto un centro di riferimento per l’ADHD adulti in ogni DSM e il capofila è la Psichiatria del San Luigi di Orbassano. Non è un cavillo: è un’informazione utile a chi ti sta davanti.
- Chiedi che la richiesta sia messa agli atti. Una domanda scritta, anche via PEC all’URP della ASL, ottiene una risposta tracciabile. Al telefono no.
- Contatta un altro punto della rete. Se il tuo CSM è fermo, il centro capofila o un DSM vicino possono almeno dirti come sono organizzati loro.
- Passa dall’associazione. ADHD Piemonte tiene l’elenco aggiornato dei referenti e ha uno sportello: è la scorciatoia più efficace quando il canale istituzionale si blocca.
Una nota: se ti sei arenato in questo passaggio, non è per mancanza di costanza. Il percorso è mal segnalato, e farsi aiutare a navigarlo è ragionevole, non una resa.
Le opzioni private, in presenza e online
Il percorso privato non è migliore di quello pubblico: è più veloce e costa. Ha senso in due casi. Quando l’attesa è incompatibile con quello che sta succedendo adesso, per esempio un lavoro a rischio. E quando il percorso pubblico si è bloccato e serve un parere su se insistere.
A Torino l’offerta privata in presenza è ampia ma disomogenea: l’ADHD dell’adulto richiede una competenza specifica che il titolo da solo non garantisce. Le domande da fare prima di prenotare sono tre: quanti adulti con ADHD valuta abitualmente, quali strumenti usa, in quanti incontri si articola la valutazione.
C’è poi la telemedicina, che fuori dai capoluoghi è spesso l’unica strada realistica. Per capire se ha senso nel tuo caso puoi prenotare un colloquio informativo gratuito di dieci minuti con un centro specializzato: serve a orientarti, non è una visita e non produce una diagnosi.
Una via intermedia diffusa è fare la valutazione nel privato e riportare poi la presa in carico nel pubblico: la diagnosi di uno specialista abilitato è valida, e i controlli possono proseguire nel servizio pubblico. I criteri per scegliere fra i due percorsi sono nella guida su come si ottiene una diagnosi di ADHD in Italia.
L’associazione regionale: ADHD Piemonte
L’associazione di riferimento in regione è ADHD Piemonte Famiglie Associate ODV, nata come gruppo di auto mutuo aiuto fra genitori e diventata associazione di volontariato nel febbraio 2014. Al suo interno opera il gruppo ADHD Adulti, formato da adulti con diagnosi e da genitori.
Offre tre cose che nel percorso pubblico non trovi: l’elenco dei centri e dei referenti per la diagnosi, quello che abbiamo usato per la tabella di questo articolo; l’orientamento, con sportelli di contatto e indicazioni su chi lavora con la psicoterapia cognitivo comportamentale e con il coaching; le attività di gruppo, compreso un percorso online di gestione quotidiana aperto a tutta Italia.
I riferimenti sono i siti adhdpiemonte.it e adhdadulti.it. È il primo posto dove chiedere quando l’informazione istituzionale non basta, ed è gratuito.
Fonti
- Quotidiano Sanità, Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano. La Psichiatria Universitaria è centro di riferimento per ADHD in età adulta, 30 gennaio 2017. Leggi l’articolo.
- AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, Psichiatria (SCDU), scheda della struttura con le prestazioni ambulatoriali. Vai alla scheda.
- Regione Piemonte, ADHD - Normativa, elenco dei provvedimenti regionali. Vai alla pagina.
- Regione Piemonte, Pagamento ticket, importi e regole per la specialistica ambulatoriale. Vai alla pagina.
- ASL Città di Torino, Dipartimento Salute Mentale, organizzazione e ambulatori territoriali. Vai alla pagina.
- ADHD Adulti (ADHD Piemonte Famiglie Associate ODV), Centri diagnosi e cura, elenco dei referenti per azienda sanitaria. Vai all’elenco.
- ADHD Piemonte, ADHD nell’adulto, servizi e orientamento per gli adulti. Vai alla pagina.
Se in Piemonte l’attesa è troppo lunga, il primo colloquio è gratuito
Dieci minuti online con un centro specializzato in ADHD dell’adulto, senza impegno, per capire come arrivare a una valutazione. Se preferisci partire da solo, lo screening resta gratuito.