Strumenti di screening

BAARS-IV: cos’è la scala di Barkley per l’ADHD negli adulti e se esiste in italiano o in PDF

La BAARS-IV, sigla di Barkley Adult ADHD Rating Scale-IV, è una scala con cui i clinici misurano i sintomi dell’ADHD negli adulti: quelli di oggi, quelli ricordati dall’infanzia e, in una sezione a parte, il cosiddetto tempo cognitivo lento. L’ha pubblicata nel 2011 Russell A. Barkley, e dal 2017 esiste un’edizione italiana. Qui trovi cosa misura, come è fatta, come funziona il punteggio senza riprodurne le soglie, se esiste un PDF legale, cosa dice la ricerca e come si colloca rispetto ad ASRS, CAARS e DIVA-5.

calendar_today23 settembre 2026 schedule12 min di lettura verified9 studi peer-reviewed
Modulo di una scala di valutazione con caselle da barrare su un portablocchi, accanto a una penna e a un manuale: la BAARS-IV di Barkley per l’ADHD negli adulti
Luca Ferretti

Luca Ferretti

Divulgatore scientifico · redazione Test ADHD Italia

Disclaimer: questa guida ha scopo informativo. La BAARS-IV è uno strumento clinico e non sostituisce una valutazione specialistica. Non riproduciamo gli item, le tabelle dei punteggi né le soglie della scala, e non indichiamo copie non autorizzate. Nessun test, da solo, fornisce una diagnosi di ADHD: la diagnosi è competenza di psichiatra, neuropsichiatra o psicologo clinico iscritto all’Albo.

In breve: la BAARS-IV (Barkley Adult ADHD Rating Scale-IV) è una scala di valutazione dei sintomi ADHD negli adulti, pubblicata da Russell A. Barkley nel 2011 e costruita sui 18 sintomi del DSM-IV. Misura disattenzione, iperattività, impulsività e, a parte, il tempo cognitivo lento, che un gruppo di esperti propone di chiamare sindrome da disimpegno cognitivo. Ha forme per i sintomi attuali e per quelli dell’infanzia, da compilare da soli o da parte di chi ti conosce bene, più una versione breve, la Quick Screen. Esiste in italiano: Hogrefe l’ha pubblicata nel 2017, con norme su 627 adulti. Un PDF gratuito legale invece non esiste: l’editore autorizza le fotocopie dei moduli solo a chi acquista il volume, per uso professionale. E da sola non fa diagnosi.

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Cos’è la BAARS-IV

La BAARS-IV è una scala di valutazione: un questionario standardizzato in cui si indica con quale frequenza capitano certi comportamenti. Misura nell’adulto i sintomi dell’ADHD di oggi, il ricordo di quelli dell’infanzia e le aree di vita in cui creano problemi. È collegata ai criteri diagnostici del DSM, il manuale dell’American Psychiatric Association, e copre le età dai 18 agli 89 anni.

L’autore è Russell A. Barkley, che fino al pensionamento, nel 2021, ha insegnato in università americane e ha pubblicato sei scale di valutazione e oltre 300 articoli e capitoli su ADHD e funzioni esecutive. L’edizione originale è uscita nel 2011 per Guilford Press.

Secondo l’editore italiano, serve a capire in poco tempo se le difficoltà di un adulto che sospetta l’ADHD escono chiaramente da quelle comuni nella popolazione generale. È uno strumento professionale: la usa lo specialista dentro una valutazione.

Cosa misura: le quattro sezioni della scala

La forma lunga divide i sintomi attuali in quattro sezioni, ricavate con un’analisi fattoriale sulle risposte di 1.249 adulti americani: un metodo statistico che raggruppa le domande a cui si tende a rispondere in modo simile. Ecco la struttura, senza riprodurre le domande:

SezioneItemCosa raccoglie
Disattenzione9I nove sintomi di disattenzione del DSM, come distrazione, dimenticanze e fatica a organizzarsi
Iperattività5Cinque dei sei sintomi di iperattività del DSM, come irrequietezza e bisogno di muoversi
Impulsività4I tre sintomi di impulsività del DSM più il parlare troppo, che negli adulti si raggruppava con l’impulsività
Tempo cognitivo lento (SCT)9Fantasticare, sentirsi annebbiati, sonnolenza, lentezza; solo nella versione sui sintomi attuali
Domande aggiuntive3Frequenza dei sintomi, età di comparsa, aree compromesse: casa, istruzione, lavoro, relazioni

Le prime tre sezioni si sommano in un punteggio ADHD totale; il tempo cognitivo lento resta separato. Il manuale nota che negli adulti l’impulsività, soprattutto verbale, si stacca dall’iperattività, mentre nei ricordi dell’infanzia le due restano unite: per questo la versione sull’infanzia ha due sezioni da nove sintomi, disattenzione e iperattività-impulsività.

Il punto di forza è che la scala non si ferma ai sintomi: chiede anche dove ti hanno creato problemi. In una revisione del 2024 su dieci scale per l’ADHD adulto, la BAARS-IV era l’unica a includere la compromissione funzionale (Caroline S e colleghi, 2024, DOI 10.1177/10870547241226654).

Le versioni: attuale, infanzia, Quick Screen e intervista

La BAARS-IV è una piccola famiglia di moduli. Nell’edizione italiana, secondo l’editore, sono questi:

  • Autovalutazione, sintomi attuali: 30 item su sintomi e funzionamento di oggi.
  • Autovalutazione, infanzia: 20 item sul ricordo dei sintomi da bambino, senza il tempo cognitivo lento.
  • Eterovalutazione: le stesse due versioni, compilate da chi ti conosce bene, per esempio il partner, un genitore, un fratello o una sorella.
  • Quick Screen: la forma breve, 8 item per i sintomi attuali e 6 per l’infanzia, in autovalutazione ed eterovalutazione; non misura il tempo cognitivo lento.
  • Intervista: basata sulla forma lunga, per chi non riesce a compilare il questionario da solo.

Il confronto tra autovalutazione ed eterovalutazione è una delle parti più utili: se divergono molto, l’editore indica di esplorarne le ragioni con un colloquio clinico. La versione sull’infanzia serve perché il DSM-5 chiede che alcuni sintomi fossero presenti prima dei 12 anni; e poiché il ricordo di sé da bambini è fallibile, può aiutare anche quella compilata da un genitore.

L’editore originale indica 5-7 minuti per la forma lunga e 3-5 per la Quick Screen. Barkley ha costruito quest’ultima con i sintomi che distinguevano meglio gli adulti con ADHD dalla popolazione generale e dal gruppo clinico di controllo: nel manuale originale sono cinque sintomi per l’oggi e quattro per l’infanzia, tutti di disattenzione.

Il tempo cognitivo lento, o sindrome da disimpegno cognitivo

La sezione più particolare della BAARS-IV riguarda lo sluggish cognitive tempo (SCT), letteralmente tempo cognitivo lento: sognare a occhi aperti, sentirsi confusi o annebbiati, avere un’aria assonnata, muoversi con lentezza, avere poca energia. Nei dati del manuale questi sintomi formavano un fattore separato dalla disattenzione dell’ADHD.

Un gruppo di lavoro internazionale di 13 esperti, di cui faceva parte anche Barkley, si è riunito dieci volte nel 2021 e ha proposto di chiamarlo cognitive disengagement syndrome (CDS), cioè sindrome da disimpegno cognitivo (Becker e colleghi, 2023, DOI 10.1016/j.jaac.2022.07.821). Due le ragioni: «sluggish», fiacco, può suonare offensivo e far pensare a pigrizia; e la ricerca non ha confermato che il nucleo del problema sia la lentezza.

Secondo lo stesso rapporto, negli adulti questi sintomi sono legati soprattutto alla disattenzione dell’ADHD, con una correlazione media di 0,72, ma restano una dimensione distinta; compaiono in forma elevata nel 46% degli adulti con ADHD e sono fortemente associati alla depressione. Criteri diagnostici condivisi non esistono ancora.

Per chi usa la BAARS-IV questo conta in due modi. Una revisione sistematica di 76 studi le riconosce un supporto particolarmente solido nel misurare il tempo cognitivo lento riferito dagli adulti (Becker, 2021, DOI 10.1016/j.jaac.2020.10.016). E un punteggio alto qui non significa «più ADHD»: può indicare un quadro diverso, spesso intrecciato con umore e sonno.

Come si calcola il punteggio, senza riprodurre le soglie

La logica dello scoring si spiega senza riprodurre tabelle e soglie, che sono protette da copyright. Ogni voce si valuta su quattro livelli di frequenza. Il clinico somma le risposte di ogni sezione: disattenzione, iperattività, impulsività, il totale ADHD delle tre e, a parte, il tempo cognitivo lento. Poi conta le voci segnate con le due frequenze più alte, che il manuale tratta come sintomi perché nella popolazione generale sono risposte rare.

Il numero da solo non dice niente: i fogli di scoring lo convertono in un percentile, cioè lo confrontano con un campione di riferimento della stessa fascia d’età. Nell’originale le fasce sono tre, 18-39, 40-59 e 60-89 anni; anche l’edizione italiana ne usa tre e distingue sintomi attuali e dell’infanzia.

Per la Quick Screen il manuale raccomanda di considerare probabile l’ADHD solo se superano la soglia sia la parte sui sintomi attuali sia quella sull’infanzia: nel campione americano succedeva al 5,8% delle persone, vicino al 5% circa di adulti con ADHD che Barkley indicava per gli Stati Uniti.

Perché non pubblichiamo le soglie? Perché fuori dal manuale ingannano: un totale fatto su un foglio trovato online e confrontato con un numero letto in un forum dà una sicurezza senza basi.

BAARS-IV e DSM: nata sul DSM-IV, ancora allineata al DSM-5

Le voci sull’ADHD della BAARS-IV sono i 18 sintomi del DSM-IV-TR, nove di disattenzione e nove di iperattività-impulsività. Il DSM-5, uscito nel 2013, non ha cambiato l’elenco: secondo l’American Psychiatric Association ha aggiunto esempi per riconoscere i sintomi a ogni età.

Sono cambiate due regole importanti per gli adulti: per i ragazzi più grandi e gli adulti bastano cinque sintomi in uno dei due gruppi invece di sei, e alcuni sintomi devono essere presenti prima dei 12 anni invece che prima dei 7 (APA, 2013).

Il manuale della BAARS-IV anticipava entrambi i temi: sul campione americano la soglia dei sei sintomi di disattenzione corrispondeva al 98,6° percentile, cioè a poco più dell’1% degli adulti, e il limite dei 7 anni aveva poca utilità clinica. La scala resta quindi utilizzabile con il DSM-5: l’elenco dei sintomi è lo stesso, sono cambiate le regole con cui lo specialista li conta.

Esiste la BAARS-IV in italiano?

Sì, ed è la differenza più netta rispetto al CAARS, la scala di Conners per adulti, che in italiano non risulta in commercio. L’edizione italiana è di Hogrefe, con l’adattamento di Stefano Pallanti e Luana Salerno dell’Istituto di Neuroscienze di Firenze: è uscita nel 2017, in un volume con i moduli in appendice.

SchedaEdizione originaleEdizione italiana
Editore e annoGuilford Press, 2011Hogrefe, 2017 (ISBN 9788898542260)
Campione normativo1.249 adulti, rappresentativi della popolazione USA (censimento 2000)627 persone tra 18 e 89 anni (autovalutazione)
NormePercentili per tre fasce d’etàPercentili per tre fasce d’età, attuali e infanzia
Coerenza interna dichiarata0,92 (attuali) e 0,95 (infanzia)Tra 0,67 e 0,91

Un limite: su PubMed, al 23 settembre 2026, non abbiamo trovato la validazione italiana pubblicata come articolo a sé. I dati stanno nel manuale, che secondo l’editore include il confronto con 104 adulti con ADHD e con scale come ASRS v1.1, WURS e BDEFS.

La scala è comunque usata nei centri italiani: a Modena, nel centro per lo screening dell’ADHD adulto dell’AUSL, è servita come termine di confronto per validare la versione italiana della DIVA-5 su 132 persone (Di Lorenzo e colleghi, 2025, DOI 10.3390/healthcare13030244), e a Messina in uno studio pilota su 17 adulti con ADHD (Mento e colleghi, 2026, DOI 10.3389/fpsyg.2026.1788715).

Se cercavi la «ADHD Rating Scale-IV», attenzione al nome: la ADHD Rating Scale è un’altra scala, di DuPaul e colleghi, e la sua edizione attuale, la ADHD-RS-5, riguarda bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni, con versioni per genitori e insegnanti.

Esiste la BAARS-IV in PDF? Perché quello gratis non è legale

La risposta onesta è che un PDF gratuito legale non esiste. La BAARS-IV è protetta da copyright, e l’editore italiano autorizza la fotocopia dei moduli «a chi acquista il test, esclusivamente per uso professionale»; anche quello americano parla di una licenza di fotocopia limitata a chi compra il manuale. Un file messo in rete da altri non è coperto da questa autorizzazione.

C’è anche un motivo pratico: il punteggio si legge solo con le tabelle del manuale divise per fasce d’età, e senza quelle un totale resta un numero senza riferimento.

Attenzione alle versioni online non ufficiali

In rete circolano versioni online non ufficiali in inglese che danno un risultato. Una avverte da sola di essere pensata per scopi educativi e di intrattenimento, senza garanzie di accuratezza. Non le linkiamo: non sono l’edizione italiana, e nessun clinico ne legge il risultato.

Le strade corrette sono due. Il professionista compra il volume dall’editore: 89 euro con i moduli fotocopiabili, 142 in set con la BFIS, la scala di Barkley sulla compromissione funzionale (sito di Hogrefe, 23 settembre 2026); per vendere test ai privati, l’editore chiede di dichiarare la propria professione. Il volume compare anche nelle librerie online, ma averlo in casa non trasforma la scala in un’autodiagnosi.

Se vuoi essere valutato tu, chiedi allo specialista quali strumenti usa. Per un primo orientamento gratuito in italiano c’è il nostro percorso di screening ADHD: non è la BAARS-IV, ma ti dà un profilo ordinato da portare alla visita.

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Cosa dice la ricerca sulla BAARS-IV

La BAARS-IV è stata studiata in popolazioni molto diverse. Ecco i risultati principali:

StudioChiCosa ha trovato
Becker e colleghi, 2014768 studenti universitariQuattro dimensioni distinte ma correlate; il tempo cognitivo lento legato a difficoltà di studio, ansia e depressione
Young e colleghi, 2016390 detenuti britanniciLa scala completa riconosceva il 37,9% dei casi diagnosticati al colloquio clinico, con specificità del 96,3%
Becker, 2021Revisione di 76 studiSupporto particolarmente solido per il tempo cognitivo lento riferito dagli adulti
Di Lorenzo e colleghi, 2025132 adulti a ModenaCorrelazioni tra 0,47 e 0,61 con le dimensioni corrispondenti della DIVA-5 italiana
Finley e colleghi, 2025162 adulti valutati per ADHDPunteggi estremi possono segnalare sintomi esagerati: con due scale insieme ne intercettavano il 57%, con specificità di almeno il 90%

Sull’affidabilità, l’editore americano riporta una coerenza interna di 0,92 per i sintomi attuali e 0,95 per l’infanzia, un accordo tra autovalutazione e valutazione di altri tra 0,67 e 0,70 e una stabilità a due-tre settimane di 0,75 e 0,79.

Il dato più istruttivo riguarda i limiti, e viene dal manuale stesso. Barkley ha costruito la Quick Screen confrontando adulti con ADHD, adulti della popolazione generale e un gruppo clinico di controllo: persone che si erano rivolte a un ambulatorio per l’ADHD convinte di averlo, senza poi riceverne la diagnosi. Con entrambe le soglie superate, lo screening riconosceva il 92,5% degli adulti con ADHD e sbagliava solo sullo 0,9% della popolazione generale, ma risultava positivo anche nel 64,3% del gruppo clinico.

Barkley nota che una parte di quel gruppo avrebbe forse soddisfatto criteri più adatti agli adulti. Il punto pratico resta: uno screening separa bene chi ha l’ADHD da chi non ha difficoltà, molto meno da chi ha difficoltà simili per altri motivi. Vale per qualunque questionario, compreso il nostro.

Le schede degli editori, infine, non elencano scale di validità interne: i segnali di risposte esagerate vengono dalla ricerca successiva (Finley e colleghi, 2025, DOI 10.1080/13854046.2024.2420376).

BAARS-IV, ASRS, CAARS e DIVA-5 a confronto

Questi strumenti rispondono a domande diverse e arrivano in momenti diversi della valutazione:

StrumentoChe cos’èChi lo compilaIn italianoQuando
BAARS-IVScala: sintomi attuali e dell’infanzia, compromissione, tempo cognitivo lentoTu, e chi ti conosce beneSì, Hogrefe 2017Valutazione specialistica
ASRS v1.1Screening dell’OMS: 18 domande sui sintomi attuali, 6 per lo screening rapidoTuSì, è il test 2 del nostro percorsoPrimo orientamento
CAARS 2Scale di Conners per adulti: forma completa, breve e indice ADHDTu, e un osservatoreNo: inglese, spagnolo nordamericano, francese canadeseValutazione specialistica
DIVA-5Intervista semistrutturata sui criteri del DSM-5Il clinico, con teSì, validata nel 2025Vicino alla diagnosi

La BAARS-IV sta a metà strada. È più ricca dell’ASRS, il questionario sviluppato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Kessler e colleghi, 2005, DOI 10.1017/s0033291704002892), perché aggiunge l’infanzia, lo sguardo di chi ti conosce e la compromissione; è meno vicina alla diagnosi della DIVA-5, che è un colloquio condotto dal clinico. Per l’infanzia esiste anche la scala WURS, per le funzioni esecutive il questionario BRIEF-A.

I test computerizzati dell’attenzione, invece, misurano come rispondi a un compito al computer: li trovi nella guida su MOXO, CPT e QbTest. La panoramica completa è nella guida ai 5 strumenti scientifici per il test ADHD.

Come si certifica l’ADHD negli adulti, e cosa puoi fare oggi

Nessun questionario certifica l’ADHD. La diagnosi in età adulta la formula uno psichiatra, un neuropsichiatra o uno psicologo clinico iscritto all’Albo, mettendo insieme colloquio, storia di vita dall’infanzia, criteri del DSM-5 ed esclusione di altre condizioni: il DSM-5 chiede che i sintomi si vedano in più contesti e che non siano spiegati meglio da un altro disturbo, come uno depressivo o d’ansia.

In Italia ci si arriva con il Servizio Sanitario Nazionale o in privato: i passaggi sono nella guida su come ottenere la diagnosi ADHD da adulto, le cifre in quella su quanto costa la diagnosi ADHD. Se ti riconosci in quello che hai letto, ecco il percorso pratico:

  1. Un primo orientamento gratuito. Il nostro percorso di screening gratuito parte da 15 domande sull’infanzia, ispirate ai criteri della WURS, senza registrazione. Con nome ed email, e nessuna password, sblocchi l’ASRS v1.1 dell’OMS e i moduli su funzioni esecutive, sensibilità sensoriale e criteri del DSM-5: sono ispirati a strumenti clinici, ma non sono quegli strumenti.
  2. La valutazione specialistica. Porta i risultati allo specialista e chiedigli quali strumenti usa: è lì che entrano in gioco la BAARS-IV, il CAARS o la DIVA-5.
  3. La diagnosi, se c’è. Apre, quando serve, al confronto su cosa può aiutarti. Se non arriva, capire da dove vengono le difficoltà resta un risultato utile.

La BAARS-IV è uno strumento solido, e averla con norme italiane è un vantaggio reale. Resta un mezzo nelle mani di chi ti valuta: oggi puoi arrivare a quella valutazione con le idee in ordine.

menu_bookFonti

Studi (PubMed): Kessler RC et al., Psychol Med 2005 (DOI 10.1017/s0033291704002892); Becker SP et al., J Clin Psychol 2014 (DOI 10.1002/jclp.22046); Young S et al., Psychol Med 2016 (DOI 10.1017/S0033291716000039); Becker SP, J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 2021 (DOI 10.1016/j.jaac.2020.10.016); Becker SP et al., J Am Acad Child Adolesc Psychiatry 2023 (DOI 10.1016/j.jaac.2022.07.821); Caroline S SS et al., J Atten Disord 2024 (DOI 10.1177/10870547241226654); Finley JA et al., Clin Neuropsychol 2025 (DOI 10.1080/13854046.2024.2420376); Di Lorenzo R et al., Healthcare (Basel) 2025 (DOI 10.3390/healthcare13030244); Mento C et al., Front Psychol 2026 (DOI 10.3389/fpsyg.2026.1788715).

Editori, consultati il 23 settembre 2026: Barkley RA, BAARS-IV, Guilford Press 2011 (scheda ed estratto del manuale); edizione italiana, Hogrefe 2017 (scheda); American Psychiatric Association, scheda DSM-5 sull’ADHD, 2013; schede di CAARS 2 (Multi-Health Systems) e ADHD Rating Scale-5 (Guilford Press).

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FAQ: la BAARS-IV di Barkley

Che cos’è il test BAARS per l’ADHD?expand_more
La BAARS-IV (Barkley Adult ADHD Rating Scale-IV) è una scala che misura i sintomi ADHD negli adulti, pubblicata da Russell A. Barkley nel 2011. Copre disattenzione, iperattività, impulsività e tempo cognitivo lento, con versioni per i sintomi attuali e per quelli dell’infanzia, anche da far compilare a chi ti conosce bene. È uno strumento per professionisti e da sola non fa diagnosi.
Esiste la BAARS-IV in italiano?expand_more
Sì. L’edizione italiana è pubblicata da Hogrefe dal 2017, con l’adattamento di Stefano Pallanti e Luana Salerno. Secondo l’editore ha norme costruite su 627 persone tra i 18 e gli 89 anni, e il volume contiene in appendice i moduli e i fogli di scoring.
Si trova la BAARS-IV in PDF gratis?expand_more
Non in forma legale. L’editore italiano autorizza la fotocopia dei moduli solo a chi acquista il volume, per uso professionale: un PDF messo in rete da altri non è coperto. E senza le tabelle del manuale, divise per fasce d’età, il punteggio non si può interpretare.
Cos’è lo sluggish cognitive tempo?expand_more
È un insieme di sintomi come sognare a occhi aperti, sentirsi annebbiati, sonnolenza e lentezza, distinto dalla disattenzione tipica dell’ADHD. Un gruppo di lavoro internazionale ha proposto di chiamarlo sindrome da disimpegno cognitivo (cognitive disengagement syndrome, CDS). Non ha ancora criteri diagnostici condivisi.
Qual è la differenza tra BAARS-IV e ASRS?expand_more
L’ASRS v1.1 dell’OMS è un questionario di screening di 18 domande sui sintomi attuali, per un primo orientamento. La BAARS-IV è più ampia: aggiunge l’infanzia, la versione per chi ti conosce, le aree di vita compromesse e il tempo cognitivo lento, con norme per fasce d’età. Si usa nella valutazione specialistica.
Come si certifica l’ADHD negli adulti?expand_more
Con una valutazione clinica di uno psichiatra, un neuropsichiatra o uno psicologo clinico iscritto all’Albo: colloquio, storia di vita dall’infanzia, criteri del DSM-5 ed esclusione di altre condizioni. Scale come la BAARS-IV o l’ASRS sono tasselli di quella valutazione e non la certificano da sole. In Italia ci si arriva con il Servizio Sanitario Nazionale o in privato.
La BAARS-IV dà una diagnosi di ADHD?expand_more
No. Dice quanto i sintomi riferiti si allontanano da quelli della popolazione generale della stessa fascia d’età, non da dove vengono. Nei dati del manuale la versione breve risultava positiva anche in molti adulti che si erano rivolti a un ambulatorio per l’ADHD senza riceverne la diagnosi. La diagnosi resta un giudizio clinico.

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