Strumenti Diagnostici 10 min lettura

DIVA-5: l'Intervista Diagnostica Gold Standard per l'ADHD Adulto

Se hai iniziato a informarti sulla diagnosi dell'ADHD adulto, prima o poi ti sei imbattuto nella sigla DIVA. In Italia è lo strumento di riferimento per la maggior parte dei centri specializzati. Questa guida spiega cos'è la DIVA-5, come funziona davvero, cosa cambia rispetto alla DIVA 2.0 e cosa dice la recente validazione italiana del 2025.

Luca Ferretti

Luca Ferretti

Giornalista scientifico · divulgazione ADHD

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Cos'è la DIVA-5 e da dove nasce

La DIVA-5, acronimo di Diagnostic Interview for ADHD in Adults, fifth edition, è un'intervista clinica semi-strutturata sviluppata dalla DIVA Foundation, una fondazione olandese senza scopo di lucro nata con l'obiettivo di mettere a disposizione dei clinici di tutto il mondo uno strumento standardizzato per la valutazione dell'ADHD adulto. La versione 5 è l'aggiornamento più recente rispetto ai criteri del DSM-5, il manuale diagnostico pubblicato dall'American Psychiatric Association che è oggi il riferimento internazionale per la diagnosi dei disturbi mentali.

La DIVA nasce per rispondere a un problema concreto: nei primi anni 2000 c'era pochissimo materiale strutturato per aiutare i clinici a esplorare in modo sistematico i sintomi dell'ADHD negli adulti. Fino ad allora, la maggior parte degli strumenti disponibili era stata pensata per i bambini. I pazienti adulti rischiavano di ricevere diagnosi poco omogenee, perché ogni clinico si affidava alla propria esperienza senza una traccia condivisa. La DIVA ha introdotto un protocollo replicabile che permette a due professionisti diversi, in due centri diversi, di arrivare a conclusioni coerenti sullo stesso paziente.

In Italia, la DIVA-5 è oggi utilizzata in buona parte dei centri di riferimento per l'ADHD adulto all'interno del Servizio Sanitario Nazionale e nella rete privata. È inclusa nelle linee guida operative di molte commissioni regionali e rappresenta, insieme alla CAARS (Conners' Adult ADHD Rating Scales), uno degli strumenti considerati più rigorosi per confermare o escludere la diagnosi.

Come è strutturata l'intervista

La DIVA-5 si articola su tre aree principali, che corrispondono alla struttura dei criteri del DSM-5. Ogni area è progettata per raccogliere informazioni sia sul presente del paziente sia sulla sua infanzia, perché una diagnosi valida richiede la dimostrazione che i sintomi fossero presenti prima dei 12 anni di età.

Parte 1, sintomi di disattenzione

Il clinico esplora i 9 criteri di disattenzione previsti dal DSM-5: difficoltà a sostenere l'attenzione, tendenza a commettere errori di distrazione, difficoltà a seguire istruzioni lunghe, problemi di organizzazione, evitamento di compiti che richiedono sforzo mentale prolungato, frequenti perdite di oggetti, distraibilità, dimenticanze nelle attività quotidiane, difficoltà ad ascoltare quando qualcuno parla. Per ogni criterio, il clinico chiede al paziente di fare esempi concreti tratti dalla vita adulta e, successivamente, dalla propria infanzia.

Parte 2, sintomi di iperattività e impulsività

Qui vengono indagati i 9 criteri di iperattività/impulsività: irrequietezza motoria, difficoltà a stare seduti, sensazione interna di essere "sempre in corsa", loquacità eccessiva, tendenza a rispondere prima che la domanda sia finita, difficoltà ad aspettare il proprio turno, interruzione degli altri, impulsività decisionale. Il clinico osserva anche il comportamento durante il colloquio stesso, che spesso fornisce informazioni utili anche quando il paziente minimizza i propri sintomi.

Parte 3, impatto funzionale

Questa è la parte più importante e spesso sottovalutata. Il DSM-5 richiede non solo che i sintomi siano presenti, ma che causino una compromissione significativa in almeno due contesti di vita: lavoro o scuola, casa, relazioni, tempo libero, autostima, gestione economica. Se i sintomi ci sono ma la persona funziona bene in tutti gli ambiti, la diagnosi non si pone. È proprio qui che la DIVA-5 si differenzia dai semplici questionari auto-somministrati: non conta solo quanti sintomi hai, ma quanto ti stanno rovinando la vita.

Durata, modalità e chi la somministra

La DIVA-5 richiede mediamente 60-90 minuti di colloquio, ma può arrivare a 2 ore in presenza di comorbidità o quando la ricostruzione dell'infanzia è complessa. Viene somministrata da uno specialista formato, tipicamente uno psichiatra, un neuropsichiatra o uno psicologo clinico con specifica competenza sull'ADHD adulto. Non è uno strumento di self-report: il paziente non la compila da solo.

Può essere svolta in studio o in videoconsulto. Durante la pandemia l'uso a distanza si è diffuso e si è dimostrato clinicamente valido, a patto che il clinico possa vedere chiaramente il paziente e avere a disposizione il tempo necessario.

La DIVA-5 può essere affiancata, ed è consigliato, da una collateral interview, cioè un'intervista breve con un familiare che abbia conosciuto il paziente da bambino (tipicamente un genitore) e con qualcuno che lo conosca bene da adulto (partner o amico stretto). Questa doppia fonte aumenta l'accuratezza diagnostica e aiuta a superare eventuali distorsioni nella memoria autobiografica.

Come si interpreta il risultato

La DIVA-5 non produce un "punteggio" numerico come l'ASRS o il WURS. Il clinico, al termine del colloquio, valuta:

Se tutti e quattro i pilastri reggono, la diagnosi di ADHD viene posta. La DIVA-5 permette anche di distinguere la presentazione clinica: prevalentemente disattentiva, prevalentemente iperattiva/impulsiva, o combinata.

DIVA 2.0 vs DIVA-5, cosa è cambiato

Fino al 2019 la versione più diffusa era la DIVA 2.0, basata sui criteri del DSM-IV-TR. L'aggiornamento alla versione 5 non è stato solo un "lifting": riflette cambiamenti concettuali importanti introdotti dal DSM-5 nel 2013 e successivamente perfezionati.

Caratteristica DIVA 2.0 DIVA-5
Manuale di riferimento DSM-IV-TR DSM-5
Sintomi richiesti negli adulti 6 su 9 per dominio 5 su 9 per dominio
Età di esordio Prima dei 7 anni Prima dei 12 anni
Compromissione funzionale In almeno un ambito In almeno due ambiti
Sottotipi Sottotipi fissi Presentazioni cliniche (possono cambiare nel tempo)
Esclusione autismo No (co-diagnosi ammessa)

Le modifiche hanno reso la DIVA-5 più inclusiva e vicina alla realtà clinica degli adulti: meno sintomi richiesti (perché molti adulti imparano a compensare alcuni sintomi nel tempo), età di esordio più ampia (perché molti bambini ad alto QI non mostrano sintomi evidenti prima di 10-12 anni), e possibilità di diagnosi multipla con autismo (che è una co-occorrenza frequente).

La validazione italiana del 2025

Fino a pochi anni fa, la DIVA-5 non era stata validata formalmente sulla popolazione italiana. Questo significava che i cut-off e le proprietà psicometriche originali, derivati da studi olandesi e anglosassoni, venivano applicati "per analogia" anche ai pazienti italiani. Un problema da non sottovalutare, perché la cultura, la scolarizzazione e le norme sociali influenzano il modo in cui i sintomi vengono riportati.

A febbraio 2025, una ricerca pubblicata sulla rivista Healthcare (MDPI) ha colmato questo vuoto. Il gruppo ha reclutato 132 soggetti presso il Centro di Screening ADHD Adulto dell'AUSL di Modena, tra agosto 2023 e maggio 2024. L'obiettivo era verificare se la versione italiana della DIVA-5 avesse la stessa validità e affidabilità della versione originale.

I risultati sono stati positivi. La consistenza interna, misurata con il coefficiente alfa di Cronbach e con i coefficienti di Kuder, si è collocata tra 0,61 e 0,78, valori considerati accettabili per uno strumento diagnostico. Lo studio ha inoltre mostrato che la DIVA-5 italiana ha:

Tradotto: la DIVA-5 italiana funziona particolarmente bene nell'intercettare i sintomi più "nascosti" degli adulti (la disattenzione tende a passare inosservata negli anni scolastici), ed è molto precisa nel distinguere i veri casi di iperattività infantile da falsi positivi. Questo la rende uno strumento affidabile nella nostra popolazione e giustifica la sua adozione come riferimento dei centri ADHD italiani.

DIVA-5, ASRS e WURS, ruoli diversi nel percorso

Uno degli errori più comuni è trattare DIVA-5, ASRS e WURS come se fossero strumenti intercambiabili. In realtà sono complementari: ognuno risponde a una domanda diversa e copre una parte diversa del percorso.

Strumento Chi lo compila Cosa valuta Quando si usa
ASRS v1.1 Paziente Sintomi attuali (screening) Prima tappa, per orientarsi
WURS Paziente Sintomi infantili (retrospettivo) Seconda tappa, prima del colloquio
DIVA-5 Clinico con paziente Diagnosi formale DSM-5 Colloquio specialistico, confermativo

In pratica il percorso tipico è questo: ASRS e WURS funzionano da ingresso, permettono alla persona di capire se vale la pena approfondire e al clinico di arrivare al primo colloquio con informazioni già raccolte. La DIVA-5 è la fase successiva, quella in cui il clinico formalizza la valutazione. Per questo il nostro percorso di screening online è pensato per precedere e ottimizzare il colloquio con lo specialista, non per sostituirlo.

Se vuoi capire meglio come funzionano gli strumenti di self-report che precedono la DIVA, leggi la nostra guida all'ASRS v1.1 e l'approfondimento sul test WURS.

Cosa aspettarti durante la DIVA-5

Se stai per fare una DIVA-5 con il tuo specialista, ecco come prepararti:

  1. Raccogli documentazione scolastica, se possibile. Pagelle delle elementari, schede di valutazione, note di comportamento. Anche una sola scheda vecchia può aiutare a ricostruire il quadro infantile con dati oggettivi.
  2. Parla con i tuoi genitori o chi ti ha cresciuto, prima dell'appuntamento. Chiedi loro come eri da bambino tra i 5 e i 12 anni. Non suggerire risposte, lascia che parlino. Annota le parole che usano, spesso saranno molto vicine al linguaggio del DSM-5.
  3. Fai una lista degli ambiti di vita in cui fatichi. Lavoro, casa, relazioni, gestione economica, autostima. Per ciascuno, cerca di portare almeno un esempio concreto e recente.
  4. Non ti preparare una "versione" da recitare. La DIVA-5 è un'intervista aperta, non un esame. Se provi a recitare un copione, il clinico se ne accorgerà e il risultato sarà meno utile per te stesso.
  5. Porta i risultati dello screening iniziale. Se hai fatto ASRS, WURS, BRIEF-A o altri test, stampa o invia i punteggi allo specialista prima del colloquio: risparmierai tempo prezioso.

Limiti della DIVA-5

Nessuno strumento è perfetto, e la DIVA-5 non fa eccezione. Ecco i principali limiti da conoscere:

"La DIVA-5 non è una macchina della verità. È una traccia rigorosa che permette al clinico e al paziente di esplorare insieme, in modo sistematico, una vita intera di sintomi. Il valore sta nel metodo, non nel risultato."

Quando conviene chiedere una DIVA-5

Non tutti devono fare una DIVA-5. Ha senso parlarne con il tuo specialista se:

Se invece stai ancora raccogliendo indizi e vuoi un primo orientamento, il nostro percorso online gratuito con 5 strumenti scientifici è il punto di partenza più semplice e veloce per capire se vale la pena chiedere una valutazione specialistica.

FAQ: Domande sulla DIVA-5

Cos'è la DIVA-5? expand_more
La DIVA-5 (Diagnostic Interview for ADHD in Adults) è un'intervista clinica semi-strutturata basata sui criteri del DSM-5, sviluppata dalla DIVA Foundation. È considerata uno dei gold standard per la diagnosi di ADHD negli adulti e viene somministrata da un clinico specializzato.
Quanto dura l'intervista DIVA-5? expand_more
In media la DIVA-5 dura tra i 60 e i 90 minuti. In alcuni casi più complessi, con comorbidità o storia infantile articolata, può arrivare a 2 ore. Va quindi pianificato un appuntamento ampio, non un colloquio veloce.
Qual è la differenza tra DIVA 2.0 e DIVA-5? expand_more
La DIVA 2.0 si basa sui criteri DSM-IV-TR, mentre la DIVA-5 aggiorna il protocollo ai criteri DSM-5: numero di sintomi richiesti in età adulta ridotto (5 invece di 6), età di esordio spostata da 7 a 12 anni, e valutazione dei danni funzionali in almeno due contesti di vita.
La DIVA-5 è validata in italiano? expand_more
Sì. Uno studio pubblicato nel febbraio 2025 sulla rivista Healthcare (MDPI), condotto al Centro di Screening ADHD Adulto dell'AUSL di Modena su 132 soggetti, ha dimostrato che la versione italiana della DIVA-5 è uno strumento valido e affidabile per la diagnosi di ADHD adulto.
Posso fare la DIVA-5 online? expand_more
No. La DIVA-5 non è un questionario auto-compilato, è un'intervista clinica somministrata da uno specialista. Può essere condotta in presenza o in videoconsulto, ma sempre con un clinico formato.
Serve un genitore o familiare durante la DIVA-5? expand_more
Non è obbligatorio, ma la DIVA-5 prevede esplicitamente la possibilità di una collateral information da parte di un familiare che possa confermare o integrare i ricordi dell'infanzia e i sintomi attuali. Questo aumenta l'accuratezza diagnostica, soprattutto quando il paziente ha ricordi frammentari.

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