Cos’è la centanafadina e cosa significa NDSRI
La centanafadina è il principio attivo di Simtriyo, approvato dalla Food and Drug Administration statunitense il 24 luglio 2026 per il trattamento dell’ADHD. Otsuka, che lo produce, l’ha annunciato lo stesso giorno con il comunicato della filiale americana, seguito il 27 luglio da quello della casa madre giapponese; la domanda era stata depositata il 24 novembre 2025.
La sigla che compare in ogni titolo è NDSRI, inibitore della ricaptazione di noradrenalina, dopamina e serotonina: è la prima molecola con questo meccanismo approvata per l’ADHD, ed è questo il senso di «primo della sua classe».
Cosa cambia in concreto: metilfenidato e anfetamine agiscono su dopamina e noradrenalina, l’atomoxetina soprattutto sulla noradrenalina. La centanafadina aggiunge un terzo bersaglio, la serotonina.
Sul peso di quel terzo bersaglio conviene però essere prudenti. Nei primi studi di laboratorio, quando si chiamava ancora EB-1020, la molecola veniva descritta come un inibitore di noradrenalina e dopamina, con una potenza sulla noradrenalina circa sei volte maggiore che sulla dopamina.
Quella formula, poi, parla del meccanismo e non dell’efficacia. Nessuno studio confronta direttamente la centanafadina con il metilfenidato o con la lisdexamfetamina, quindi oggi non si può dire se funzioni meglio, peggio o uguale.
L’errore che sta già circolando: non è un «non stimolante»
In italiano come in inglese, la centanafadina viene spesso presentata come «non stimolante»: lo fanno pagine divulgative scritte prima dell’approvazione e perfino l’abstract di una meta-analisi pubblicata nel 2026. È sbagliato, e per correggerlo basta la fonte primaria: la scheda tecnica approvata dalla FDA.
La sezione 1, quella che definisce il prodotto, recita testualmente che Simtriyo è «a norepinephrine-dopamine-serotonin reuptake inhibitor and central nervous system stimulant». La sezione 12.1 lo ripete: la centanafadina è uno stimolante del sistema nervoso centrale.
C’è di più. L’intestazione della scheda porta la dicitura «[controlled substance schedule pending]»: la classificazione come sostanza soggetta a controllo federale deve ancora essere determinata dalla Drug Enforcement Administration. Non è un farmaco fuori dalle tabelle, è un farmaco che nelle tabelle deve ancora essere collocato.
La distinzione conta perché chi cerca un nuovo farmaco per l’ADHD spesso sta cercando un’alternativa agli stimolanti, per una controindicazione cardiologica o perché non li ha tollerati. La centanafadina non è quella risposta.
Approvata dalla FDA, ma neanche negli USA è ancora in vendita
Il dettaglio che cambia le aspettative è scritto nero su bianco nella lettera di approvazione della FDA.
La lettera stabilisce che la data di approvazione di Simtriyo sarà quella in cui la DEA pubblicherà nel Federal Register l’avviso di schedulazione provvisoria della centanafadina, e aggiunge che il farmaco «può essere commercializzato solo dopo» quella pubblicazione e dopo un supplemento alla domanda dell’azienda.
Tradotto: l’approvazione è arrivata, la commercializzazione no. Al 1° ottobre 2026 nel Federal Register non c’è ancora nessun avviso della DEA sulla centanafadina: gli unici documenti che la nominano sono quattro avvisi del 23 luglio sulla proroga provvisoria dei suoi brevetti. Quindi oggi non è acquistabile in nessuna farmacia del mondo, Stati Uniti compresi.
Otsuka parla di disponibilità entro fine anno, dopo la schedulazione della DEA. Quella previsione, quando viene ripresa in italiano, riguarda il mercato statunitense, non il nostro.
Come si assume e a che dosaggi
Simtriyo è una capsula a rilascio prolungato in tre dosaggi: 140, 210 e 280 mg. Si prende una volta al giorno, al mattino, alla stessa ora, con o senza cibo. La capsula può essere deglutita intera oppure aperta, con il contenuto versato su salsa di mele, yogurt o succo d’arancia.
Per gli adulti la dose iniziale è 210 mg al giorno, aumentabile fino a 280 mg in base a risposta e tollerabilità: i dosaggi utilizzabili nell’adulto sono di fatto due.
In età pediatrica lo schema cambia. Fra i 13 e i 17 anni la dose è 280 mg. Fra i 6 e i 12 anni si va a peso: 140 mg da 20 a meno di 35 chili, 210 mg fra 35 e 50, 280 mg oltre i 50. Sotto i 6 anni e sotto i 20 chili l’uso non è raccomandato, per il rischio di calo ponderale e per mancanza di dati.
Il picco di concentrazione arriva intorno alle 5 ore e lo stato stazionario già al secondo giorno: una curva pensata per coprire la giornata con una sola presa.
Caffè, alcol e altri farmaci
Tre interazioni della scheda FDA toccano abitudini quotidiane. La prima è il caffè: la centanafadina rallenta l’enzima CYP1A2, quello che smaltisce la caffeina, e in uno studio con 200 mg di caffeina l’esposizione complessiva alla caffeina è raddoppiata, anche se il picco non è cambiato. La scheda chiede di sorvegliare gli effetti indesiderati delle sostanze smaltite da quell’enzima e, se serve, di ridurne la dose.
La seconda è l’alcol, da evitare insieme alla dose e per almeno due ore dopo. In laboratorio una soluzione al 20% di alcol ha liberato in un’ora e mezza circa l’85% del farmaco contenuto nella capsula, contro il 23% senza alcol: il rilascio prolungato salta, con il rischio di più effetti indesiderati subito e di meno efficacia nelle ultime ore della giornata.
La terza riguarda i farmaci che agiscono sulla serotonina, come molti antidepressivi: insieme alla centanafadina può comparire una sindrome serotoninergica. Con gli inibitori delle monoaminossidasi l’uso è controindicato fino a 14 giorni dalla sospensione, e con altri stimolanti si sommano gli effetti su pressione e frequenza cardiaca.
Cosa dicono gli studi sugli adulti, numeri alla mano
L’approvazione si appoggia a quattro studi di fase 3 randomizzati e controllati con placebo. Due riguardano gli adulti fra 18 e 55 anni, registrati come NCT03605680 e NCT03605836.
Nel primo, 466 pazienti con età media di 36 anni: la differenza rispetto al placebo sulla scala AISRS, che misura la gravità dei 18 sintomi dell’ADHD, è stata di -3,2 punti con la dose bassa e -2,7 con quella alta. Nel secondo, 440 pazienti di 35 anni di media, la differenza è stata di -4,0 e -4,4. In totale 906 randomizzati, 684 arrivati alla fine.
Gli intervalli di confidenza raccontano la parte che i comunicati stampa non riportano: nel primo studio l’estremo superiore per la dose alta arriva a -0,14, significativo ma per un soffio. La pubblicazione peer reviewed su Journal of Clinical Psychopharmacology traduce tutto in effect size: -0,28 e -0,24 in uno studio, -0,37 e -0,40 nell’altro. Sono effetti piccoli, misurabili ma modesti. Il quadro non cambia mettendo insieme gli studi: una meta-analisi del 2026 su cinque studi controllati, con 1.968 partecipanti fra adulti e ragazzi, stima un effetto complessivo di -0,37, fra piccolo e moderato.
C’è poi un asterisco metodologico che merita di essere detto per intero. I due studi sugli adulti non sono stati condotti con la capsula Simtriyo. La scheda FDA ripete più volte l’espressione «un’altra formulazione di centanafadina», e la pubblicazione del 2022 parla infatti di compresse a rilascio sostenuto da 200 e 400 mg al giorno. L’efficacia della capsula negli adulti è dedotta per equivalenza farmacocinetica. Non è un’irregolarità, è una procedura ordinaria che si chiama bridging, ma serve a calibrare le aspettative: la capsula che arriverà in farmacia non è la stessa cosa che è stata testata negli adulti.
L’unico confronto con il metilfenidato è indiretto. Un’analisi del 2025, finanziata da Otsuka, ha messo i dati di questi due studi accanto a quelli pubblicati di un metilfenidato a rilascio prolungato, con un metodo statistico chiamato MAIC. A quattro settimane non è emersa una differenza significativa di efficacia, ma con un intervallo di confidenza largo più di 10 punti, mentre l’insonnia è risultata meno frequente con la centanafadina, di 9,5 punti percentuali. Non vale come uno studio testa a testa: dice che le due molecole non si sono distinte, non che si equivalgono.
Bambini e adolescenti: dove ha funzionato e dove no
Gli altri due studi riguardano l’età pediatrica, ed è qui che i risultati diventano più netti in entrambe le direzioni. Nello studio sui bambini fra 6 e 12 anni (NCT05428033) sono stati randomizzati 480 pazienti, 367 hanno completato. Sulla scala ADHD-RS-5 la differenza rispetto al placebo è stata di -5,6 punti con la dose equivalente ai 280 mg, mentre la dose equivalente ai 140 mg non ha raggiunto la significatività statistica.
Nello studio sugli adolescenti fra 13 e 17 anni (NCT05257265), pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 459 pazienti randomizzati e 371 arrivati in fondo. Con 280 mg la differenza rispetto al placebo è stata di -4,4 punti, già visibile alla prima settimana. Anche qui la dose più bassa non ha battuto il placebo.
Il quadro, letto senza filtri: la molecola funziona in modo consistente solo al dosaggio più alto, e al più basso ha fallito l’endpoint primario in entrambi gli studi pediatrici.
I due avvertimenti in riquadro nero e gli effetti indesiderati
Simtriyo è stato approvato con un boxed warning doppio, il livello massimo di avvertenza previsto dalla FDA: un solo riquadro nero, che però contiene due avvertenze distinte. È una combinazione insolita: fra i farmaci per l’ADHD, l’avvertenza sul suicidio finora accompagnava non stimolanti come atomoxetina e viloxazina, quella sull’abuso gli stimolanti.
Il primo riguarda pensieri e comportamenti suicidari nei pazienti in età pediatrica, dai 6 anni in su. Nello studio a sei settimane sui bambini di 6-12 anni un tentativo di suicidio è stato riportato nello 0,7% dei trattati, cioè 2 pazienti su 304, contro lo 0% del placebo. Nello studio in aperto su 6-17 anni l’ideazione suicidaria è comparsa nello 0,8% dei casi, 5 su 620.
Il secondo riguarda abuso, uso improprio e dipendenza, e poggia su due studi in persone con esperienza di uso ricreativo di stimolanti. Nel primo, dosi singole da 400 e 800 mg a rilascio immediato hanno prodotto punteggi di gradimento superiori al placebo e non significativamente inferiori a quelli dell’amfetamina da 40 mg. Nel secondo, con dosi da 200 a 800 mg, il gradimento è rimasto sotto quello dell’amfetamina da 15 e 30 mg, ma l’umore euforico è comparso nel 17-30% dei casi, in linea con l’amfetamina (19-35%). La scheda conclude che la centanafadina ha un potenziale di abuso. Va riportato anche il dato opposto: negli adulti l’interruzione brusca non ha prodotto sintomi di astinenza distinguibili dal placebo.
Sugli effetti indesiderati, negli adulti i più comuni sono mal di testa (8% contro 7% del placebo), riduzione dell’appetito (7% contro 2%), insonnia (7% contro 4%), nausea (7% contro 2%), secchezza delle fauci (6% contro 0%) e diarrea (5% contro 1%). Le interruzioni per eventi avversi sono state il 6% con la dose alta contro l’1% del placebo. Gli effetti di tipo psichiatrico, soprattutto insonnia, irritabilità, sogni anomali, umore depresso e ansia, hanno riguardato il 16% con la dose alta, il 14% con quella bassa e l’8% con il placebo.
Sul lungo periodo c’è uno studio in aperto di un anno sugli adulti, con le compresse usate negli studi registrativi alla dose di 400 mg al giorno. Dei 662 iscritti lo hanno completato in 345, poco più della metà, e il 12,3% dei trattati ha smesso per effetti indesiderati; i più frequenti nell’anno sono stati insonnia (8%), nausea (7,7%), diarrea e mal di testa (7% ciascuno).
Le controindicazioni sono l’ipersensibilità nota, l’uso di un inibitore delle monoaminossidasi da meno di 14 giorni e il feocromocitoma; fra le avvertenze, la malattia cardiaca grave, l’aumento di pressione e frequenza cardiaca, i sintomi psicotici o maniacali, la soppressione della crescita in età pediatrica e la sindrome serotoninergica.
Infine ciò che ancora non si sa: la FDA ha imposto quattro studi post marketing, su insufficienza epatica grave, allattamento e gravidanza. Le prime due relazioni sono attese fra il 2029 e il 2030, quelle sulla gravidanza non prima del 2037.
Perché in Italia non puoi averla
Qui la risposta è netta. La centanafadina non compare nell’elenco dei medicinali dell’Agenzia Europea per i Medicinali e non ha un’autorizzazione italiana. Le due cose vanno tenute distinte, perché un farmaco può essere autorizzato in Italia anche senza passare dall’EMA, come è appena successo alla lisdexamfetamina: qui però non risulta autorizzato da nessuna parte in Europa, perché nessuno lo ha ancora chiesto. Anche la banca dati dei farmaci dell’AIFA, interrogata il 1° ottobre 2026, non restituisce nulla né per centanafadina né per Simtriyo. Nessun medico italiano può prescriverla, nessuna farmacia può dispensarla.
Il punto più interessante però è un altro. La centanafadina non compare neanche nella lista delle domande di autorizzazione in valutazione presso il comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA. Ne abbiamo controllato sei edizioni consecutive, da aprile a settembre 2026: nell’ultima, con dati estratti il 4 settembre, non compare né la molecola né alcuna domanda con indicazione ADHD. Ad agosto anche il registro europeo delle sperimentazioni cliniche non restituiva nulla.
Lo diciamo esplicitamente, perché è più utile di una supposizione: al momento non risulta depositata alcuna domanda di autorizzazione europea per la centanafadina. Non che non arriverà mai, ma il percorso non risulta nemmeno iniziato.
Sui tempi l’EMA è precisa: fino a 210 giorni «attivi», interrotti da uno o due periodi di sospensione, e la stessa agenzia sintetizza che la valutazione di un nuovo medicinale dura complessivamente circa un anno. Poi servirebbe il passaggio AIFA per prezzo e rimborsabilità. E quel conteggio parte dal deposito della domanda, che non è ancora arrivato.
«Sarà disponibile entro fine anno»: cosa vuol dire davvero per te
Chi legge «sarà disponibile entro la fine dell’anno» capisce, ragionevolmente, «arriva in farmacia da noi». Non è così: la frase traduce un comunicato che parla di Stati Uniti e di schedulazione DEA.
La domanda successiva è quasi automatica: allora me la faccio mandare da lì. La norma è il decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997 sull’importazione di medicinali registrati all’estero. L’articolo 1 parla di medicinali «posti regolarmente in vendita in Paesi esteri ma non autorizzati all’immissione in commercio sul territorio nazionale», spediti su richiesta del medico curante, per non più di novanta giorni di terapia e in mancanza di valida alternativa.
Per Simtriyo la questione si chiude alla prima riga. Il decreto richiede che il medicinale sia regolarmente in vendita in un Paese estero, e Simtriyo non lo è da nessuna parte, neanche negli Stati Uniti, proprio perché manca la pubblicazione della DEA. La condizione di partenza non esiste ancora.
È lo stesso nodo che si ripresenta con un’altra molecola molto cercata in italiano, affrontato in perché l’Adderall non si trova in Italia. Cambia il farmaco, non la logica.
Cosa si usa in Italia adesso
Se stai cercando una terapia e non una notizia, in Italia le opzioni esistono e una è cambiata proprio quest’anno. Il metilfenidato resta la prima linea, con i marchi Ritalin, Medikinet ed Equasym. Per l’adulto c’è un passaggio che molti ignorano: dal 19 ottobre 2023 AIFA consente l’utilizzo in regime di rimborsabilità del Medikinet per l’ADHD nella popolazione adulta di nuova diagnosi, tramite il Piano Terapeutico web based. Il quadro completo è in metilfenidato negli adulti.
La novità del 2026, almeno sulla carta, è la lisdexamfetamina. Con la determina AIFA numero 182 del 9 giugno 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 17 giugno, è stata autorizzata l’immissione in commercio di Minalix, in confezioni da 20 a 70 mg. La classificazione è C(nn), non ancora valutato ai fini della rimborsabilità, con ricetta ministeriale a ricalco. L’indicazione riguarda i bambini dai 6 anni quando la risposta al metilfenidato è inadeguata e gli adulti con sintomi preesistenti fin dall’infanzia. Autorizzato però non vuol dire in farmacia: al 1° ottobre 2026 la banca dati AIFA riporta ancora tutte le confezioni di Minalix come mai commercializzate. Il contesto sulla molecola è in Elvanse e Vyvanse in Italia.
Sulla prescrizione la Gazzetta è esplicita: è limitata «agli specialisti in neuropsichiatria infantile e in psichiatria operanti in centri di riferimento per la ADHD individuati dalle regioni e province autonome». Non è un farmaco che il medico di base può scriverti.
Il principale non stimolante, l’atomoxetina, oggi in Italia non ha un medicinale in commercio: Strattera è uscito dal mercato il 30 settembre 2023 e ad aprile 2026 ne è stata revocata l’autorizzazione, quindi l’unica strada è l’importazione, valutata dallo specialista.
Se non hai ancora una diagnosi, il farmaco è una domanda che viene dopo: il percorso è in come si ottiene una diagnosi di ADHD in Italia. Prima ancora di parlare di molecole, un test ADHD gratuito per adulti ti aiuta a capire se ha senso chiedere una valutazione: è uno screening, non una diagnosi, ma ti lascia un profilo concreto da portare allo psichiatra.
Fonti scientifiche
Indicazione, dosaggi, interazioni, avvertenze ed efficacia vengono dalla scheda tecnica FDA e dalla lettera di approvazione; gli studi sono tutti indicizzati su PubMed. Stato di DEA, EMA e AIFA verificato il 1° ottobre 2026.
- U.S. Food and Drug Administration (2026). SIMTRIYO (centanafadine) extended-release capsules. Highlights of Prescribing Information, revisione 7/2026. Scheda tecnica FDA, NDA 218145
- U.S. Food and Drug Administration (2026). NDA 218145 Approval Letter, 24 luglio 2026. Lettera di approvazione FDA
- Adler LA et al. (2022). Efficacy, Safety, and Tolerability of Centanafadine Sustained-Release Tablets in Adults With Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder. Journal of Clinical Psychopharmacology, 42(5):429-439. DOI 10.1097/JCP.0000000000001575
- Ward CL et al. (2025). Centanafadine for Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder in Adolescents: A Randomized Clinical Trial. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 65(6):805-817. DOI 10.1016/j.jaac.2025.06.023
- Mattingly GW et al. (2025). 52-Week Open-Label Safety and Tolerability Study of Centanafadine Sustained Release in Adults With Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder. Journal of Clinical Psychopharmacology, 45(5):454-462. DOI 10.1097/JCP.0000000000002020
- Schein J et al. (2025). A Matching-Adjusted Indirect Comparison (MAIC) of Centanafadine versus Methylphenidate Hydrochloride in Adults with ADHD. Canadian Journal of Psychiatry, 70(8):629-638. Studio finanziato da Otsuka. DOI 10.1177/07067437251342279
- Muneer MA et al. (2026). Efficacy and Safety of Centanafadine in Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Psychopharmacology Bulletin, 56(3):47-65. DOI 10.64719/pb.18516
- Bymaster FP et al. (2012). Pharmacological characterization of the norepinephrine and dopamine reuptake inhibitor EB-1020. Synapse, 66(6):522-532. DOI 10.1002/syn.21538
- Otsuka America Pharmaceutical (24 luglio 2026). Otsuka Receives FDA Approval for First-in-Class SIMTRIYO (centanafadine). Comunicato stampa Otsuka USA; comunicato della casa madre del 27 luglio 2026: Otsuka Pharmaceutical Co., Ltd.
- Federal Register. Ricerca dei documenti che citano «centanafadine», verificata il 1° ottobre 2026: solo quattro avvisi del 23 luglio 2026 sulla proroga dei brevetti. Federal Register, ricerca «centanafadine»
- European Medicines Agency. Applications for new human medicines under evaluation, edizione settembre 2026 (dati estratti il 4 settembre 2026). Elenco EMA delle domande in valutazione
- European Medicines Agency. The evaluation of medicines, step-by-step. Tempi della valutazione EMA
- Determina AIFA AAM/A.I.C. n. 182 del 9 giugno 2026, medicinale Minalix. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 138 del 17 giugno 2026. Gazzetta Ufficiale n. 138/2026
- Agenzia Italiana del Farmaco (19 ottobre 2023). Modifica PT web, Metilfenidato (ADHD). Comunicazione AIFA sul Piano Terapeutico
- Agenzia Italiana del Farmaco. Banca dati dei farmaci, ricerche «centanafadina», «Simtriyo», «Minalix» e «atomoxetina» del 1° ottobre 2026. Banca dati farmaci AIFA
- Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 86 del 14 aprile 2026, atto 26A01796: revoca, su rinuncia, dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Strattera. Gazzetta Ufficiale n. 86/2026
Domande frequenti sulla centanafadina
La centanafadina (Simtriyo) è disponibile in Italia?
No. La centanafadina non compare nell’elenco dei medicinali autorizzati dall’Agenzia Europea per i Medicinali e non è autorizzata da AIFA: al 1° ottobre 2026 la banca dati dei farmaci dell’AIFA non restituisce nulla né per centanafadina né per Simtriyo. Nessun medico italiano può prescriverla e nessuna farmacia può dispensarla. L’approvazione del 24 luglio 2026 riguarda esclusivamente gli Stati Uniti.
La centanafadina è uno stimolante o un non stimolante?
È uno stimolante. La scheda tecnica approvata dalla FDA la definisce testualmente inibitore della ricaptazione di noradrenalina, dopamina e serotonina e stimolante del sistema nervoso centrale, e aggiunge che la schedulazione come sostanza soggetta a controllo federale deve ancora essere assegnata dalla Drug Enforcement Administration. Le pagine che la descrivono come un non stimolante sbagliano.
Quando arriverà la centanafadina in Europa e in Italia?
Non è possibile dare una data, perché il percorso europeo non risulta nemmeno iniziato: la centanafadina non compare nella lista delle domande in valutazione presso il CHMP dell’EMA, verificata fino all’edizione di settembre 2026. L’EMA indica che la valutazione di un nuovo medicinale dura di norma circa un anno, ma quel conteggio parte dal deposito della domanda.
Posso farmi mandare Simtriyo dagli Stati Uniti?
No. Il decreto ministeriale dell’11 febbraio 1997 consente l’importazione di medicinali posti regolarmente in vendita in Paesi esteri, su richiesta del medico curante e in mancanza di valida alternativa. Simtriyo non soddisfa la prima condizione: al 1° ottobre 2026 non è in vendita da nessuna parte, neanche negli Stati Uniti, perché la DEA non ha ancora pubblicato la sua classificazione.
Che differenza c’è fra la centanafadina e il metilfenidato?
Il metilfenidato aumenta la disponibilità di dopamina e noradrenalina, la centanafadina agisce su tre neurotrasmettitori aggiungendo la serotonina. Entrambi sono classificati come stimolanti del sistema nervoso centrale. Non esistono studi di confronto diretto: gli studi registrativi della centanafadina l’hanno confrontata con il placebo. L’unico confronto con il metilfenidato è un’analisi indiretta del 2025, finanziata da Otsuka, che a quattro settimane non ha trovato differenze significative di efficacia e ha trovato meno insonnia: un metodo statistico che non sostituisce uno studio testa a testa.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni della centanafadina?
Negli studi sugli adulti i più frequenti sono stati mal di testa, calo dell’appetito, insonnia, nausea, secchezza della bocca e diarrea. Nei bambini fra 6 e 12 anni eruzioni cutanee e calo dell’appetito, negli adolescenti anche nausea, mal di testa e dolore addominale. La scheda FDA aggiunge due avvertenze in riquadro nero: il rischio di pensieri e comportamenti suicidari nei pazienti dai 6 ai 17 anni e il rischio di abuso e dipendenza.